NUOVO NAFTA, RATIFICA ENTRO POCHI GIORNI, MA…- DI FRANCESCO VERONESI

NUOVO NAFTA, RATIFICA ENTRO POCHI GIORNI, MA…- di Francesco Veronesi

TORONTO\ aise\ - “La ratifica del nuovo Nafta rappresenta la prima priorità dell’agenda di governo e il via libera deve arrivare entro breve tempo. Lo ha confermato ieri Justin Trudeau, nella conferenza finale che tira le somme al ritiro di governo di tre giorni a Winnipeg, in Manitoba. Il primo ministro ha presentato la tabella di marcia per l’ok definitivo all’Umsca, il nuovo trattato di libero scambio tra il Canada, gli Stati Uniti e il Messico destinato ad andare a sostituire il Nafta”. Ne scrive oggi Francesco Veronesi, che a Toronto dirige il quotidiano “Corriere canadese”.
“Secondo i piani del leader liberale, quando saranno riavviati i lavori parlamentari dopo la pausa invernale, lunedì 27 gennaio, il governo presenterà alla House of Commons una mozione che recepisce tutte le modifiche del nuovo trattato.
Due giorni dopo, mercoledì 29, sarà presentato il progetto di legge vero e proprio per la ratifica dell’accordo, che nei mesi scorsi ha già avuto luce verde sia negli Stati Uniti che in Messico. A questo punto il governo federale punterà a un’approvazione in tempi rapidi, ma per farlo avrà bisogno del sostegno di almeno un’altra forza politica presente in parlamento, visto che l’esecutivo grit non è sostenuto da una maggioranza assoluta alla Camera.
E qui troviamo i primi nodi che dovranno essere sciolti. I conservatori, che in linea di principio sostengono – e hanno sempre sostenuto – la necessità di un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti e con il Messico, nelle scorse settimane non hanno nascosto le loro perplessità su alcuni punti della bozza d’accordo e per questo non l’hanno ufficialmente appoggiata.
Dubbi sono stati espressi anche da Jagmeet Singh, leader dell’Ndp, che in passato aveva chiesto la presenza di tutele maggiori per i lavoratori sul fronte pensionistico e sanitario esteso a tutti e tre i Paesi contraenti.
Per quanto riguarda il Bloc Quebecois, poi, la situazione è ancora più complicata. Il premier del Quebec Francois Legault a dicembre ha dato un giudizio complessivamente positivo dell’accordo e ha chiesto al leader del Bloc, Yves-Francois Blanchet, di appoggiare i liberali per il via libera alla ratifica: la somma dei 157 deputati grit con i 32 del partito autonomista francofono sarebbe ampiamente sufficiente a superare la soglia della maggioranza assoluta, i fatidici 170 voti alla House of Commons.
Ma recentemente lo stesso Blanchet si è espresso in termini molto negativi sul nuovo Nafta, accusando il governo liberale di non aver difeso abbastanza i lavoratori dell’alluminio del Quebec durante la fase di trattativa con i delegati di Washington e Città del Messico.
Insomma, l’approvazione dell’accordo ha tutt’altro che la strada spianata. Ma c’è da fare un’ulteriore considerazione. Avendo una valenza economica, la ratifica del nuovo Nafta ha lo stesso peso parlamentare di un voto di fiducia al governo.
Nella lontana ipotesi di un “no” congiunto di conservatori, Ndp e Bloc all’accordo, ci ritroveremmo con la crisi di governo ad appena tre mesi dal voto dello scorso ottobre. Ma è del tutto evidente che nessuno vuole tornare alle urne così presto.
Il Partito Conservatore deve darsi ancora una nuova leadership e quindi fino al 27 giugno di elezioni anticipate non se ne parla. L’Ndp si sta ancora leccando le ferite della recente consultazione elettorale e non è assolutamente pronto a tornare alle urne in così poco tempo. Il Bloc invece, che alle elezioni ha guadagnato 22 seggi (nella precedente legislatura aveva appena 10 deputati) non vorrà rinunciare tanto facilmente al suo nuovo ruolo di ago della bilancia. Come direbbe Blanchet, il salto nel buio del voto anticipato “non sarebbe nell’interesse del Quebec”.
Ecco allora che si troverà una soluzione di comodo, di compromesso, che andrà più o meno bene a tutti quanti e che porterà alla ratifica dell’accordo commerciale in tempi relativamente brevi”. (aise) 

Newsletter
Archivi