L’AMORE PER LA COSTA RICA: AZZURRO CARIBE INTERVISTA GIUSEPPE CACACE (MAIE)

L’AMORE PER LA COSTA RICA: AZZURRO CARIBE INTERVISTA GIUSEPPE CACACE (MAIE)

SAN JOSÉ\ aise\ - “La Costa Rica è la mia seconda patria. Mi innamorai fin dal primo momento. La sua natura ed il suo clima non hanno uguali. Ho tantissimi amici costaricensi che praticamente mi hanno adottato come fratello e, in alcuni casi, anche come figlio. Gente fantastica, potrei scrivere un libro intero, però mi limito al mio primo pensiero”. Questa la prima delle risposte che Giuseppe Cacace, 48 anni, barese di Bitritto, ha dato a Ennio Marchetti durante l’intervista per Azzurro Caribe, settimanale degli italiani residenti nei Caraibi e in Centro America, riguardo alla “sua” Costa Rica, il Paese dove vive da più di 20 anni e dove è coordinatore del MAIE. Di seguito l’intervista integrale.
D. In Costa Rica, Cacace si è formato una famiglia ed ha un lavoro gratificante.
R. Sono agente immobiliare, ho un ristorante e un'agenzia web – racconta ad Azzurro Caribe - Inoltre presto consulenza ad un'azienda di telecomunicazioni con sede in Guatemala. Sono segretario del CDA della Camera di Commercio italiana in Costa Rica e coordinatore nazionale del MAIE. In passato ho fatto parte del direttivo dell'Associazione Italiana di Mutuo Soccorso in Costa Rica.
D. Nel tempo libero si dedica ai suoi hobbies.
R. Ne ho tanti, però il principale ha a che vedere con la tecnologia, hardware e software, e quando mi resta un po’ di tempo faccio volare il mio drone.
D. Gli italiani in Costa Rica ufficialmente sono quasi 8 mila, più di 3 mila nel GAM (Gran Area Metropolitana) della capitale San José, però si presume che vi vivano almeno altri 25 mila connazionali, soprattutto se calcoliamo gli stanziali.
R. Le loro attività coprono quasi tutti i settori, specialmente nella zona del GAM, però quando ci si muove lungo le zone costiere, la ristorazione la fa da padrona.
R. I problemi non mancano. Ne potrei citare un'infinità, ma c'è da dire che chi è veterano della Costa Rica riesce a superarli in modo più semplice di chi è qui da poco. Investire in Costa Rica è un tema che va al di là di un discorso prettamente economico. Io ci vivo da quasi 25 anni con investimenti nazionali e la mia esperienza personale è soddisfacente per fattori paralleli a questi come la pace, il clima, il fattore umano, il costo della mano d'opera, la pressione fiscale, la tranquillità… E, se calcoliamo che al giorno d'oggi il sistema fiscale costaricense e la crisi economica mondiale hanno danneggiato l'economia, dovremmo investire in questo Paese più per le ragioni che ho espresso che per un motivo economico.
Giuseppe è conosciutissimo e molto attivo all’interno della comunità italiana locale e, a chi gli chiede se conviene mollare tutto e trasferirsi in Costa Rica, commenta: “Ricevo costantemente questo tipo di richieste e la mia risposta va sempre in base all'obbiettivo che vuol raggiungere la persona che lascia il proprio Paese.
D. Fa parte della Associazione Italiana di Mutuo Soccorso, nata nel 1890. Un sodalizio senza fini di lucro, costituito per promuovere all’interno della colonia italiana della Costa Rica “il benessere morale e materiale, fomentando l’unione e l’aiuto reciproco”. Esistono altre associazioni di connazionali, regionali e provinciali, in particolare di emiliano-romagnoli, di piemontesi, di mantovani, ecc.
R. Se la comunità italiana fosse più unita avremmo maggior sviluppo a favore della comunità stessa. Io sono uno di quei promotori che cerca di farlo da anni e non mi arrenderò facilmente perché ci credo tantissimo.
D. In questo spirito di ricerca di coesione tra i nostri connazionali negli ultimi due anni l’Ambasciata, in collaborazione con la Camera di Commercio, ha organizzato due importanti fiere, che seguiranno in futuro ed a cui si affiancheranno delle sagre.
R. Devo dire che l'Ambasciatore Fulvio Rustico è uno di noi, ed è molto attivo nella promozione di questo tipo di attività a favore della comunità. È il diplomatico ideale che tutte le ambasciate italiane nel mondo dovrebbero avere.
D. Da 8 anni Giuseppe è anche Coordinatore Nazionale del MAIE (Movimento Associativo Italiani all’Estero).
R. È sempre vivo in me il ricordo del mio primo contatto con Paola Ceccon, Emma Covioli e infine con Ricky Filosa, Coordinatore del MAIE in Nord e Centro America, che mi parlò del Movimento, di cos’è, di cosa rappresenta, di quali sono i suoi obiettivi…Me lo spiegò con una passione che non ero più abituato a sentire ascoltando una persona parlare di politica.
Inizialmente ho faticato a comprendere la forza delle idee e del MAIE stesso, un movimento la cui essenza si riassume nella difesa dei diritti di tutti gli italiani residenti al di fuori dei confini della nostra Patria. Oggi - conclude - contiamo con 6 coordinatori, divisi in altrettante aree strategiche, quasi uno per ogni provincia e con tante richieste di connazionali che vorrebbero esserne parte attiva. Per il 2020 abbiamo tanti progetti. Saranno utilissimi per avvicinare ed ascoltare le nostre comunità nelle diverse province di appartenenza e, se riusciremo, per dare delle risposte o dei suggerimenti in grado di soddisfare le loro attese”. (aise) 

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