“POLIA”: IL PROGETTO DI CAROLA BONFILI E FRANCESCO FONASSI ALLA FONDAZIONE BARUCHELLO DI ROMA

“POLIA”: IL PROGETTO DI CAROLA BONFILI E FRANCESCO FONASSI ALLA FONDAZIONE BARUCHELLO DI ROMA

ROMA\ aise\ - Polia è il nuovo progetto artistico di Carola Bonfili creato appositamente per la Fondazione Baruchello di Roma, con la collaborazione del musicista Francesco Fonassi - colonna sonora e progetto audio del video - e la curatela di Carla Subrizi.
La mostra, visitabile fino al 7 giugno, occupa le diverse sale della Fondazione tracciando un percorso visionario tra video, sculture, maschere, a comporre una grande installazione i cui elementi alludono a paesaggi senza tempo, tra archeologia, mitologia e immaginari del futuro.
Il progetto di Carola Bonfini (Roma 1981) è ispirato al libro Hypnerotomachia Poliphili (1499), che descrive un sogno erotico del suo protagonista, Polifilo, come un viaggio iniziatico il cui tema focale è la ricerca della donna amata, metafora di una trasformazione interiore alla ricerca dell'amore platonico. Ma più che al carattere narrativo del libro, l’artista è interessata alla natura ambigua e polimorfica delle sue xilografie, illustrazioni dei passaggi del sogno di Polifilo che suggeriscono diversi fili narrativi, e diversi possibili accadimenti, all'interno della stessa raffigurazione.
L’allegoria del tempo diviene un aspetto centrale del lavoro che allude a temporalità sospese e anacronistiche. Il visitatore è così invitato a percorrere uno spazio che si articola tra interno ed esterno, psichico e mentale, nell’ambito di una scenografia dalle molteplici prospettive.
La mostra è stata inaugurata all’interno del Grand Tour Contemporaneo, un programma di mostre ed eventi dedicati all'arte italiana contemporanea diffuso su tutto il territorio, concepito in occasione della 58a edizione della Biennale d'Arte di Venezia e presentato dal Comitato Fondazioni Arte Contemporanea.
Hypnerotomachia Poliphili (Combattimento amoroso di Polifilo in sogno) è un romanzo allegorico, stampato a Venezia da Aldo Manuzio il Vecchio nel dicembre 1499, con 169 illustrazioni xilografiche. Il testo è stato attribuito a diversi autori (tra cui, oltre allo stesso tipografo Aldo Manuzio, a Leon Battista Alberti, a Giovanni Pico della Mirandola, e a Lorenzo de Medici).
Carola Bonfili vive e lavora tra Roma e Brescia. Dopo gli studi in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università La Sapienza di Roma ha proseguito la sua formazione presso il Chelsea College of Art and Design di Londra.
Utilizzando sin dai suoi primi lavori diversi media, dalla fotografia al video, dalla stampa manuale alla scrittura – con un’attenzione particolare al disegno nelle sue diverse forme di applicazione – il lavoro di Carola Bonfili mette in discussione le consuete modalità percettive del quotidiano. La matrice performativa si riscontra spesso nei processi di produzione alla base di opere scultoree e installazioni ambientali di natura immersiva.
Il suo lavoro è stato presentato in diverse istituzioni sia in Italia che all’estero, tra cui si ricordano: MAXXI, Roma; La Triennale di Milano; Istituto Italiano di Cultura, Los Angeles, GNAM, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma. Ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti tra i quali: Premio LUM, 2011 (finalista); Rome Prize, American Academy, 2008-2009 (vincitore); Premio Strozzina, Firenze, 2009 (finalista); e ha partecipato a residenze presso l’American Academy in Rome nel 2007 e MACRO nel 2012. Dal 2004 collabora la rivista Nero con cui nel 2011 inizia la pubblicazione di Names of Numbers; una serie di libri monografici sul disegno.
Anche Francesco Fonassi (Brescia, 1986) vive e lavora tra Roma e Brescia. Fonassi è un artista, sonic researcher e musicista italiano attivo nell'ambito di live media, arte contemporanea, transmission art, musica sperimentale. Per mezzo di azioni, registrazioni, configurazioni ambientali, trasmissioni radio, sessioni di ascolto, audiovisivi e la predisposizione di spazi sensoriali, Fonassi rende tangibile il luogo in cui conoscenza e immaginazione si rovesciano una nell'altra, e l'immagine – matematica, visiva o sonora che sia– assume una funzione realizzante.
Mettendo in rapporto tra loro saperi diversi, Fonassi progetta lo spazio per una moltitudine di soggetti non più passivi, ma insieme percipienti e percepibili e suscettibili di articolare forme del tenersi insieme nelle quali resistere all'inclusione in un tutto conchiuso, sia esso di natura acustica o sociale.
Il suo lavoro è stato presentato in mostre personali e collettive presso istituzioni italiane e internazionali tra le quali si ricordano MAXXI, MACRO, Auditorium Parco della Musica, Roma; Viafarini DOCVA e CareOf, Milano; CSMVS Museum, Mumbai. È stato finalista del Premio Furla (2015), Premio LUM (2011) e vincitore del Moroso Concept Award (2017) e del premio 6Artista (2012). Tra le partecipazioni a programmi di residenza: ArtOMI Foundation, Ghent, NY; Le Pavillon Neuflize OBC, Parigi; Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; Pastificio Cerere, Roma / Citè des Arts, Parigi; Real Presence 2007/2010, Belgrado – Castello di Rivoli, Torino. (aise)


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