PARLARE LA LINGUA DELLA COOPERAZIONE

PARLARE LA LINGUA DELLA COOPERAZIONE

ROMA – focus/ aise - La prolungata crisi economica e politica che affligge la Palestina e il suo popolo tra Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme Est sta drasticamente riducendo le opportunità di lavoro e di investimento per quei segmenti della società maggiormente vulnerabili, come giovani o donne. I principi e i meccanismi propri dell’impresa sociale possono rivelarsi in questo contesto di fragilità particolarmente utili, agganciando la necessità di riattivare il mercato con un senso di solidarietà utile a cementificare le varie componenti della società.
AICS Gerusalemme ha infatti intrapreso su questo terreno un percorso variegato, sostenendo iniziative promosse da OSC italiane nel settore specifico dell’impresa sociale, orientando il proprio programma in gestione diretta (come il nuovo progetto “be the impact”) e facilitando il dialogo tra le varie organizzazioni italiane che tentano di stimolare l’impresa sociale in Palestina.
Tra queste figurano VIS – Volontariato Internazionale per lo Sviluppo e Vento di Terra, che hanno condiviso le loro esperienze di cooperazione all’evento di apertura dello Yunus Social Business Year 2020, svoltosi oggi presso l’Università di Betlemme. Le due OSC hanno presentato rispettivamente i progetti “Start your Business! Creazione di start-up, sviluppo di competenze tecniche e promozione socioeconomica di giovani e donne vulnerabili in Palestina” e “Peace Steps: esperienze di economia sociale e solidale per la crescita sostenibile in Palestina”, quest’ultimo protagonista anche di altre due conferenze realizzate a Ramallah e Gaza, con il coinvolgimento di partner locali e dell’Università di Pavia, allo scopo di discutere risultati e raccomandazioni emersi da una specifica ricerca scientifica.
Con il progetto “Peace Steps”, Vento di Terra intende promuovere pratiche di economia sociale con particolare attenzione all’area C, alla città di Hebron e alla Striscia di Gaza, caratterizzate da alta disoccupazione e bisogni sociali emergenti. L’obbiettivo è rafforzare le capacità manageriali e tecniche, la qualità dei prodotti e dei servizi, i canali commerciali e la mission sociale di piccole organizzazioni e imprese attive nei settori dell’artigianato, dell’agricoltura, dei servizi turistici e sociali, coinvolgendo in particolare donne e giovani. La ricerca scientifica svolta nell’ambito del progetto dall’Università di Pavia con il supporto di Palestinian Fund for Employment and Social Protection intende stabilire definizioni, linee guida e raccomandazioni per lo sviluppo del sistema di impresa sociale in Palestina e per ampliare e rafforzare le pratiche dell'economia sociale. È emersa cosi l’esistenza di una realtà formale e diffusa in tutti i Governatorati palestinesi, sebbene molto sia ancora da fare per il consolidamento e l’appropriazione dei principi dell’impresa sociale da parte dei policy-makers palestinesi.
“Start your Business” mira a sviluppare un ambiente favorevole alla nascita di nuove start-up e alla crescita di imprese economicamente competitive e sociali attraverso il rafforzamento dei processi di incubazione e accelerazione d’impresa, la formazione di personale competente e specializzato, includendo giovani e donne vulnerabili, e diverse azioni di sensibilizzazione nei confronti della comunità e delle autorità locali. L’intervento permetterà di promuovere il Social Business e l’imprenditoria femminile, il rafforzamento del sistema educativo tecnico-industriale nell’area di Betlemme e l’incubazione di 80 start-up, di cui 20 Social Business.
Dal 12 al 24 gennaio i rappresentanti della delegazione PADIT (piattaforma articolata per lo sviluppo integrata territoriale) di Cuba hanno partecipato a una missione in Italia con lo scopo di conoscere attori e realtà locali impegnati nello sviluppo territoriale.
