PARLAMENTARI PD ESTERO: UN ATTO DI RESPONSABILITÀ VERSO L’ITALIA, UN DIVERSO ORIZZONTE PER IL PAESE

PARLAMENTARI PD ESTERO: UN ATTO DI RESPONSABILITÀ VERSO L’ITALIA, UN DIVERSO ORIZZONTE PER IL PAESE

ROMA\ aise\ - “I ministri del nuovo governo 5Stelle-PD-Leu hanno giurato sulla Costituzione e ora la parola passa al Parlamento per il varo definitivo dell’esecutivo che guiderà l’Italia, ci auguriamo, fino alla scadenza della legislatura. Il voto favorevole che esprimeremo in sede parlamentare va inteso prima di tutto come un atto di responsabilità verso l’Italia e verso la democrazia repubblicana”. Così in una nota congiunta i sei parlamentari PD eletti all’estero, i senatori Garavini e Giacobbe, e i deputati Carè, La Marca, Schirò e Ungaro, che spiegano perché, la prossima settimana, voteranno la fiducia al Conte bis.
“Precipitare il Paese in un acre scontro elettorale a distanza di un anno e mezzo dall’ultima consultazione, dopo una crisi sbandierata dalle assolate spiagge agostane, - argomentano i parlamentari democratici – avrebbe impedito di mettere in sicurezza i conti pubblici, dissestati da avventurose politiche populiste, di evitare gli aumenti recessivi dell’IVA e di partecipare attivamente, a difesa degli interessi nazionali, alla fase di avvio della nuova legislatura europea”.
Per i sei parlamentari “è stato un atto di tutela della Costituzione e della democrazia evitare di consegnare il Paese a una destra estrema e inquietante e a un uomo che ha chiesto al “popolo” “pieni poteri”, ha preteso di sostituirsi al Presidente della Repubblica nella gestione della crisi, ha fatto “appello alla piazza” contro i suoi avversari politici. Troppo per un Paese che nella sua storia ha vent’anni di fascismo. Custodire l’Italia e la sua democrazia rappresentativa, tuttavia, non sarebbe bastato per arrivare all’accordo di due forze molto diverse tra loro, come il PD e i 5Stelle. Diverse per storia, idealità e cultura politica, per prassi democratica e per etica nei rapporti politici e personali. Occorreva anche uno sforzo di incontro programmatico per delineare una visione di Paese e una bussola per navigare nel mondo di oggi, soprattutto dopo le recenti sbandate sovraniste”.
“Il nostro voto, dunque, terrà conto anche del convincente programma messo alla base della nuova maggioranza e del nuovo esecutivo. Esso – sottolineano – ci restituisce il profilo di un’Italia più giusta, impegnata ad alleggerire il peso delle tasse sulle buste paga dei lavoratori, a definire una soglia dignitosa per il salario minimo, a ridurre le ineguaglianze, sociali territoriali e di genere; un’Italia più solidale che volge in modo organico la sua attenzione verso i suoi giovani, garantendo la gratuità degli studi a quelli di famiglie meno abbienti, un maggior riconoscimento del merito nella selezione professionale, condizioni migliori per il rientro di chi è andato all’estero, primi passi per la formazione di una pensione di garanzia per chi oggi fa lavori precari e domani potrebbe trovarsi senza coperture adeguate; un’Italia più veloce, che dà maggiore impulso alla riforma della sua pubblica amministrazione e alla rivoluzione digitale; un’Italia più umana, che supera la dimensione puramente emergenziale (e volgarmente propagandistica) sugli immigrati, accogliendo una visione strutturale del fenomeno, aggiungendo all’esigenza del contenimento degli sbarchi quella dell’integrazione e aprendo in modo costruttivo un duro confronto con l’UE sulle modifiche delle normative e sulle politiche di redistribuzione dell’accoglienza; un’Italia più verde, che si muove sulla strada del Green New Deal, nostro obiettivo primario da alcuni anni”.
“Un programma – aggiungono Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro – che, dopo avere reinquadrato il posto del nostro Paese nella nostra storica dimensione euroatlantica ed europea, promette “provvedimenti volti alla tutela dei cittadini italiani all’estero e alla riforma dell’AIRE”. Obiettivi impegnativi, sui quali ci sarà da vigilare perché siano realmente perseguiti e riempiti di contenuto. È quello che faremo, con l’impegno a rendere gli italiani all’estero protagonisti sempre più riconosciuti di questo ritorno dell’Italia nel mondo e a fare in modo che – concludono – si proceda ad un serio rinnovamento, di contenuti e di metodo, della gestione delle politiche nel nostro campo”. (aise) 

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