MISSIONE IN NIGER: CONCLUSA L’ESERCITAZIONE SANITARIA MASCAL

MISSIONE IN NIGER: CONCLUSA L’ESERCITAZIONE SANITARIA MASCAL

NIAMEY\ aise\ - Si è svolta a fine dicembre, nella base militare AB 101 di Niamey, l’esercitazione sanitaria internazionale denominata MASCAL (Mass Casualty), durante la quale gli assetti medici militari dei contingenti internazionali di Stati Uniti, Francia, Germania e Italia presenti in Niger hanno potuto valutare le proprie capacità nella gestione di un evento con un elevato numero di feriti.
All’attività, riporta la Difesa, ha partecipato la Missione Bilaterale di Supporto in Niger (MISIN), al comando del Generale di Brigata Claudio Dei, con il team sanitario presente ora in Niger che, in questo tipo di intervento, nella fase di primo soccorso e trasporto dei feriti, risultano fondamentali in caso reale, per la salvezza di vite umane.
In particolare, è stato simulato un incidente stradale nel quale sono stati coinvolti numerosi passeggeri, con ferite di varia natura. Immediato il coordinamento degli interventi di tutti gli assetti sanitari militari internazionali che, con i mezzi di soccorso, sono accorsi nel luogo dell’evento intervenendo sui feriti, attraverso una metodica valutazione delle priorità emergenziali.
Successivamente, il personale coinvolto nella simulazione di incidente, è stato trasportato presso il posto medico “ROLE 1” francese e tedesco, presso i quali ogni paziente, in base alla gravità delle ferite valutate nel “triage” per mezzo di un codice colore, è stato destinatario di cure adeguate.
Il “Mass Casualty” fa riferimento, come scenario, ad ogni tipo di incidente dove il numero, la gravità, la tipologia dei feriti ed il luogo in cui si opera richiede un impiego straordinario di risorse in termini di uomini e, soprattutto, di capacità di gestione sanitaria dell’evento.
Lo scopo dell’esercitazione è stato quello di testare la preparazione ed il coordinamento del personale sanitario militare internazionale presente nella base aerea nigerina, chiamato a fornire una pronta risposta all’evento critico simulato.
L’esercitazione, conclude la Difesa, è stata una valida opportunità per valutare il livello di preparazione raggiunto e la capacità di coordinamento tra il team sanitario italiano e quello statunitense, francese e tedesco. (aise) 

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