Il PADIT è un programma nato nel 2014 in appoggio ai principi di sviluppo locale, decentralizzazione e autonomia territoriale espressi di recente anche nella nuova costituzione cubana. Oggi la piattaforma lavora a Cuba su 10 Province (su 15) e 32 Municipi (su 167) e si configura come uno dei principali strumenti di sostegno allo sviluppo territoriale cubano.
Il programma, gestito da UNDP (United Nations Development Programme), coinvolge attori locali a vari livelli, tra cui Ministero della Economia e Pianificazione (MEP) Istituto Nazionale di Pianificazione Fisica, (IPF) Istituto Nazionale di ricerca economica (INIE) il Ministero del Commercio Estero e degli Investimenti Stranieri (MINCEX).
La piattaforma è finanziata oltre che dalla Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS), anche dall’agenzia svizzera di cooperazione allo sviluppo (COSUDE) e dalle ambasciate di Canada, Gran Bretagna e Paesi Bassi con un contributo totale di 7 milioni di dollari americani. Sono coinvolte 10 Province cubane: Pinar del Rio, Artemisia, La Habana, Cienfuegos, Saincti Spiritus, Las Tunas, Holguín, Granma, Guantanámo, Santiago di Cuba.
Il ruolo dell’Italia nella piattaforma inizia nel 2016 e si riafferma nel 2018 rafforzando la volontà della cooperazione italiana di riconoscere nello sviluppo locale uno degli assi strategici di intervento a Cuba. La consolidata presenza del Sistema Italia a Cuba, costituito da attori con esperienza pluridecennale nel paese e che si agglomera e si rafforza attorno ad un dialogo costante coordinato da AICS, attiva reti di collaborazione tra società civile, istituzioni e attori privati altamente proficue, convogliando finanziamenti a livello locale.
La missione in Italia di rappresentanti cubani eletti dei territori e di figure ministeriali di responsabilità nazionale, si configura con il principale scopo di favorire e rafforzare i partenariati tra i territori dei due paesi, che possono giocare un ruolo chiave nel quadro futuro della piattaforma PADIT.
La priorità della missione era quella di condividere l’esperienza PADIT con attori italiani nazionali e locali e conoscere esperienze e pratiche locali italiane che potrebbero essere di interesse in tema di politiche di coesione territoriale e strategie per le aree interne, sviluppo economico e sociale in ambito locale, turismo sostenibile e gestione urbana.
L’altro aspetto decisivo della missione era quello di identificare modalità di attuazione di azioni di cooperazione decentrata anche attraverso la costruzione di alleanze territoriali e tematiche puntuali e iniziative di trasferimento di expertises e conoscenze tecniche, favorendo interscambi a livello locale.
La visita della delegazione cubana ha visto i partecipanti coinvolti in riunioni di lavoro con il Ministero del Sud e della Coesione Territoriale e visite a realtà locali di sviluppo decentrato nelle aree interne dell’Alto Reggiano e nel Basso Sangro Trigno. La delegazione ha inoltre realizzato incontri istituzionali a Firenze, in raccordo con la sede AICS fiorentina, e ha incontrato a Roma il ministro per la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano.
Una importante riunione di restituzione e scambio si è potuta infine realizzare alla Farnesina, dove parte della delegazione è stata accolta dal direttore AICS Luca Maestripieri e dal direttore generale della Cooperazione allo Sviluppo Giorgio Marrapodi.
La missione si è conclusa con la visita della delegazione a Napoli, dove i delegati, accolti dal sindaco De Magistris e tutta l’amministrazione comunale, hanno potuto conoscere progetti di economia creativa ed inclusione sociale.
La missione è stata una grande opportunità per avvicinare realtà locali cubane e italiane e rappresenta un punto di partenza per future collaborazioni tra i due paesi in tema di sviluppo territoriale decentrato. il rafforzamento delle amministrazioni locali e dello sviluppo dei territori sin configura infatti uno dei punti chiave della strategia di sviluppo dell’isola caraibica e della fruttuosa collaborazione per tutte le attività della Cooperazione Italiana a Cuba. (focus\ aise) 

Newsletter
Archivi