L'ARCHEOLOGIA ITALIANA FA SCUOLA

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ROMA – focus/ aise – L’Italia ha una lunga tradizione alle spalle per quanto riguarda la cooperazione in campo artistico, culturale e archeologico. Africa, Sud America, Asia. Da ricordare, per esempio, gli interventi in Turkmenistan o a Karkemish, in Turchia. Gli specialisti italiani sono richiesti per la loro perizia e bravura, che sicuramente risente del fatto di appartenere a uno dei Paesi che, in campo artistico/archeologico, non ha nulla da invidiare a nessuno. È iniziato la scorsa settimana, per esempio, alla presenza dell’ambasciatore Nicola Minasi, il corso di conservazione e restauro che sarà condotto dall'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ISCR) per il personale del Museo Nazionale di Bosnia Erzegovina a Sarajevo.
L'iniziativa, giunta alla sua terza edizione, fa parte di un progetto pluriennale sviluppato nell'ambito dell'accordo bilaterale di cooperazione culturale tra Italia e Bosnia Erzegovina, ed è organizzata in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Sarajevo e la Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Dopo i laboratori sui manufatti in metallo nel 2016, e quelli in legno lo scorso anno, durante il quale si sono svolte le attività sulla rarissima “Piroga dell'Eta del Ferro” di oltre 15 metri di lunghezza, datata al X sec. a.C, il corso di quest'anno sarà dedicato alla conservazione ed il restauro dei manufatti in ceramica e terracotta della collezione archeologica ed etnografica del Museo. L'Italia è da tempo impegnata nella protezione del patrimonio culturale della Bosnia Erzegovina e ha individuato nella formazione di una nuova generazione di professionisti la chiave più appropriata per garantirne la conservazione ed il restauro. Il progetto con il Museo Nazionale si unisce inoltre ad altre iniziative sostenute dall’Italia, come l’iniziativa di sviluppo turistico “Via Dinarica”, per apportare il massimo sostegno ad una strategia sostenibile e di lungo periodo per la promozione del patrimonio storico, archeologico e paesaggistico che caratterizza la Bosnia Erzegovina. Accordo di cooperazione anche con la Mongolia, nell’area archeologica di Kharkhorin. A firmare l’accordo il Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino, il Museo di Kharakhorum e l'Università Statale di Ulaanbaatar. A darne notizia è il Ministero degli esteri, spiegando che l’obiettivo dell’accordo è quello di supportare le realtà museali del territorio in modo che la comunità locale possa conoscere e apprezzare i risultati della ricerca archeologica. La prima azione concordata tra le parti, con il sostegno dell'Ambasciata d'Italia ad Ulaanbaatar, è quella di avvicinare il pubblico più giovane alle collezioni del Museo di Kharakhorum attraverso la programmazione di una serie di laboratori didattici da proporre alle scuole del territorio. (focus\ aise) 

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