RICERCA CHE PASSIONE

RICERCA CHE PASSIONE

ROMA – focus/ aise - La temperatura marina superficiale del nord Adriatico nell’ultimo secolo è in aumento crescente. Ad attestarlo, un lavoro dell’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismar), con sede in Area Science Park, condotto attraverso una serie di osservazioni effettuate nel porto di Trieste, e pubblicato di recente sulla rivista scientifica internazionale “Earth System Science Data”. Le misurazioni abbracciano un intervallo di tempo di 117 anni e costituiscono una tra le più lunghe serie temporali esistenti relative alla temperatura del Mediterraneo.
Per elaborare la serie di misurazioni sono state usate due differenti serie storiche: un primo gruppo di dati analogici, ottenuti mediante misure di termometri nei periodi 1899-1923 e 1934-2008 e conservati negli archivi storici dell’Istituto, e un secondo gruppo di dati ottenuti tramite termistori, che non sono altro che termometri digitali, impiegati nel periodo tra il 1986 e il 2015. Il primo gruppo di dati è stato selezionato, digitalizzato e organizzato in serie con il nuovo gruppo di dati. “Quello che emerge è un aumento della temperatura del mare alla velocità media di 1.1°C per secolo, se si guarda la prima delle due serie. Se invece si studia la serie di dati raccolti tra il 1946 e il 2015, caratterizzati da una maggiore continuità, l’aumento risulta di 1.3°C per secolo. Inoltre si osserva che negli ultimi 20 anni è diventato molto più frequente rispetto al passato il raggiungimento o superamento dei 28°C di temperatura durante l'estate”, conclude Fabio Raicich del Cnr-Ismar, coautore della ricerca.
“Bcube”, un laboratorio di analisi Dna portatile racchiuso in un cubo di pochi centimetri per un chilogrammo di peso. È questa l’invenzione che Stefano Lo Priore e Lorenzo Colombo, rispettivamente Managing Director e amministratore del comparto italiano della startup Hyris, hanno presentato a Palazzo Lombardia davanti a Fabrizio Sala, vicepresidente della Regione e assessore alla Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione delle imprese.
“È motivo di orgoglio per noi sapere che si tratta di uno strumento interamente realizzato in Italia e al 90% in Lombardia” ha detto il vicepresidente. “Tra i nostri principali obiettivi - ha proseguito - c’è proprio quello di trattenere sul territorio questi progetti e i nostri talenti, apprezzati e invidiati in tutto il mondo”.
Bcube è infatti stata disegnata, progettata e interamente realizzata in Italia. E grazie a lei sarà possibile effettuare “per la prima volta”, un test genetico su “qualunque tipo di campione fuori dal laboratorio, anche nelle mani di persone non esperte, solamente utilizzando il proprio smartphone o qualunque pc dotato di connessione a internet. È solo necessario inserire nell'apposita finestra i campioni di materiale biologico con i rispettivi reagenti”, hanno spiegato Lo Priore e Colombo.
“Lo strumento - hanno aggiunto - può essere utilizzato per testare campioni di piante, animali, cibo o anche campioni umani per andare a ricercare la presenza di eventuali malattie, o particolari patogeni, o ancora per autenticare le materie prime. Per avere quindi la certezza che una specie di pianta piuttosto che di pesce, ad esempio, siano proprio quelli attesi”.
Un team di ricercatori dell’Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ino), presso il Laboratorio europeo di spettroscopia nonlineare (Lens) di Firenze, sfruttando le caratteristiche peculiari dei laser a cascata quantica (Qcl) costruiti anche presso l’Istituto di nanoscienze del Cnr e Scuola Normale Superiore di Pisa nel gruppo di ricerca coordinato da Miriam Vitiello, ha dimostrato un nuovo metodo per controllare l’emissione di molte frequenze (pettine), da sorgenti laser miniaturizzate, con estrema precisione, come se si trattasse di una frequenza unica, anche in regioni spettrali di difficile accesso come il medio e il lontano infrarosso. I risultati sono stati pubblicati su Nature Photonics e Nature Communications, e sono stati ottenuti in collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana (Asi) di Matera e con prestigiosi partner europei, quali il Politecnico federale di Zurigo (Ch) e l’Università di Leeds (Uk).  (focus\ aise) 

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