MEMORIA E AGGREGAZIONE: L’ITALIA DEL PÈRE-LACHAISE

MEMORIA E AGGREGAZIONE: L’ITALIA DEL PÈRE-LACHAISE

ROMA\ aise\ - Memoria, aggregazione, diversità e amicizia. Sono questi i quattro principi fondanti del progetto “L’Italia del Père Lachaise. Vies extraordinaires des Italiens de France et des Français d’Italie”, libro che racconta le storie di 61 personaggi illustri italiani, o francesi di origine italiana, sepolti nel più grande Cimitero Monumentale di Parigi e uno dei più celebri al mondo: il Père-Lachaise. Il progetto culturale, promosso dal Comites e dal Consolato Generale d’Italia a Parigi con il sostegno della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero della Farnesina, è stato presentato ieri pomeriggio nella sede dell’Ambasciata di Francia a Roma. Hanno presenziato, nella splendida cornice di Palazzo Farnese, il Direttore Generale per gli Italiani all’Estero, Luigi Maria Vignali, la Console Generale d’Italia a Parigi, Emilia Gatto, il Presidente del Comites di Parigi, Vincenzo Cirillo, la curatrice, Costanza Stefanori, e alcuni degli scrittori che hanno ricostruito le storie dei personaggi sepolti nella capitale francese, tra cui i giornalisti e scrittori Corrado Augias e Massimo Nova. Tra il pubblico, anche la Senatrice di Italia Viva eletta in Europa, Laura Garavini.
A introdurre gli ospiti è stato Christian Masset, Ambasciatore di Francia a Roma, che si è detto “onorato e felice” di accogliere a Palazzo Farnese, “un palazzo simbolo dell’amicizia tra Italia e Francia”, la presentazione di “un’opera eccezionale”. Il diplomatico francese ha definito come “unico” il legame tra i due paesi. Un legame fatto soprattutto da persone, che “ha reso e rende Italia e Francia più forti”. “Queste vite straordinarie non sono solo persone sepolte, ma sono luci che illuminano il presente - ha spiegato Masset -. Sono personaggi più vivi che mai, che ci ispirano, nell’arte, nell’università, nella moda e nell’economia. E questa è una forza, una fortuna straordinaria che aiuta a progettare il futuro”.
Di persone ha parlato anche Luigi Maria Vignali, coniugandola, però, con l’innovazione che l’opera rappresenta. “La vita non ha un senso, ma ha una direzione: il cimitero”. Ha esordito con questa citazione di Gregoire Lacroix il Direttore Generale per gli Italiani all’Estero della Farnesina, descrivendo come poco convenzionale l’idea alla base del libro, ma anche “riuscita”, oltre che nuova. “Una chiave di lettura originale - ha spiegato ancora -, sia da un punto di vista culturale che storico, in quanto si attraversano intere epoche”. Ma non solo, perché secondo Vignali, quella presentata a Roma ieri, rappresenta “un’opera ponte, che racconta di artisti, musicisti, esploratori e antifascisti (che la Francia accoglieva durante l’epoca del fascismo in Italia)” che legano i due Paesi.
Amedeo Modigliani, Vincenzo Bellini, Maria Callas, Geroges Moustaki, Gioacchino Rossini. Sono solo alcuni degli illustri personaggi che si incontrano lungo le vie del cimitero e sono solo alcune delle storie trattate dal volume. Vignali si è soffermato su Ivo Livi (Yves Montand), e ancora sulle storie degli artisti circensi, come Jaques e Ferdinand Corvi, o quella di Antonio Franconi, e infine sul pittore Giuseppe De Nittis.
“Un rêve que devient réalité - Un sogno che diventa realtà”. È questa la definizione che la Console Generale Emilia Gatto dà del progetto. Prendendo parola, la diplomatica ha voluto ringraziare gli attori che ci hanno preso parte e creduto, partendo dalla Direzione Generale per gli Italiani all’Estero, Giovanni De Vita, presente in sala anche lui, il Comites parigino e gli sponsor, tra cui l’Enit e la Fondazione Cino del Duca, che hanno contribuito alla realizzazione, dagli attori istituzionali agli individui che singolarmente (circa una cinquantina) hanno finanziato il progetto con 10, 15 o 20 euro, entrando attivamente in un progetto partito da un piccolo gruppo e poi trasformatosi in uno molto più grande. La diplomatica italiana ha voluto ringraziare anche i 60 autori, definiti “genitori adottivi” dalla Console Gatto, che hanno scritto con entusiasmo dei personaggi “a cavallo fra due culture. Personaggi simbolo dell’amicizia fra Italia e Francia”, definiti a loro volta come “italiani di cuore”. Gli autori, ha spiegato ancora Gatto, sono molto diversi fra loro, così come le personalità del cimitero, e vanno da giornalisti a storici, da studenti ad appassionati, da familiari ad attori (Monica Bellucci, in particolare), da stagisti a Sindaci. Tutti coesi, a discapito delle differenze, per un progetto di “amicizia e di aggregazione”, ha evidenziato la diplomatica.
Anche il Presidente del Comites di Parigi Vincenzo Cirillo ha espresso il suo vibrante pensiero riguardo il progetto: “anni di magia, poesia e duro lavoro per un viaggio di ricerca e struttura per un libro che non racconta delle tombe, ma della vita. Un progetto che ha una forza nel raccontare la vita che solleva e che celebra la vita di personaggi che sono qui con me e per sempre”.
La coordinatrice del progetto, Costanza Stefanori, invece, oltre ad aver ringraziato calorosamente la Console Gatto, ha spiegato come sia stata la genesi del lavoro, sottolineando che dopo un anno e tre mesi, nel Père-Lachaise, le tombe di personalità illustri italiane siano passate da 10 a 49, per un totale di 61 personaggi (più personaggi condividono la stessa tomba o sono sparite). Stefanori ha spiegato delle difficoltà del progetto, anche alla luce dell’inaccessibilità degli archivi del cimitero. Sono state le “fonti orali” ad essere state fondamentali per la realizzazione. Ha rivelato inoltre che ora, all’interno del volume siano presenti percorsi guidati che portano verso tombe che raccontano storie.
La memoria è stata invece al centro dell’intervento di Augias: “il fine ultimo di questo libro è mantenere viva la memoria di tutte le persone che qui l’hanno meritata”.
E sempre sul tema dell’amicizia tra Italia e Francia è terminata la presentazione di Palazzo Farnese: “la tomba è un monumento posto al confine di due mondi - ha affermato Vignali in conclusione -, non solo quello francese e italiano, o quello dell’essere e non essere, ma anche quello del futuro, che italiani e francesi continueranno a percorrere insieme”. (lu. matteuzzi\ aise) 

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