PAROLA D’AMBASCIATORE

PAROLA D’AMBASCIATORE

ROMA – focus/ aise – Di seguito, in integrale, un messaggio di Giorgio Starace, amabasciatore italiano a Tokyo: “L’Italia è stata sulla prima linea del fronte dell’emergenza COVID per molte lunghe e dolorose settimane. Primo Paese europeo ad essere colpito frontalmente dal contagio, abbiamo conosciuto il triste record del numero di casi e di decessi, prima che altre nazioni seguissero la nostra stessa dinamica e ci superassero in questo tragico computo.
Abbiamo fronteggiato l’emergenza con gli eroici sforzi del nostro personale sanitario e con le tempestive misure di lockdown attuate dalle Autorità e rispettate con coraggio e dignità dagli Italiani. Ciò ha permesso di invertire la curva dei contagi, dal 4 maggio il numero di persone positive al COVID è inferiore al numero dei guariti e il dato complessivo continua a ridursi, con molte regioni che sono scese a pochi nuovi casi al giorno ed il numero dei pazienti in terapia intensiva passato da oltre 4000 a 541 su tutto il territorio nazionale (dati del Ministero della Salute aggiornati al 25 maggio 2020).
Ciò ha consentito all’Italia di attivare la c.d. “Fase Due”, con la ripresa di attività produttive e industriali (oltre ai settori vitali che non hanno mai chiuso neanche durante il lockdown assicurando la fornitura di tutti i beni e servizi essenziali alla popolazione). Il 4 maggio tutte le fabbriche italiane hanno riaperto e hanno ripreso a produrre.
Il Sistema-Italia si prepara con determinazione alle sfide di questa fase, contemperando idonee esigenze di sicurezza con la ripresa su larga scala delle capacità industriali e tecnologiche del Made in Italy. Il Governo ha fatto la sua parte varando un ambizioso pacchetto di misure finanziarie a sostegno del comparto economico e produttivo.
L’Ambasciata d’Italia in Giappone accompagna questo sforzo con l’ambiziosa campagna “Italy Back to Japan” che prevede numerose attività promozionali nei settori commerciale, culturale e scientifico, nella consapevolezza che la voglia di Made in Italy in Giappone non è mai venuta meno.
Nel 2019, l’Italia è cresciuta in Giappone del 20 per cento ed è stato il Paese europeo ad aver maggiormente fatto uso dello strumento dell’Accordo di libero scambio tra Giappone e UE (EPA) dalla sua entrata in vigore. Anche nel pieno della crisi, durante il mese di marzo le esportazioni italiane in Giappone hanno tenuto, segnando addirittura un incremento dell’1% in controtendenza rispetto ai cali registrati da altri Paesi e nei primi tre mesi siamo cresciuti del 4% a dimostrazione della resilienza del “brand Italia” in Giappone.
Il mondo che emergerà dall’emergenza sarà un mondo diverso, ma il talento, l’innovazione, alta tecnologia e la capacità di adattamento che hanno costituito il punto di forza del sistema produttivo italiano (secondo sistema manifatturiero in Europa dopo la Germania) saranno risorse preziose per assicurare la vittoria del nostro Paese all’inedita sfida del Coronavirus e la sua piena ripartenza economica. Sono certo che i giapponesi ci seguiranno anche in questa nuova sfida con lo stesso entusiasmo, sostegno e amore per l’Italia e per quanto sa produrre di buono, di bello, di utile. Il 3 giugno l’Italia aprirà le sue frontiere ai numerosi turisti europei che amano le sue bellezze naturali e l’immenso patrimonio culturale. Sono certo che anche i nostri amici giapponesi torneranno presto numerosi a visitare il nostro Paese in piena sicurezza”.
Ambasciatore d'Italia a Tirana, Fabrizio Bucci si è recato la scorsa settimana ad Argirocastro per la prima visita ufficiale nel Sud dell’Albania.
Accompagnato dalla Console Generale a Valona Luana Micheli e dal Console Onorario di Argirocastro Teodor Bilushi, l'Ambasciatore ha incontrato il Sindaco della Città, il Prefetto, il Rettore dell'Università e una rappresentanza degli "Amici dell'Italia".
Bucci, profondo conoscitore delle opere di Ismail Kadare, ha infine visitato la Casa natale dello scrittore e la Casa Museo Skenduli.
Il 29 maggio, ricorre il 35° anniversario della tragedia dell’Heysel, lo stadio di calcio di Bruxelles dove, in occasione della finale della Coppa UEFA 1985 tra Liverpool e Juventus, 39 persone persero la vita a seguito alle azioni violente portate avanti dai tifosi britannici.
Il nome Heysel è un simbolo tragico del calcio italiano e internazionale, che ogni anno porta a celebrare il ricordo di quelle vittime innocenti. Nel 2005 l’ex Presidente al Parlamento Europeo, Antonio Tajani, aveva sostenuto il Comitato Italiano per la commemorazione del 20° anniversario della tragedia, ottenendo la realizzazione di un monumento nel luogo dove persero la vita 32 nostri connazionali. Nel 2013, in previsione della ristrutturazione dello stadio dove è stato collocato il monumento, Tajani si è fortemente impegnato affinché questo non venisse rimosso, sollecitando l'intervento dell’allora Primo ministro Elio di Rupo che accolse tempestivamente la sua richiesta.
L’Ambasciatrice d’Italia in Belgio, Elena Basile, ha partecipato oggi alla commemorazione.
“La tragedia dello stadio di Heysel, la morte di 39 vittime innocenti di cui 32 italiani, le centinaia e centinaia di feriti, non può essere dimenticata – ha ricordato nel suo intervento l’Ambasciatrice -. A 35 anni di distanza la memoria del disastro ci insegna l’importanza delle regole che rendono gli stadi più sicuri e contrastano l’hooliganismo”.
Insieme al Borgomastro Philippe Close, alle Autorità della Città di Bruxelles e all’Ambasciatore del Regno Unito, l’Ambasciatrice ha ricordato come la catastrofe dell’Heysel - analogamente a quella di Marcinelle, seppure con aspetti e dimensioni diverse - sia una ferita ancora aperta per la storica Comunità italiana in Belgio.
“La riconciliazione delle associazioni calcistiche avviene nel rifiuto della violenza ed in una concezione dello sport basata sulla competizione nel rispetto delle regole e dell’avversario”, ha dichiarato l’Ambasciatrice. (focus\ aise) 

Newsletter
Archivi