PRODOTTO DOVE? IN ITALIA, NATURALMENTE

PRODOTTO DOVE? IN ITALIA, NATURALMENTE

ROMA – focus/ aise – Il made in Italy comincia davvero a configurarsi come elemento imprescindibile di business. Sembrano finalmente averlo capito anche le compagnie aeree. Negli ultimi anni, infatti, alcuni gruppi del settore hanno scelto di puntare su un miglioramento dei servizi al passeggero che passa anche dalla qualità dell’offerta gastronomica. E in questo senso Alitalia ha rivisitato l’offerta food & beverage con l’obiettivo di migliorare ulteriormente la qualità dei pasti. La notizia in questione proviene da Gambero Rosso, che ha infatti siglato un accordo di collaborazione con la compagnia di bandiera. I dettagli del nuovo progetto sono stati presentati alla fiera internazionale del turismo TTG Incontri di Rimini, dal Chief Business Officer di Alitalia, Fabio Maria Lazzerini: “Offriremo ai passeggeri in classe economy un menù totalmente rinnovato, con prodotti preparati in Italia e legati alla tradizione gastronomica del Paese”. Verrà anche rivisto e migliorato il catering di classe economica per tutti i voli intercontinentali di lungo raggio e, nel corso del 2019, è prevista l'introduzione di nuove tecnologie che permetteranno al passeggero una scelta su misura del pasto a bordo. Insomma grazie alle strumentazioni all’avanguardia che oggi esistono è possibile elevare la qualità finale, fare cose che cinque o dieci anni fa erano impossibili. Il progetto riguarda ovviamente anche i menù della business class: a partire da metà novembre i piatti saranno infatti disegnati in collaborazione con Gambero Rosso, con l'obiettivo di valorizzare le tradizioni e i prodotti del territorio coinvolgendo le cucine delle diverse regioni.
I menu realizzati per la classe Magnifica di Alitalia sono stati pensati e ideati con grande attenzione alle produzioni regionali, uniche nel panorama mondiale grazie alla loro biodiversità. Il menu è in via di definizione ma sicuramente punterà tutto sulla ricchezza enogastronomica italiana. Turismo ed enogastronomia sempre più legati, dunque. Un vero e proprio binomio vincente. Non a caso la prima motivazione di visita per gli stranieri in Italia è proprio la ricerca del buon cibo. Nello specifico, si parla di 1 turista su 4.
Nel 2017 si contano oltre 110 milioni di presenze legate al turismo enogastronomico (di questi 43% sono stati italiani e il 57% stranieri), con una spesa che supera i 12 miliardi. Questi i dati di Isnart-Unioncamere che, presentati in occasione della conferenza “Dal Km Ø le emozioni del turismo” all’interno del Villaggio della Coldiretti al Circo Massimo, confermano l’importanza del rapporto tra territorio, turismo e agricoltura per lo sviluppo dell’economia italiana.
La degustazione dei prodotti locali permette al turista di scoprire il territorio, le eccellenze e le tradizioni che rendono unico il nostro Paese. Per questa ragione l’acquisto e il consumo dei prodotti tipici, a Km Ø, è sempre più al centro dalle scelte che muovono il turista in Italia: già prima della partenza il 23,8% ricerca informazioni sui ristoranti che offrono piatti caratteristici. La spesa media di questi prodotti si attesta a 13 euro al giorno a persona. Per il consumo di pasti nei ristoranti o nelle pizzerie, ogni turista spende mediamente 25 euro al giorno; mentre la spesa nei bar, caffè e pasticcerie è di 8 euro pro-capite al giorno. Infine, si apprende con soddisfazione la notizia che il Sannio sarà la Capitale Europea del Vino 2019. Le realtà di Castelvenere, Guardia Sanframondi, Sant'Agata dei Goti, Solopaca e Torrecuso - in rete per la candidatura del territorio “Sannio Falanghina” – hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento assegnato da Recevin, la Rete comunitaria delle 800 Città del Vino. La nomina è stata ufficializzata nella cornice del Parlamento dell'Unione Europea a Bruxelles, durante l'incontro svoltosi nel pomeriggio del 10 ottobre. A ricevere la delegazione dei cinque Comuni - guidata dai sindaci Mario Scetta, Floriano Panza e Carmine Valentino - un prestigioso parterre presieduto dall'eurodeputato Nicola Caputo. Per l'intero corso del 2019 è previsto un ricco programma di appuntamenti, eventi, manifestazioni culturali ed enogastronomiche che animeranno i cinque Comuni che hanno avanzato la candidatura e l'intera Valle del Calore, territorio dove si coltiva il 40% dell'intera produzione viticola della Campania. Articolato e variegato il percorso di iniziative che proietterà questo territorio all'attenzione dell'intera Europa, che nasce grazie ad un forte spirito della rete, elemento fortemente caratterizzante il sistema complessivo delle Città del Vino, che nella rete e con la rete può raggiungere obiettivi importanti. (focus\ aise) 

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