SOLENNE CELEBRAZIONE A BRUXELLES DEI MILITARI E CIVILI ITALIANI CADUTI NELLE MISSIONI INTERNAZIONALI DI PACE

SOLENNE CELEBRAZIONE A BRUXELLES DEI MILITARI E CIVILI ITALIANI CADUTI NELLE MISSIONI INTERNAZIONALI DI PACE

BRUXELLES\ aise\ - A Bruxelles, sede del quartier generale della Nato e delle Istituzioni europee, anche quest’anno l'Associazione Nazionale Carabinieri (ANC)-Sezione Benelux e la Sezione dell'Unione Nazionale Ufficiali in Congedo (UNUCI) del Belgio hanno organizzato ieri, 12 novembre, presso la chiesa Notre-Dame du Sablon, una solenne commemorazione in suffragio dei Caduti di Nassirya e di tutti i militari e civili italiani caduti nelle missioni internazionali per la pace.
Presenti numerose autorità civili e militari italiane alla sede di Bruxelles, tra i quali il commissario europeo designato ed ex presidente del consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, il presidente del Comitato Militare dell’Unione Europea, generale Claudio Graziano, l’ambasciatore Francesco Maria Talò, rappresentante permanente d’Italia presso il Consiglio Atlantico, l’ambasciatore Luca Franchetti Pardo, rappresentante permanente presso il COPS (Comitato politico e di Sicurezza) dell’Unione Europea, e l'ex inviato speciale dell'Onu per la Siria, Staffan de Mistura.
Alla cerimonia, assieme alle rappresentanze delle sezioni ANC e UNUCI, presiedute da Elisabetta Bortoluzzi e dal tenente Cesare Bernabei, ha partecipato anche una rappresentanza della sezione di Bruxelles-Unione Europea dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia (ANFI), accompagnata dal suo presidente, il generale Alessandro Butticé, che è stato il primo militare italiano ad essere stato distaccato, nel 1990, presso la Commissione Europea, ed una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA).
Al termine della funzione religiosa, dopo la lettura, da parte dell’ambasciatore Talò, del messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e delle preghiere del Soldato, del Marinaio, dell’Aviatore, del Carabiniere, del Finanziere e dell’Alpino, l’organo ha intonato l’inno di Mameli.
"Penso sia parte di un popolo e del suo profilo identitario ricordare i caduti delle proprie forze armate, che hanno svolto e svolgono missioni per la sicurezza di tutti noi. Anche se si trovano in zone lontane, ciò che fanno ci riguarda da molto vicino e contribuisce a migliorare la sicurezza delle nostre città, oltre a quella del territorio in cui si trovano, come l'Iraq e l'Afghanistan", ha detto Talò, sottolineando come, anche grazie al lavoro della coalizione italiana in Iraq, "l'aspetto territoriale di Daesh è stato sconfitto, contribuendo negli ultimi anni a migliorare la situazione". Talò ha voluto rivolgere un ringraziamento "ai nostri militari che lavorano e un pensiero particolare a chi non c'è più", ricordando che il messaggio lanciato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in memoria dei caduti è "un invito necessario alla riflessione sul sacrificio in nome del bene comune".
"L’Afghanistan e l’Iraq continuano ad avere enormi problemi", ha detto all’Aise Taló, "ma le condizioni di vita dei cittadini di quei Paesi sono oggi molto migliori rispetto ai tempi in cui i talebani e Daesh controllavano totalmente il territorio esercitando un crudele dominio sulle popolazioni. Alla NATO c’è un grandissimo apprezzamento per le missioni italiane e anche le popolazioni locali sono grate per l’operato dei nostri militari, che sono impegnati in aree di conflitto e quindi a rischio. E questo apprezzamento dimostra che le missioni internazionali sono essenziali per difendere anche la sicurezza delle nostre città e rappresenta la concretezza di un sacrificio che porta risultati inoppugnabili nei Paesi dove si trovano i nostri militari". (aise)


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