L’EMIGRAZIONE TRA LE PAGINE DI UN LIBRO

L’EMIGRAZIONE TRA LE PAGINE DI UN LIBRO

ROMA - focus\aise\ - Si parla da tempo della necessità di inserire la storia della nostra emigrazione nel curriculum scolastico italiano, una lacuna non ancora colmata che però trova un seppur parziale appianamento nella letteratura.
Migrante per sempre” è il titolo del romanzo di Chiara Ingrao presentato la scorsa settimana al Circolo degli Esteri a Roma. Assieme all’autrice sono intervenuti il presidente del Circolo, Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli italiani all’estero alla Farnesina, e Rodolfo Ricci, consigliere del Cgie.
Il romanzo è tratto da una storia vera. La storia di Lina parte dagli anni ’60 dall’entroterra dell’Agrigento e si conclude a Roma; nel mezzo, un paesino sperduto nella foresta nera della Germania sud occidentale.
“È un romanzo che narra di un’emigrazione in qualche modo sempre uguale a sé stessa e che intreccia due dimensioni” ha detto Luigi Maria Vignali in apertura, “quella di chi è nato in Italia ed è andato all’estero, e quella di chi è tornato, dunque anche di chi arriva in Italia. E questo libro descrive tutti i tratti caratteristici tipici del migrante: il senso di nostalgia, l’inevitabile risentimento che ancora oggi anima i nostri giovani che partono e infine il riscatto. Spesso noi italiani ci dimentichiamo che siamo stati migranti quando parliamo delle persone che sbarcano sulle nostre coste e questo”, per il direttore Vignali, “è uno degli elementi più interessanti che emergono nel libro”.
“Il romanzo mi ha riportato alla mia esperienza personale, di quando ho vissuto in Germania”, ha raccontato Rodolfo Ricci, per il quale l’identità migrante è “per sempre”, “perché quella di partenza e quella di arrivo si intrecciano, creandone una alternativa. La difficoltà di esemplificare le tante facce e tante identità dei migranti è un elemento presente nel libro”.
“La scelta di narrare questa storia proviene dall’interesse per l’esperienza migratoria, dall’incontro di identità diverse”, ha spiegato l'autrice, e soprattutto dall'incontro con “una donna che ha incrociato l’emigrazione da tantissimi punti di vista: la migrazione dei genitori, diventare lei stessa una migrante, conoscere altri migranti con altre percezioni, tornare nel proprio paese e sentirsi straniera”.
“È una storia di emigrazione al femminile, cioè con uno sguardo diverso da quello che si racconta di solito”, ha proseguito l’autrice, facendo anche riferimento a come viene vissuta la migrazione oggi. “In qualche modo, raccontare delle storie come quella di “Migrante per sempre” significa cercare di umanizzare le persone che migrano e che, in questo drammatico momento storico, rischiano di restare senza volto”.
È stato presentato invece ieri, domenica 12 maggio, al Salone del Libro di Torino il volume “Famiglie transnazionali dell’Italia che emigra. Costi e opportunità”, edito dal Centro AltreItalie.
Il libro, presentato anche a Palermo durante il Seminario dei giovani italiani nel mondo, accende i riflettori sulle famiglie dei giovani che emigrano. Il volume, infatti, punta l'attenzione non su chi parte, ma su chi resta: i genitori. In particolare, analizza le relazioni economiche che si stabiliscono all'interno delle nuove famiglie transnazionali: quanto spendono i genitori per aiutare i figli a conseguire una formazione superiore o a costruirsi una carriera lavorativa soddisfacente in un altro paese? Attraverso i risultati di un'inchiesta condotta on line tra le famiglie italiane dei giovani migranti e le testimonianze dei diretti interessati (genitori e figli), la ricerca esplora le nuove relazioni familiari, declinate anche in termini economici, confermando l'importanza del sostegno della famiglia, soprattutto nelle fasi iniziali, alla vita dei figli all'estero. (focus\aise) 

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