LE ULTIME DAI FRONTI CALDI

LE ULTIME DAI FRONTI CALDI

ROMA – focus/ aise - La mia presenza qui oggi è legata a due elementi: interloquire con le autorità irachene in relazione alle modalità con cui la nostra presenza può mantenersi e realizzarsi, testimoniare a tutti voi il nostro apprezzamento e la nostra vicinanza per l'opera che realizzate, per la testimonianza di impegno che date, per la modalità con cui svolgete il vostro lavoro anche in questa situazione difficile". Così il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, in visita al contingente italiano a Erbil, teatro delle principali tensioni successive all'uccisione del Generale Soleimani.
Ieri in Iraq e Kurdistan - accompagnato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, e dall'Ambasciatore d'Italia a Bagdad, Bruno Antonio Pasquino – il Ministro ha incontrato i militari del contingente italiano ed ha svolto una serie di colloqui istituzionali con le autorità locali.
Come annunciato lo scorso 15 gennaio nel corso dell'audizione davanti alle Commissioni Difesa di Senato e Camera in seduta congiunta, ad un mese dall'ultima visita, il Ministro si è, infatti, recato nella base di Camp Dublin a Bagdad - dove ad attenderlo c'erano i militari della Task Force Police, della Task Force Air e della Task Force 44 – e nella base di Camp Singara, a Erbil.
Ai militari ha rivolto il suo saluto e l'apprezzamento per l'attività svolta in un contesto particolarmente delicato e decisivo per gli equilibri internazionali: "sono qui per portare innanzitutto a voi, e ai vostri comandanti, la vicinanza, l'affetto e la stima del popolo italiano e delle sue Istituzioni in un momento molto delicato, difficile e complesso che necessita di attenzione dal punto di vista politico per le scelte che siamo chiamati a fare, prudenza nelle iniziative che assumiamo, saldezza nei principi di fondo che ispirano e hanno ispirato le nostre scelte".
In particolare, nel ricordare la sua visita in Iraq di un mese fa, il Ministro ha specificato: "la mia presenza qui oggi è diversa. Porto con me le tante lettere, frasi, pensieri che gli italiani in questi giorni vi hanno rivolto, scrivendomi o fermandomi per strada. Riassumibili così. Grazie per quello che fate".
La visita ufficiale è proseguita con una serie di incontri istituzionali con il Primo Ministro dell'Iraq, Adel Abdul Mahdi, e il Ministro dell'Interno, Yasser Al Yasri. Colloqui – spiega la Difesa, incentrati sui recenti sviluppi della situazione nella regione, relazioni bilaterali e cooperazione militare, durante i quali ha confermato l'impegno nazionale a supporto della stabilizzazione del Paese per il contrasto a Daesh.
"Questa mia terza visita, dopo le due dello scorso dicembre, è una testimonianza concreta e tangibile del ruolo che abbiamo svolto, che svolgiamo e che desideriamo continuare a svolgere in supporto del popolo iracheno" ha detto il Ministro, che ha poi aggiunto: "per l'Italia la lotta al terrorismo rimane una priorità così come lo è l'ormai pluriennale attività di supporto alle forze di sicurezza locali, a favore delle quali mi auguro che sia possibile riprendere al più presto l'attività addestrativa attualmente sospesa".
"Continueremo a sostenere il popolo iracheno attraverso la nostra attività di training, advising e assistance" ha detto, ribadendo il ruolo dell'Italia quale partner privilegiato con le istituzioni e la società civile irachene.
A Bagdad Guerini ha incontrato anche l'Ambasciatore degli Stati Uniti in Iraq, Matthew Tueller.
In Kurdistan si è svolto invece l'incontro con il Ministro dei Peshmerga, Shoresh Ismail Abdulla: "l'Italia continuerà a garantire l'addestramento e l'assistenza alle Forze di sicurezza del Kurdistan in questa delicata fase di vitale importanza".
La visita ai teatri era iniziata lunedì in Kuwait, dove ad accoglierlo c'era l'Ambasciatore Carlo Baldocci. Lì il Ministro ha evidenziato l'importanza dell'attività svolta nella base della task Force Air "testimonianza di competenza e professionalità delle Forze Armate italiane. Conoscere ciò che fate per l'Iraq contro Daesh mi rende orgoglioso di guidare la grande famiglia della Difesa".
"In questi giorni di tensione ho sentito la necessità di recarmi in questa base. Tutti sanno quanto la vostra attività sia importante per la rinascita di questo paese e di questo popolo. Tutti sanno quanto sia vitale il vostro lavoro per rafforzare le Forze di sicurezza. Eppure, in questa consapevolezza, la prima necessità è che a Voi, qui, vengano garantite le condizioni di sicurezza". È quanto ha detto il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, in occasione della sua prima visita ufficiale giovedì scorso in Afghanistan, durante il saluto ai militari del Contingente nazionale di "Resolute Support", il Train Advise and Assist Command West (TAAC-W).
Dopo le visite in Iraq, Kurdistan e Kuwait, accompagnato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, e dall'Ambasciatore d'Italia a Kabul, Roberto Cantone, il Ministro si è recato nella capitale afgana in un momento di particolare importanza per il futuro della regione.
Il Ministro ha aggiunto che "l'Italia, da anni, è impegnata nella lotta al terrorismo e nell'attività di addestramento alle Forze di sicurezza afgane. Il nostro Paese continuerà a fare la sua parte all'interno della missione a guida Nato, anche in base alle decisioni che verranno assunte nelle prossime settimane, in relazione al processo di pace che è alla base delle consultazioni tra gli Stati Uniti e il movimento talebano".
A Kabul, Guerini ha svolto colloqui bilaterali con il Primo Ministro, Abdullah Abdullah e con il Ministro della Difesa, Asadullah Khalid.
Colloqui durante i quali il Ministro ha richiamato la necessità che l'auspicato processo di pace avvenga in maniera inclusiva e salvaguardando i notevoli progressi compiuti in tema di diritti civili e di parità di genere: "in questa delicata fase il Governo italiano non farà venir meno il proprio supporto in tanti settori, tra i quali quello agricolo, la tutela del patrimonio culturale, la realizzazione di infrastrutture strategiche per la mobilità, l'ammodernamento dell'aeroporto di Herat e la difesa dei diritti delle donne".
A Kabul ha incontrato anche l'Ambasciatore Nicholas Kay, Senior Civilian Representative Nato e il Generale Austin Scott Miller, Comandate dell'operazione Resolute Support. (focus\ aise) 

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