RIFORME - IL GIUDIZIO DELL’UE: ITALIA BENE SU LOTTA ALL’EVASIONE MA IN RITARDO SUL RESTO – DI EMANUELE BONINI

RIFORME - IL GIUDIZIO DELL’UE: ITALIA BENE SU LOTTA ALL’EVASIONE MA IN RITARDO SUL RESTO – di Emanuele Bonini

BRUXELLES\ aise\ - "L’Italia ha compiuto progressi rilevanti nella lotta all’evasione fiscale, grazie alle misure che incentivano i pagamenti elettronici e scoraggiano la pratica delle omesse fatturazioni, ma su tutto il resto è in ritardo. Le riforme procedono a ritmi lenti e una situazione economica debole, che non impedisce la riduzione del debito troppo alto, lasciano il Paese sotto osservazione della Commissione europea". Questo il giudizio dell’UE sul nostro Paese, come riporta Emanuele Bonini in un articolo oggi in primo piano sulla home page del portale di informazione in lingua italiana Eunews.it, diretto a Bruxelles da Lorenzo Robustelli.
"Il rapporto per Paese che produce l’UE annualmente ancora una volta certifica i ritardi italiani. La situazione non è cambiata rispetto a un anno fa e neppure rispetto a due, tre anni fa. Si chiedeva all’Italia di migliorare la concorrenza del proprio mercato e di attuare le scorse riforme pensioni, ma è stato fatto poco o nulla. "Nessun progresso" è stato fatto nell’ultimo anno per affrontare le restrizioni alla concorrenza, in particolare nel settore del commercio al dettaglio e nei servizi alle imprese. "Nessun progresso" viene rilevato poi sul fronte pensionistico, per "non aver attuato in pieno le passate riforme" in materia. Una sottolineatura che premia la riforma Fornero e boccia la "quota cento" (62 anni di età e almeno 38 anni di contributi) voluta fortemente dalla Lega.
Ma preoccupa la riforma del mercato del lavoro. "Nelle competenze digitali, le grandi economie come la Francia e l’Italia non stanno migliorando al ritmo richiesto dai cambiamenti tecnologici", rileva la Commissione europea nella sua analisi. Vuol dire che l’Italia farà fatica a essere competitiva, in un contesto economico debole. Bruxelles denuncia la crescita anemica, a cui si accompagna un debito ancora troppo alto.
Proprio per questo l’Italia rimane tra i Paesi con squilibri eccessivi, assieme a Cipro e Grecia. "Ci sono progressi, ma permane l’eredità di problemi passati", sintetizza il commissario per l’Economia, Paolo Gentiloni. A Bruxelles non nascondono che "restano preoccupazioni, in particolare per quei Paesi con elevato debito". In generale si teme che non ci siano le capacità di accantonare risorse cuscinetto necessarie per affrontare eventuali turbolenze. E poi si contesta il fatto che in Italia il rapporto debito/Pil "è ancora in aumento", nonostante le regole impongano di ridurre, anche se i piani del governo si ritiene che "stiano diventando più compatibili con la riduzione del debito"". (aise)


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