SITUAZIONE COVID

Situazione Covid

ROMA – focus/ aise - L’Ambasciata d’Italia ad Al Kuwait ha diramato una nota ai connazionali annunciando che ieri, 17 febbraio, la Direzione Generale per l’Aviazione Civile dello Stato del Kuwait ha adottato speciali misure di contenimento della pandemia da Covid-19, che entreranno in vigore domenica, 21 febbraio, alle ore 00.00 (GMT+3, ora del Kuwait), per tutti i voli in arrivo nello Stato del Kuwait.
Gestione del traffico aeroportuale
Ogni passeggero che intenda imbarcarsi per un volo verso lo Stato del Kuwait, sarà tenuto ad esibire al vettore aereo la prova di avvenuta registrazione presso il portale Kuwait Traveller. Sarà inoltre sottoposto a due test PCR per diagnosi del COVID-19: uno all’arrivo e uno durante il periodo di quarantena che seguirà. Il pagamento dei test sarà a carico del viaggiatore, presso il portale Kuwait Traveller, in coordinamento con il personale del vettore aereo o con i preposti agenti di trattamento della procedura, presso l’Aeroporto Internazionale del Kuwait.
Quarantena istituzionale e domestica
I passeggeri in arrivo nello Stato del Kuwait provenienti dall’Italia, ma anche da altri Paesi (Francia, Regno Unito, Spagna, Afghanistan, Argentina, Armenia, Bangladesh, Brasile, Bosnia-Erzegovina, Cina e Hong Kong, Cile, Colombia, Repubblica Dominicana, Egitto, India, Indonesia, Iraq, Iran, Kosovo, Libano, Messico, Moldova, Montenegro, Nepal, Macedonia del Nord, Panama, Pakistan, Perù, Filippine, Serbia, Sri Lanka, Siria e Yemen), saranno sottoposti ad una quarantena istituzionale presso un albergo locale approvato dalle Autorità kuwaitiane, per un periodo di 14 giorni e a proprie spese. Le procedure di prenotazione vanno effettuate presso il portale Kuwait Traveller, ad eccezione dei lavoratori impiegati nel settore domestico, che dovranno registrarsi presso il portale Belsalamah.
I passeggeri in arrivo da Paesi diversi da quelli elencati, saranno invece sottoposti ad una quarantena istituzionale, sempre presso un albergo locale approvato dalle Autorità kuwaitiane, per un periodo di 7 giorni e sempre a proprie spese. Il sesto giorno verrà effettuato un test PCR; laddove il risultato fosse negativo, il passeggero completerà il periodo di quarantena con altri 7 giorni di isolamento domestico obbligatorio.
Ad oggi la lista degli alberghi autorizzati è stata pubblicata dal quotidiano www.alanba.com.kw.
L'ambasciatore d’Italia a Tel Aviv, Gianluigi Benedetti, ha incontrato nei giorni scorsi presso lo Sheba Medical Center, principale ospedale di Israele, il team di medici e infermieri che nelle scorse settimane si sono recati in Italia per affiancare il personale del Nuovo Ospedale Alba-Bra di Verduno, in Piemonte, nell’affrontare l’emergenza Covid.
“L’amicizia tra Italia e Israele si fonda su valori condivisi”, ha dichiarato l’ambasciatore Benedetti, che ha ringraziato “di cuore” tutti i medici e la direzione dello Sheba Medical Center “per aver dimostrato questi valori al mondo con un gesto concreto di solidarietà”.
A seguito dell’andamento della situazione epidemiologica nei più recenti focolai di Covid-19 registrati nel nord del Vietnam e a HCMC, il governo locale ha introdotto nuove misure restrittive: chiusura delle attività non essenziali ad Hanoi ed HCMC (bar, cinema, teatri, discoteche, saloni di bellezza, saune, massaggi, sale gioco, centri sportivi e religiosi) e divieto di assembramento oltre le 20 persone a HCMC. Restano inoltre in vigore il lockdown della città di Chi Linh e la chiusura dell’aeroporto internazionale di Van Don. È quanto riferisce il Consolato Generale a HCMC, segnalando inoltre che singole aree delle principali città sono “passibili di lockdown con preavviso scarso o nullo” e che “per tutti i casi di sospetto contagio può essere imposta una quarantena sino a 21 giorni”.
La città di Hanoi e alcune altre province del Vietnam hanno inoltre disposto l’obbligo, per coloro che provengono dalle province di Hai Duong e Quang Ninh, di contattare le autorità sanitarie locali. A seconda dei casi, essi possono essere sottoposti a quarantena o auto-isolamento.
