L’ATTIVITÀ DELLA DANTE ALIGHIERI ALLA CAMERA

L’ATTIVITÀ DELLA DANTE ALIGHIERI ALLA CAMERA

ROMA\ aise\ - Presieduto da Simone Billi (Lega), il Comitato italiani nel mondo e promozione sistema Paese della Commissione esteri della Camera ha iniziato l'esame della “Relazione sull'attività svolta dalla società Dante Alighieri nell'anno 2018 e il suo bilancio consuntivo per la medesima annualità”. Un tema, ha ricordato Billi, su cui il Comitato si confronterà presto con Andrea Riccardi e Alessandro Masi, rispettivamente presidente e segretario generale della Società Dante Alighieri, in altrettante audizioni informali.
Ad illustrare la relazione ai colleghi è stata Mirella Emiliozzi (M5S) che ha definito la Dante Alighieri “strumento essenziale per la presenza e la valorizzazione della lingua e della cultura italiana nel mondo”.
Ricordata la fondazione della Dante nel 1889, la sua missione iniziale e le nuove esigenze di un mondo che “continua a chiedere Italia”, la deputata ha sostenuto che “un tempo per promuoversi sembrava sufficiente raccontarsi, mentre oggi non è più possibile limitarci a questo, per creare il dialogo bisogna anche ascoltare”.
“L'orizzonte globale ci chiede di aprirci ulteriormente e dare una risposta puntuale a chi “chiede Italia” anche da paesi nei quali gli italiani non sono numerosi: in Russia, per esempio, dove si lavora per includere l'italiano fra le materie dell'esame di maturità e per accrescere i corsi di lingua”, ha detto Emiliozzi, prima di ricordare che “in Estremo Oriente operano potenze commerciali che riconoscono alla lingua e alla cultura italiana, inserite nei percorsi formativi delle élite dirigenti, un carattere umanistico capace di agevolare le interazioni nelle diverse parti del mondo. La forza dell'italiano non si misura sulla dimensione della diffusione delle grandi lingue – cinese, spagnolo o arabo – o dell'inglese veicolare: è la lingua dell'umanesimo, e può attingere a un patrimonio secolare di tradizioni e conoscenze che ne fanno, alla fine, anche una lingua di pace storicamente legata a una diffusione non egemonica, non marcatamente colonialistica”.
La parlamentare ha quindi citato “recentissimi dati di Ethnologue, il grande repertorio delle lingue del mondo, che danno ragione alle valutazioni già annunciate dal nostro Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale durante gli Stati generali dell'ottobre 2018: l'italiano è, ormai ufficialmente, la quarta lingua più scelta da studiare”.
L'italiano, ha aggiunto, “è la lingua di un Paese che negli ultimi tre decenni ha accolto decine di migliaia di persone. Tra le loro necessità, spesso immediate e urgenti, c’è anche l'insegnamento dell'italiano, veicolo primario ed imprescindibile per una reale integrazione: la conoscenza della lingua è un problema contemporaneo che riguarda però tutti, visto che dietro la diffusione dei nuovi media, si cela un profondo problema di comunicazione”.
Arrivando alla relazione sulla Dante, essa, ha spiegato Emiliozzi, “evidenzia opportunamente come ci siano tre grandi aree geografiche sulle quali è necessario concentrare l'azione della Dante: la penisola balcanica, l'area mediterranea e anche l'Argentina, dove a non caso si terrà a luglio l'LXXXIII congresso internazionale della Società, intitolato “Italia, Argentina, Mondo – L'italiano ci unisce”, il primo congresso a svolgersi in un Paese extra europeo”.
Citato il “caso Albania”, dove “si stima superiore al 40 per cento il numero di chi parla la nostra lingua (il 60 per cento la capisce), ma dove è necessario insistere sull'insegnamento dell'italiano per non rischiare di erodere una rappresentazione linguistica di qualità”, e l’Africa “continente che rientra tra le aree di proiezione strategica dell'Italia, che è apprezzata per ragioni di cooperazione e prossimità geografica”, Emiliozzi ha osservato che “la presenza dei Comitati Dante Alighieri in Nord Africa si presenta uniformemente distribuita, mentre nell'Africa subsahariana si contano solo 7 comitati, anche in ragione della esigua presenza di comunità di italiani nella regione. Credo che l'importanza della regione, con particolare riferimento al Corno d'Africa, e la limitata presenza di Comitati Dante Alighieri debbano farci riflettere, in via incidentale, sulla necessità di potenziare, anche attraverso altri strumenti, l'azione di promozione della lingua e della cultura italiana”.
Quanto al bacino mediterraneo, “troppo a lungo l'Italia si è mossa sugli scenari del mondo attraverso proposte disgiunte, senza reti, senza una comunità che fosse capace di raccogliere le isole “italofile”, come accade per quelle dalla Francofonia o del Commonwealth britannico”. La parlamentare grillina ha quindi menzionato il caso di Malta, “paese geograficamente e storicamente vicino all'Italia, dove i corsi del comitato Dante Alighieri de La Valletta risulterebbero inattivi da diversi anni, mentre la presenza francese e britannica si rivela particolarmente vivace”.
