L'AIUTO AI DISABILI A MALINDI E DINTORNI, CON UN "CUORE" ITALIANO - DI FREDDIE DEL CURATOLO

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MALINDI\ aise\ - “In questo periodo in cui le paure sanitarie globali sembrano concentrate su una sola malattia perché terribilmente contagiosa, si tendono a dimenticare quelle patologie che camminano in silenzio e con una sottile ma implacabile sofferenza quotidiana che si trascinerà per tutta la vita. Malattie quasi sempre congenite e quasi mai mortali che estromettono però migliaia di bambini e ragazzi da un’esistenza normale e li trasformano nei veri “ultimi” di questa Terra. In Africa specialmente i disabili fisici e mentali sono considerati creature sbagliate, se non punite da Dio. Vengono lasciati spesso a sé stessi, striscianti e denutriti nei villaggi, a volte legati con corde dietro alle capanne”. Così scrive Freddie del Curatolo che dirige il portale online “malindikenya.net”.
“Fino a qualche decennio fa, sulla costa del Kenya, nessuno se ne occupava. Poi fortunatamente, grazie a progetti governativi sostenuti anche da organizzazioni internazionali, sono stati creati centri e sono nate campagne di sensibilizzazione.
Per anni abbiamo seguito il lodevole e difficile lavoro della Scuola Speciale di Gede, tra contributi mai sufficienti ma anche aiuti di donatori tra cui molti italiani.
Dal 2007 sul territorio della Contea di Kilifi c’è anche un’associazione locale, Kuhenza For Children, nata da una costola della NGO americana Kupenda.
In Kenya la sede è proprio a Gede e nella Contea la sua presenza è attiva in una decina di scuole speciali, tra cui la Kibarani School for the Deaf, la Sir Ali School for Mentally Handicapped in Malindi e la stessa Gede Special School) che si occupano di bambini e ragazzi con disabilità di ogni genere.
I principali obbiettivi dell’associazione sono di creare la consapevolezza nelle famiglie con figli disabili delle grandi potenzialità che hanno questi ragazzi e di accettare e non discriminare la diversità. Questo avviene attraverso la sensibilizzazione ai genitori dei disabili e alle comunità locali dove i bambini vivono. Aiutando i bambini ad accedere all’educazione scolastica, quindi pagando rette, impiegando insegnanti di sostegno o altre figure professionali ed acquistando materiale didattico.
Fornendo terapie speciali con medici o infermieri, medicine di prima necessità oltre a carrozzine e altro materiale speciale per coloro che hanno disabilità fisiche più gravi.
“Dallo scorso marzo – spiega a Malindikenya.net il direttore di Kuhenza Leonard Mbonani - dopo la chiusura delle scuole a causa della pandemia, abbiamo continuato a sostenere ed aiutare i “nostri bambini” mettendo in pratica un sistema di distribuzione alimentare (farina, fagioli, cassava e sapone igienizzante) che ogni mese e arrivato in media a 300 famiglie spalmate sul territorio della Contea tra Malindi e Magarini Costituencies”.
Nell’ufficio, che solitamente ospita 5 impiegati sono operative 10 persone che ogni mese chiamano i genitori dei 600 bambini di cui Kuhenza si prende cura per accertarsi delle condizioni fisiche e mentali sia dei ragazzi che delle famiglie.
Durante la distribuzione viene dato un sostegno anche psicologico ai nuclei familiari che vivono in condizioni economiche disagiate che oltre a dover accudire un figlio con problemi fisici, il quale solitamente vive nelle scuole speciali, si trovano ad affrontare questo particolare periodo difficile dato dal Covid-19.
Nel caso di problemi di salute gravi, Kuhenza dispone di un’auto che viene messa a disposizione per trasporti in strutture ospedaliere o interventi urgenti.
Le famiglie e i membri della comunità sono diventati il braccio operativo sul campo in questo periodo, facendo da supervisori e controllori dei singoli casi.
Purtroppo la pandemia ha rallentato anche i due progetti in essere nella Contea di Kilifi, che sono la Farm a Mijomboni, 6 acri di terreno in cui sono state piantate circa 300 casuarina da utilizzare sia per le proprie costruzioni che da vendere per potersi autosostenere, e circa 2 acri di cassava che viene distribuita nel programma alimentare.
Qui sorgerà la nuova sede di Kuhenza con un ufficio e un’ala apposita per i casi di disabilità molto gravi che richiedono assistenza 24 ore su 24.
L’altro progetto, di cui parleremo approfonditamente più avanti, è quello della scuola speciale di Timboni a Langobaya, aperta a gennaio di quest’anno.
Ad oggi sono state costruite due classi e un dormitorio per circa quaranta bambini ma l’intenzione é quella di arrivare a 10 classi e aggiungere un altro dormitorio per dividere i maschi dalle femmine.
La rete di donazioni è partita come sempre dalla casa madre americana, dalle istituzioni locali tra cui il Governo di Contea e da diversi donatori privati tra cui il Rotary Club di Mombasa e da un amico speciale italiano, il milanese Maurizio Beghelli che è stato uno dei benefattori importanti della Gede Special School e ora è coinvolto con Kuhenza nel progetto di Langobaya. Beghelli tramite le sue iniziative denominate “Kipara For Kuhenza” è sempre attivo in Italia per dare una vita decente alla categoria più denigrata e dimenticata d’Africa e si sta rivelando fondamentale, anche attraverso i canali social, per la distribuzione alimentare.
Quale modo più serio e sicuro che farlo attraverso Kupenda, che attualmente opera in tutto il mondo, aiutando circa 120.000 persone di cui il 60% sono bambini. In Africa é presente con progetti in Tanzania, Malawi e Sierra Leone.
Kuhenza vorrebbe continuare a garantire almeno la distribuzione alimentare fino alla riapertura delle scuole ma i fondi iniziano a scarseggiare e per dicembre si spera nell’intervento di qualche sponsor. Se volete dare un contributo, potete aderire alle iniziative di “K4K Kipara For Kuhenza” visitando l’omonimo gruppo facebook a questo link.
Oppure inviando una mail a mauriziobeghelli@gmail.com”. (aise) 

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