Il Consolato Generale attira l’attenzione dei connazionali sulle norme di salute pubblica e mitigazione dei rischi di contagio da Covid-19 (SARS-Cov-2) cui attenersi sull’intero territorio del Vietnam: obbligo di uso della mascherina in luoghi pubblici; obbligo di segnalare gli spostamenti dall’estero e all’interno del Vietnam tramite la compilazione dell’autocertificazione sanitaria disponibile anche in italiano sul sito https://tokhaiyte.vn/ o, in inglese, attraverso la applicazione NCOVI scaricabile su smartphone (la compilazione genera un codice QR che deve essere mostrato a richiesta); raccomandazione di osservare norme di comportamento idonee a mitigare i rischi di contagio (distanza interpersonale, frequente lavaggio delle mani, evitare luoghi affollati, ottemperare alla verifica della temperatura corporea all’ingresso di edifici e/o esercizi commerciali, ecc.); e raccomandazione di installazione e uso dell’applicazione Bluezone, scaricabile su smartphone, per verificare gli eventuali contatti ravvicinati con persone risultate positive al Covid-19.
Le autorità vietnamite hanno annunciato stringenti verifiche sull’osservanza di tali norme, nell’imminenza del periodo festivo del Capodanno lunare (Tet).
Il Consolato Generale invita infine i connazionali a consultare regolarmente il sito Viaggiare Sicuri del MAECI e a registrarsi nell’apposita sezione “Dove Siamo Nel Mondo”.
In caso di necessità, ci si può mettere in contatto con il Consolato Generale d’Italia a Ho Chi Minh City tramite recapito telefonico (+84.28.3827.5445) e via email (hochiminh.consolato@esteri.it); in caso di emergenza ci si può rivolgere al numero + 84.778.010.257.
Al fine di prevenire la diffusione del COVID-19, le autorità del Tagikistan mantengono in vigore un limitato numero di collegamenti aerei internazionali. Sono stati ripristinati regolari voli di linea con gli Emirati Arabi, la Turchia e più recentemente l’Uzbekistan, mentre i collegamenti con la Russia avvengono tramite voli charter. Permangono forti restrizioni temporanee all'ingresso di tutti i cittadini stranieri attraverso tutti i posti di controllo in Tagikistan ed i viaggiatori che entrano in Tagikistan sono sottoposti ad una quarantena di 14 giorni. È quanto riferisce in una nota l’Ambasciata d’Italia a Tashkent, precisando che tali misure possono peraltro essere sottoposte a modifiche.
I valichi di frontiera tra il Tagikistan e l'Uzbekistan, il Kirghizistan, la Cina e l'Afghanistan sono chiusi ai viaggiatori. Il confine tagiko-uzbeko è stato tuttavia aperto per 3 gruppi di persone: studenti, parenti stretti dei cittadini dei due Paesi e persone con permesso speciale della competente autorità. Un piccolo numero di valichi di frontiera con l'Uzbekistan e il Kirghizistan sono aperti solo per le merci.
Le competenti autorità del Paese, conclude la nota dell’Ambasciata, hanno deciso di non prorogare ulteriormente la validità dei visti scaduti e la registrazione dei cittadini stranieri temporaneamente in Tagikistan.
L’Ambasciata d’Italia a Berna ha firmato ieri, 10 febbraio, nella Residenza dell’ambasciatore Silvio Mignano, una collaborazione con la Missione Cattolica di lingua italiana di Berna per garantire e potenziare l’assistenza emergenziale ai connazionali in situazione di difficoltà sociale ed economica a causa dell’emergenza sanitaria da covid-19.
Avvalendosi del finanziamento dedicato da parte del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione, l’Ambasciata d’Italia a Berna ha disposto un sostegno alle attività della Missione Cattolica per favorire la distribuzione di buoni pasto in collaborazione con strutture gastronomiche locali, il sostegno al pagamento di un alloggio temporaneo per chi ne fosse sprovvisto e un ulteriore sostegno per situazioni di emergenza.
“Questi finanziamenti, resi possibili grazie ai fondi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale”, ha sottolineato l’ambasciatore Mignano, “dimostrano l’attenzione delle Istituzioni Italiane nel sostegno ai connazionali in grave difficoltà tramite iniziative innovative volte a migliorare le condizioni di vita dei più vulnerabili. In tale quadro, la Missione Cattolica di Berna rappresenta già un punto di riferimento per molti connazionali e detti finanziamenti rispondono in modo puntale alle criticità attualmente riscontrate”.
“La collaborazione tra l’Ambasciata d’Italia e la Missione cattolica di lingua italiana”, ha detto padre Antonio Grasso, direttore della Missione, “è quanto mai provvidenziale in un momento storico molto difficile anche per i nostri connazionali, che a causa della crisi economica sono giunti a Berna in cerca di migliori prospettive per sé e per i propri familiari. Desideriamo creare relazioni di fiducia”, ha aggiunto, “affinché chi è nel bisogno abbia il coraggio di chiedere aiuto e trovi nelle Istituzioni civili e religiose un punto di riferimento concreto”.(focus\ aise) 

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