PREMIO MARIO RIGONI STERN 2019 DEDICATO AI BOSCHI DISTRUTTI: UNA DUE GIORNI A VENEZIA E AD ASIAGO

PREMIO MARIO RIGONI STERN 2019 DEDICATO AI BOSCHI DISTRUTTI: UNA DUE GIORNI A VENEZIA E AD ASIAGO

TORINO\ aise\ - Il larice, che “sfida nei secoli i fulmini e le bufere”, era l'albero preferito di Mario Rigoni Stern. E i larici sono gli unici alberi che svettano quasi intatti sulle distese di abeti abbattuti dall'uragano Vaia dell'ottobre scorso sull'altopiano. A questi alberi tenaci, a questi boschi feriti, è dedicata la nona edizione del Premio Mario Rigoni Stern per la Letteratura Multilingue delle Alpi, che è stata presentata sabato scorso al Salone del Libro di Torino dal presidente del Comitato promotore, Sergio Frigo, il quale ha anche comunicato la short list dei 10 libri selezionati.
Il Premio si svolgerà in due tranche, la mattina del 15 giugno a Palazzo Labia a Venezia e la mattina del 16 al Teatro Millepini di Asiago. Il tema generale che sarà affrontato dai relatori e negli intermezzi musicali verterà proprio sulle distruzioni dei boschi del Nordest nello scorso ottobre e sulla loro ricostruzione. In particolare a Venezia, dopo i saluti istituzionali, si terranno le conferenze di Sara Luchetta (ricercatrice della facoltà di Lettere a Padova e studiosa di Mario Rigoni Stern) sul rapporto uomo-boschi-natura nell'opera dello scrittore asiaghese, e di Daniele Zovi (già comandante del Corpo Forestale del Veneto e autore di un recente volume sugli alberi) incentrata sulla riforestazione dei boschi distrutti sull'Altopiano, nel Bellunese e in Trentino.
Per la parte musicale sarà presentata un'anteprima della cantata “Le nevi di Mario Rigoni Stern” del musicista veneziano Claudio Ambrosini, già Leone d'Oro alla Biennale Musica, affidata al Coenobium Vocale di Piovene Rocchette, diretto da Maria Dal Bianco, con Margherita Stevanato voce recitante e Matteo Liva al pianoforte.
Seguiranno le premiazioni e le interviste al vincitore e ai segnalati. Accanto al premio letterario viene attribuito anche quest'anno un riconoscimento al Guardiano dell'Arca, cioè a una persona o un'associazione che si sia distinta nella salvaguardia e valorizzazione della montagna.
Il giorno dopo ad Asiago la cerimonia vedrà invece gli interventi di Marco Paolini e Gianfranco Bettin, vincitori dell'ultima edizione del Premio, e un concerto del coro Il Bell'Humore di Padova, incentrato sempre sui temi dei boschi e della montagna.
Intanto nei giorni scorsi la giuria del Premio, composta da Ilvo Diamanti, Marco Albino Ferrari, Paola Filippi, Mario Isnenghi e Daniele Jalla, col coordinamento di Margherita De Tomas, ha selezionato i dieci libri finalisti, scelti fra i 59 presentati.
Ecco l'elenco in ordine alfabetico: Marco Balzano “Resto Qui” (Einaudi); Francesco Casolo e Michele Freppaz “I Giorni della Neve” (DEA); Elisa Cozzarini “Radici Liquide” (Nuova Dimensione); Massimo Donati “Giochi Cattivi” (Feltrinelli); Noemi Lerch “La Contadina” (trad. A. Allenbach, Capelli); Paolo Malaguti “Lungo la Pedemontana” (Marsilio); Annalina Molteni “Il Walser dell'Imperatore” (Magazzeno Storico Verbanese); Luis Oreiller e Irene Borgna “Il Pastore di Stambecchi” (Ponte alle Grazie); Claudio Rigon “La Strada delle Gallerie” (CAI Schio); Sylvie Schenk “Veloce la vita” (trad. F. Filice, Keller). (aise)


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