SCUOLA ITALIANA AD ASMARA: ANCHE CARÈ (IV) INTERROGA DI MAIO

SCUOLA ITALIANA AD ASMARA: ANCHE CARÈ (IV) INTERROGA DI MAIO

ROMA\ aise\ - Garantire che “questa grande e importante istituzione scolastica all'estero continui a formare cittadini del futuro”. Anche Nicola Carè, deputato di Italia Viva eletto all’estero, ha presentato al Ministro Di Maio una interrogazione sulla Scuola Italiana ad Asmara, a rischio chiusura.
“L'Istituto italiano statale onnicomprensivo di Asmara (Eritrea) – scrive il deputato nella premessa – consta di 1.200 studenti ed è l'istituzione statale italiana più grande al mondo, fondata nel 1903, strumento chiave della cooperazione italiana in Eritrea; i rapporti sono regolati da un accordo bilaterale siglato nel 2012 in attesa di rinnovo. In data 25 marzo 2020, in piena fase di lockdown a causa della pandemia da Covid-19, è stata inviata dall'ufficio di presidenza del Governo eritreo una nota di revoca della licenza”.
“Il personale scolastico in sede è venuto a conoscenza di questa comunicazione solamente in data 9 giugno 2020 ed è naturalmente preoccupato, perché il rischio di non riapertura della scuola è molto serio”, aggiunge Carè, sottolineando che “lo stesso Ministero dell'educazione locale non ha autorizzato lo svolgimento degli esami conclusivi del secondo ciclo di istruzione agli studenti con cittadinanza eritrea; in questo contesto sarebbe doveroso avviare l'apertura immediata di un tavolo di confronto con il Governo eritreo per concordare ogni strategia necessaria, al fine di scongiurare la cessazione di una relazione proficua tra Italia ed Eritrea, anche tramite un autorevole intervento e un'azione più incisiva della rete diplomatica italiana, al fine di individuare le soluzioni più adeguate per giungere rapidamente a soluzioni condivise”.
Per il parlamentare eletto all’estero “sarebbe opportuna anche la revisione dell'accordo bilaterale scaduto nel 2017 in merito ai punti non rispettati dalla parte eritrea (visto multiplo, facilitazione delle procedure per gli accertamenti sanitari, e altro) e dell'arbitrarietà della sua applicazione da parte del Governo eritreo”. Inoltre, “all'interno della scuola si è determinato il progressivo aggravio della situazione di disagio in merito alla carenza di acqua e all'estrema difficoltà nell'approvvigionamento; alle interruzioni quotidiane di erogazione dell'energia elettrica, all'aumento significativo del costo della vita; elementi, questi, che si sono aggiunti alla pandemia di Covid-19 che il Paese sta affrontando nonostante la penuria di strutture sanitarie adeguate”.
Carè, dunque, chiede al Ministro Di Maio “quali iniziative intenda adottare tempestivamente affinché questa grande e importante istituzione scolastica all'estero continui a formare cittadini del futuro” e “se non ritenga di dover prendere in considerazione l'aumento del contingente 2020/2021 dello stesso numero di docenti i quali, nella malaugurata ipotesi di chiusura della scuola, dovrebbero essere necessariamente ricollocati in sedi diverse”. (aise) 

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