La relazione “testimonia, tuttavia, che il nostro Paese sta facendo dei passi avanti per valorizzare nel mondo globale le proprie numerose opportunità: beni artistici, cultura, prodotti, made in Italy, gusto, umanità, stile, cucina, canto e teatro, design e, naturalmente, conoscenza della lingua di Dante, attraverso la direzione del consorzio – il CLIQ – che attesta la padronanza dell'italiano”.
La Dante “può mettere a disposizione di questo grande progetto ben 482 comitati in Italia e all'estero, 120 mila soci e studenti, migliaia d'insegnanti, 350 centri certificatori per la qualità dell'apprendimento, ma anche biblioteche con oltre 450 mila libri in italiano presso i diversi comitati. La rete dei comitati Dante nel mondo si pone dunque l'obiettivo di far parte del grande progetto strategico del Sistema-Italia”.
La relazione “dà ampiamente conto delle numerosissime iniziative svolte nell'esercizio 2018, finalizzate al rafforzamento degli scambi Italia-mondo”, ha aggiunto Emiliozzi segnalando in particolare “la pubblicazione di due bandi di concorso per contributi e borse di studio riservati ai Comitati Esteri della Dante Alighieri; l'azione di sistema e promozione dei programmi attuati dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, in particolar modo delle Settimane della Lingua Italiana, della Settimana della Cucina Italiana, del progetto complessivo #VivereAll'Italiana e dell'adesione alle rete EUNIC (European Union National Institutes for Culture); i programmi d'intervento nei confronti di Paesi che, in possesso di un grande potenziale, hanno richiesto azioni di rafforzamento e di sostegno della rete presente; la condivisione di dati ed informazioni relative alla rete Dante e rinnovamento dei rapporti tra Sede centrale e Comitati; la promozione dell'editoria italiana nel mondo attraverso la fornitura di 20 volumi selezionati a 42 Comitati Dante Alighieri”.
Nel 2018, ha aggiunto, “sono stati istituiti quattro parchi letterari, fra cui il Parco letterario Giacomo Leopardi voluto dalla Città di Recanati per celebrare i 200 anni dalla stesura de L'infinito. Recanati, nota a tutto il mondo come “Città della poesia”, è un esempio concreto di un legame naturale tra la poesia e i luoghi, i paesaggi, la cultura e le persone, e di come la cultura possa tradursi in forza trainante per l'incremento dei flussi turistici”.
“Nonostante la sua notevole fortuna, - ha osservato la relatrice – l'italiano, purtroppo, non può contare sulla presenza di aree geografiche in cui è utilizzato come lingua veicolare, come avviene invece, in particolare, per l'inglese e per il francese”.
Quanto agli investimenti nella promozione dell'italiano, essi “non si possono paragonare a quelli che altre nazioni offrono alla promozione della propria lingua, sia in termini finanziari che organizzativi. La Germania offre alla lingua tedesca 220 milioni di contributo pubblico, il Regno Unito eroga 177 milioni al British Council, la Spagna 72 milioni all’Instituto Cervantes. Persino il Portogallo, piccola nazione che però opera nel grande bacino mondiale della lusofonia, può contare sui 27 milioni concessi al Camões. In questo contesto, la Società Dante Alighieri, in virtù della capillarità dei propri comitati nel mondo, è stata negli anni strumento della promozione della lingua italiana. Nel 2018 il contributo pubblico alla Società è stato di 3.300.000 euro. La legge di bilancio 2019 ha da ultimo concesso alla Società Dante Alighieri un contributo ordinario di 3.200.000 euro. La Società beneficia inoltre di un ulteriore contributo pari a 2.600.000 euro del “Fondo per il potenziamento della promozione della cultura e della lingua italiana all'estero”, così ripartiti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 luglio 2017”.
La relazione “presenta una corposa elencazione delle numerose iniziative messe in atto dalla Società. Tuttavia non è possibile reperire informazioni su quali siano i singoli comitati della Dante Alighieri che beneficiano dei contributi pubblici erogati alla Società, quale sia l'entità del contributo ai diversi comitati e quali siano i risultati conseguiti dai medesimi. Credo che questi ultimi elementi potrebbero contribuire a una valutazione più completa e all'espressione di un parere più consapevole da parte di questa commissione”.
Nel complesso, ha concluso, “dalla relazione emerge che la Società Dante Alighieri contribuisce attivamente alla nostra proiezione internazionale in virtù della sua rete di centri d'interesse presenti in 80 paesi del mondo: comitati, centri certificatori, scuole italiane all'estero e scuole di italiano, punti di contatto con l'italianità aperti a chi desidera conoscere la nostra lingua e cultura”.
Il seguito dell’esame della relazione è stato rinviato ad altra seduta. (aise) 

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