PILLOLE D’ITALIA

PILLOLE D’ITALIA

ROMA – focus/ aise - Vediamo insieme quali ingegni italiani si sono attivati in questi ultimi giorni di settembre, e si attiveranno in questo ottobre appena iniziato.
In occasione della festa "Buenos Aires celebra l’Italia", promossa dall’ENIT e quest’anno dedicata alla Regione Puglia, l’Orchestra Popolare de La Notte Della Taranta sbarca nella capitale argentina per celebrare il tipico ballo salentino con uno spettacolo di musica e danza popolare.
Il primo appuntamento è stato lo scorso 29 settembre, alle ore 16.30, sulla celebre Avenida de Mayo, dove più di 10 musicisti e ballerini si sono esibiti con uno spettacolo in una strada che è la più importante della città e palcoscenico di quasi tutte le manifestazioni della capitale.
Il giorno seguente, lunedì 30, alle ore 22, lo spettacolo popolare si è spostato al centro culturale "La Tangente" (Honduras 5317) nel quartiere di Palermo, oggi punto di riferimento per l’ascolto della musica dal vivo, sempre con ingresso libero fino ad esaurimento posti.
I due ultimi spettacoli a ritmo di pizzica e tamburello si sono tenuti giovedì 5 ottobre in occasione dell’inaugurazione della Fiera Internazionale del Turismo dell’America Latina, alle ore 13.00, e poi all’interno della stessa fiera per la festa dell’ENIT nel Villaggio Italia, alle 22.00.
La tappa di Buenos Aires fa parte del tour internazionale de La Notte della Taranta che nel 2019 ha già toccato Mosca e Tirana. A Buenos Aires l’Orchestra Popolare abbraccerà il pubblico argentino con una ricca formazione, così composta: Consuelo Alfieri alla voce, tamburello e organetto; Giuseppe Astore al violino; Alessandra Caiulo alla voce; Leonardo Cordella all’organetto; Carlo De Pascali al tamburello; Salvatore Galeanda alla voce e tamburello; Peppo Grassi al mandolino; e i ballerini Andrea Caracuta, Mihaela Coluccia, Fabrizio Nigro e Lucia Scarabino. Spostiamoci a Monaco. Appuntamento con il teatro italiano il 13 e il 20 ottobre a Monaco di Baviera. Per due domeniche consecutive, infatti, il ProgettoQuindici porterà in scena al Gasteig (Black Box) “(dis)Onore”, due atti unici di Luigi Pirandello. Diretto da Enrico Apicella, che ne è anche protagonista, lo spettacolo porta sul palco Francesco Dighera, Valentina Fazio, Augusto Giussani, Elisabetta Officio, Simonetta Soliani e Walter Tagliabue.
Entrambe le repliche inizieranno alle 19.30.
Con i due atti unici "La morsa" e "Cecè", ProgettoQuindici si confronta con la psiche pirandelliana calandosi, come già avvenuto con "Chi ha paura di Virginia Woolf?", nel profondo dei suoi personaggi.
Il tema che lega i due atti messi in scena è quello dell'onore (o, secondo la prospettiva, del disonore).
"La morsa", scritta nel lontano 1892, ci pone di fronte ad una storia drammatica di tradimenti e vendette coniugali, un brano che l'autore stesso definisce epilogo in un atto, uno di quei fatti che si pigliano per la coda.
Il mondo parassita di clientele politiche della Roma degli anni Venti fa invece da sfondo al secondo, insolito divertente pezzo, il cui protagonista è Cecè, un viveur spassionato capace di imbrogliare la gente senza farsi alcuno scrupolo. Per il centenario della morte del compositore Ruggero Leoncavallo e in occasione dei 60 anni dall'introduzione dell'insegnamento della lingua italiana in Macedonia, l'Ambasciata d'Italia ha organizzato un concerto lirico presso la Filarmonica di Skopje.
Ad esibirsi è stato il tenore Blagoj Nacoski, macedone ma residente in Italia da oltre vent'anni, divenuto simbolo delle strette relazioni culturali italo-macedoni. Ad accompagnarlo sono stati: il giovane ma già affermato pianista Dino Imeri e la giovanissima soprano Helena Anat Susha, promessa della scuola lirica macedone.
Blagoj Nacoski ha guidato il pubblico attraverso l'arte leoncavalliana, intonando alcune delle arie più rappresentative del compositore, inframmezzate da pezzi esclusivamente strumentali e da "contrappunti" di canzoni e arie da opere di altri autori coevi al Maestro napoletano, componendo così uno sfondo storico in grado di rendere il contesto nel quale la musica di Leoncavallo è nata e ha avuto i primi successi.
Lo stesso Nacoski ha offerto ai presenti alcuni spunti esplicativi sull'arte e la biografia di Ruggero Leoncavallo. Il programma di sala si è concluso con la celeberrima aria "Vesti la giubba", tratta dal capolavoro di Leoncavallo "Pagliacci", uno degli esempi più riusciti del melodramma verista. (focus\aise) 

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