PROGRAMMARE LA RIPARTENZA

PROGRAMMARE LA RIPARTENZA

ROMA – focus/ aise - L'Ambasciata d'Italia a Tokyo, in stretto coordinamento con tutti gli attori del Sistema Italia in Giappone, ha dato notizia in questio giorni di essere al lavoro per definire le attività preparatorie e le iniziative di grande impatto tese al rilancio dell'azione promozionale del Sistema Italia per il post-emergenza Coronavirus.
L'Ambasciatore nel paese nipponico, Giorgio Starace, ha promosso con i rappresentanti dell’Agenzia ICE, del Consolato Generale a Osaka, dell’Istituto Italiano di Cultura a Tokyo, dell’ENIT, della Banca d'Italia, della Camera di Commercio in Giappone e del Ministero della Difesa, la definizione di un calendario di attività da intraprendere sin d'ora in vista dell'auspicato ritorno alla normalità.
"Il Giappone resta la terza economia del mondo, tra i principali sbocchi dell'export italiano in Asia e tra i più sensibili mercati al mondo per il Made in Italy e per l'offerta di qualità della cultura italiana” ha detto Starace.
La sede diplomatica italiana ha anche messo a disposizione di chiunque ne abbia interessa una tabella riepilogativa di tutta l’attività promozionale del Sistema Italia in Giappone, un documento che è comunque “soggetto ad aggiornamenti e liberamente consultabile” (a questo link).
L’Ambasciata ha anche sottolineato l’importanza per la ripartenza dell’attività di scambio del settore turistico, definito “cruciale” e al quale verrà dedicata ampia attenzione nei mesi a venire in continuità con quanto già introdotto nei mesi scorsi, come ad esempio il lancio dell'innovativa campagna promozionale manga/anime in collaborazione con Kadokawa e con l'artista Mari Yamazaki, autrice di Thermae Romae.
Resta inoltre al centro della dinamica commerciale italo-giapponese lo strumento dell'Economic Partnership Agreement tra Unione Europea e Giappone. Si rimanda, in proposito, all'ultimo aggiornamento su regole e dichiarazioni d'origine.
L’articolato programma di iniziative per il rilancio dell’Italia in Giappone, verrà dunque illustrato alle aziende italiane in occasione del Webinar ICE dedicato al Giappone in calendario il prossimo 11 maggio, organizzato e promosso da ICE e Farnesina.
Rilanciare nella “fase 2” l’immagine dell’Italia e promuovere nuove opportunità in campo economico, scientifico e culturale. Questi gli obiettivi del programma di iniziative messe a punto dall’Ambasciata d’Italia in Israele in coordinamento con tutti gli attori del Sistema Italia nel paese, Ice, Enit, Camera di Commercio e Ministero della Difesa.
"Abbiamo già rimodulato alcune iniziative offrendo on-line i corsi di lingua italiana e alcuni film italiani con sottotitoli in ebraico, riscontrando un enorme successo”, spiega l'ambasciatore Gianluigi Benedetti. “Grazie all'accesso da remoto siamo riusciti a raggiungere una platea molto vasta e abbiamo quindi deciso di organizzare webinar e iniziative virtuali anche nel settore economico e scientifico".
Tra gli eventi in programma nei prossimi mesi figurano la presentazione di startup italiane, la partecipazione a fiere virtuali in Italia e in Israele (a partire da Ecomotion il 18 maggio), seminari scientifici, un roadshow delle università italiane, varie rassegne culturali e iniziative di promozione di visite virtuali di musei e siti turistici italiani. Un capitolo riguarderà poi l'export, con campagne promozionali per il Made in Italy e iniziative a sostegno di alcuni beni di consumo (agroalimentare e settore moda) presso i punti vendita israeliani.
"Per la seconda parte dell'anno, auspicando una ripresa dei collegamenti aerei, - ha continuato l’ambasciatore - sono in programma iniziative reali di grande impatto per rilanciare l'immagine del nostro Paese: un evento sul design, la tradizionale settimana della cucina, un 'Innovation Day' e un'iniziativa in via di definizione tra il Museo di Tel Aviv e la Gnam. Grande attenzione - ha concluso - intendiamo dedicare al turismo, fiore all'occhiello delle relazioni tra Italia e Israele: insieme a Enit stiamo definendo una campagna per rilanciare l'offerta di Italia che fra il pubblico israeliano è sempre molto apprezzata".
Meno passaporti, più atti notarili; 8mila contatti di emergenza, tra mail e telefonate, 2000 interventi per il rimpatrio e anche in dogana per sbloccare farmaci dall’Italia. Questa l’attività del Consolato generale d’Italia a San Paolo nei mesi di marzo e aprile, in piena epidemia da covid19.
“A seguito dell'emergenza del coronavirus, a tutela della salute del personale degli utenti e della collettività, dalla fine di febbraio abbiamo operato in un regime nuovo e forzato. Da allora, l'accesso delle persone che, per motivi di comprovata urgenza, si sono recate in consolato è stato scaglionato, garantendo in maniera scrupolosa le distanze di sicurezza”, spiega il Consolato generale. “A tutti – puntualizza – è stata misurata la temperatura, fornita apposita mascherina e imposto il lavaggio delle mani con l'alcool in gel”.
Negli ultimi due mesi, il personale del Consolato si è “dedicato in maniera prioritaria all'emergenza, senza tralasciare le attività ordinarie. Ci avete chiesto sempre meno passaporti e sempre più atti notarili. A tutti abbiamo erogato il servizio richiesto”.
“A latere del normale flusso di relazioni con il pubblico, via email e con le videochiamate WhatsApp – prosegue il Consolato – tra marzo e aprile abbiamo gestito oltre 8000 contatti di emergenza (5000 email, 3000 telefonate). In particolare, abbiamo assistito oltre 2000 connazionali, in alcuni casi in situazioni estreme e in remote regioni amazzoniche della nostra circoscrizione, grazie alla bravura della rete onoraria”.
A marzo “abbiamo fatto di tutto per agevolare il rientro in Italia di centinaia di cittadini italiani temporaneamente in Brasile. Essendo San Paolo per molti versi la porta d'entrata in Brasile – spiega il Cosolato generale – siamo più volte intervenuti sulla locale Agenzia delle Dogane e sulla Agenzia Nazionale di Vigilanza Sanitaria per sdoganare farmaci salvavita provenienti dall'Italia e destinati a turisti italiani affetti da gravi patologie che, per la cancellazione dei voli, sono stati costretti a prolungare la propria permanenza nel Paese”.
Nonostante la situazione d’emergenza, “abbiamo continuato a guardare al futuro con ottimismo. Lo scenario emergenziale ci ha spinto a ripensare in parte il modo di lavorare, abbracciando il telelavoro in maniera costruttiva per farlo tendere a un vero smartworking accelerando la digitalizzazione dei processi, volta ad un ulteriore miglioramento dei servizi”, conclude il Consolato generale nell’auspicio di “rivedervi quanto prima nei locali del consolato”. (focus\ aise) 

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