PORTA (PD): SERVE UN AMIZIOSO APPROCCIO GLOCAL PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO

PORTA (PD): SERVE UN AMIZIOSO APPROCCIO GLOCAL PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO

MILANO\ aise\ - "Mantenendo fede ai suoi princìpi ispiratori, il "Comitato 11 ottobre di iniziativa per gli italiani nel mondo" continua a porre al centro del proprio impegno la soluzione di questioni specifiche attinenti alla condizione degli italiani che vivono all’estero". Con questa affermazione l’on. Fabio Porta, già deputato del Partito Democratico eletto all’estero ed oggi coordinatore del PD in Sud America, ha concluso la prima parte del seminario "L’Italia globale per un Paese migliore. Il genio italiano nel mondo. Mobilità e solidarietà", svoltosi a Milano nella sede della Regione Lombardia.
"Le nostre grandi e preziose collettività italiane all’estero", ha detto Porta, "ci interpellano ogni giorno su piccoli e grandi problemi che meriterebbero un’attenzione maggiore e soprattutto risposte concrete e tempestive da parte della società italiana in generale e delle nostre istituzioni in maniera più specifica".
"Dalla drammatica situazione che vive il Venezuela al più semplice problema del riconoscimento dei titoli di studio; dalla pesante situazione nella quale versano i servizi consolari alla negazione del diritto di voto per il Parlamento europeo ai cittadini italiani che vivono fuori dalla UE: la distanza e la sufficienza", ha denunciato Porta, "con la quale l’Italia continua a non offrire soluzioni ad esigenze e richieste di questo tipo confermano purtroppo la mancanza di interesse e quindi la miopia del nostro Paese rispetto al grande patrimonio costituito dagli italiani nel mondo".
"Anche la proposta di riforma costituzionale votata dal Parlamento, che riduce in maniera lineare e matematica la rappresentanza degli eletti all’estero", ha proseguito Fabio Porta, "rafforza l’impressione di un Paese incapace di cogliere appieno il valore aggiunto di un universo italico che va ben al di là dei quasi sei milioni di elettori, un potenziale di almeno un paio di centinaia di migliaia di persone che a vario titolo rappresentano i valori e la cultura italiana all’estero".
"A riprova di ciò", il rappresentante PD, ha menzionato "il successo e la moltiplicazione nel mondo di iniziative come la "cattedra italica" in Argentina, la Camera di commercio "italica" del Venezuela o il recente circolo "italico" nato a San Paolo in Brasile che già raccoglie numerose e autorevoli adesioni da più parti di quell’immenso Paese, dove come è noto vive una della maggiori comunità italiane al mondo".
"In crisi quindi non è la domanda di italianità o, meglio, di valori "italici", ma forse", ha osservato Fabio Porta, "il vecchio modo di rapportarsi dell’Italia con un’altra Italia che vive fuori dai confini nazionali".
"La cartina di tornasole di questa assenza di visione e di lungimiranza", secondo l’ex presidente del Comitato italiani nel mondo della Camera, "sono proprio le politiche rivolte ai giovani. E ha fatto bene il CGIE a porre con il recente incontro a Palermo questa grande sfida per il futuro dell’Italia e non solo degli italiani nel mondo".
Infine, il Venezuela, tema molto caro all’on. Porta, sul quale si è speso molto in questi anni dentro e fuori dal Parlamento: "Non è possibile che di fronte ad un vero e proprio dramma umanitario, prima ancora che politico e istituzionale, che coinvolge in forma diretta e massiccia una delle più grandi collettività italiane nel mondo, il governo non sia ancora riuscito a mettere in piedi una "Task Force" in grado di dare risposte immediate a tutte le richieste provenienti dai nostri connazionali: alimenti e medicine, ma anche cittadinanze, passaporti, convalida di titoli di studio e permessi di soggiorno!", ha denunciato Porta. "La coerenza e la serietà della nostra classe politica", ha concluso, "si misura da queste risposte e non dai facili slogan usati in campagna elettorale". (aise)


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