RICEVIMENTO AD ASHGABAT PER LA FESTA DELLA REPUBBLICA

RICEVIMENTO AD ASHGABAT PER LA FESTA DELLA REPUBBLICA

ROMA\ aise\ - Si è registrata una grande partecipazione al ricevimento organizzato ieri dall’ambasciatore Diego Ungaro nei giardini dell’ambasciata ad Ashgabat, in Turkmenistan. Presenti rappresentanti del Corpo diplomatico, la quasi totalità della piccola comunità di connazionali e circa duecento operatori economici e culturali e rappresentanti di imprese attive nei rapporti bilaterali tra i due paesi.
Il ricevimento si è inserito nel contesto delle celebrazioni per la 73ma Festa Nazionale, il cui orario di inizio è stato ritardato in considerazione del digiuno islamico nel mese di Ramadan.
Nel suo intervento, l’Ambasciatore Ungaro ha ricordato le recenti elezioni del Parlamento europeo, l’imminente approvazione della nuova strategia UE per l'Asia centrale e la prossima apertura della Delegazione UE, tratteggiando gli aspetti salienti della cooperazione bilaterale tra Italia e Turkmenistan, a partire da quella in atto in ambito ONU e OSCE e sottolineando come essa stia crescendo considerevolmente in quasi tutti gli aspetti.
Ha poi evocato gli incontri avuti ad Ashgabat dal Sottosegretario agli Affari Esteri Manlio Di Stefano lo scorso 27 marzo, durante la visita compiuta alla guida di una delegazione di aziende, in occasione della quale è stato firmato un programma di cooperazione tra i due ministeri degli affari esteri, e ricordando come con tale visita sia stato confermato il comune interesse per i significativi sviluppi in Asia centrale e confermato il sostegno a stabilità, lotta al terrorismo internazionale e traffico di droga, connettività transnazionale, gestione delle acque transfrontaliere, protezione dell'ambiente e cambiamenti climatici.
L’Ambasciatore Ungaro ha quindi menzionato i numerosi accordi bilaterali in avanzato stato di preparazione (dal servizio aereo alla collaborazione in materia di sicurezza, cultura e istruzione, salute, ambiente, cooperazione con l'Accademia nazionale delle scienze e tra università), i tre forum aziendali svolti lo scorso anno nei due Paesi, cui si è aggiunto quello svolto pochi giorni fa qui ad Ashgabat, che contribuiscono a consolidare il crescente interesse a rafforzare l'interazione tra imprese e imprenditori di entrambi i Paesi. Egli ha infine ricordato la cooperazione culturale e scientifica in campo archeologico e le missioni delle Università di Torino e Bologna a Nisa Parthica e a Margush, così come i contatti tra Università, l’insegnamento della lingua italiana, la presenza di docenti provenienti dall'Italia, il crescente programma annuale di borse di studio e il fatto che oltre alle attività sul campo petrolifero, ogni anno l'ENI invia diversi studenti turkmeni in Italia per programmi di studio qualificati nell’ambito del programma “MEDEA”, le numerose attività culturali messe in atto dall’Ambasciata grazie al programma straordinario “Vivere all’italiana”, ringraziando la dedizione del personale che ha reso possibile la realizzazione di concerti, esibizioni - come quelle del Caravaggio e della Via della Seta dell'anno scorso – le settimane del design, lingua, cucina e cinema italiani nonché il progetto di un centro culturale italiano ad Ashgabat che l’Ambasciata è da tempo impegnata a definire con i ministeri della Cultura e degli Affari Esteri e la municipalità di Ashgabat.
A rispondere al suo discorso è intervenuto, in rappresentanza del Governo, il Vice Primo Ministro per il Commercio Estero Chary Gylyjov, che ha voluto confermare l’apprezzamento del Governo per la crescita delle relazioni bilaterali in settori chiave per lo sviluppo economico del paese, ponendo l’accento sull’apporto tecnologico ricevuto dall’Italia in molti progetti ritenuti strategici, menzionando l’organizzazione del prossimo Business Forum che dovrebbe aver luogo in Italia nei prossimi mesi.
Il rappresentante turkmeno ha quindi evidenziato l’importanza dell’apporto italiano allo sviluppo del paese, riconoscendolo come uno dei principali partner commerciali ed esprimendo il convincimento che l’interscambio e la cooperazione bilaterale possano essere ulteriormente sviluppati. (aise) 

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