STRATEGIA PER LA PARITÀ DI GENERE: VERSO UN'UNIONE DELL'UGUAGLIANZA

STRATEGIA PER LA PARITÀ DI GENERE: VERSO UN

BRUXELLES\ aise\ - La Commissione europea ha presentato oggi, 5 marzo, la sua strategia per la parità tra donne e uomini in Europa. Malgrado l'UE sia un leader globale nella parità di genere e abbia compiuto notevoli progressi negli ultimi decenni, la violenza e gli stereotipi di genere persistono: una donna su tre nell'UE ha subito violenze fisiche e/o sessuali.
Le laureate superano numericamente i laureati, ma guadagnano in media il 16% in meno degli uomini; le donne rappresentano appena l'8% degli amministratori delegati nelle principali imprese dell'UE.
Per affrontare questo problema, la strategia per la parità di genere 2020-2025 delinea le azioni principali da intraprendere nei prossimi 5 anni e si impegna a garantire che la Commissione includa una prospettiva di uguaglianza in tutti i settori di azione dell'UE.
La strategia illustra il modo in cui la Commissione darà seguito alla promessa della Presidente von der Leyen di realizzare un'Europa che offra le stesse opportunità a tutti coloro che condividono le stesse aspirazioni.
"La parità di genere è un principio fondamentale dell'Unione europea, ma non ancora una realtà”, ha riconosciuto la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen. “Nel mondo degli affari, in politica e nella società nel suo complesso potremo raggiungere il nostro pieno potenziale solo utilizzando tutti i nostri talenti e la nostra diversità. Impiegare soltanto la metà della popolazione, la metà delle idee e la metà dell'energia non è sufficiente. La strategia per la parità di genere intende accelerare e incentivare i progressi verso la parità tra uomini e donne".
L’Europa, ha aggiunto la Vicepresidente per i Valori e la trasparenza Vera Jourová, "è un luogo propizio alle donne, nonostante tutte le sue carenze. A fronte delle importanti transizioni che la nostra società sta vivendo, da quella verde a quella digitale, dobbiamo garantire che donne e uomini abbiano le stesse opportunità e che le ineguaglianze non siano ulteriormente esacerbate dai cambiamenti. Al contrario, dobbiamo creare le condizioni affinché le donne siano artefici di una transizione equa, sul piano professionale e su quello privato".
La Commissaria per l'Uguaglianza Helena Dalli ha sostenuto che "per ottenere l'uguaglianza non occorre togliere a qualcuno per dare a qualcun altro: l'uguaglianza è una risorsa infinita e ce n'è per tutti. La discriminazione, d'altra parte, costa cara a chi la subisce e alla società nel suo complesso, in termini di mancanza di riconoscimento personale, assenza di meritocrazia e perdita di talenti e innovazione. Con la strategia per la parità di genere ancoriamo saldamente questa componente al centro dell'elaborazione delle politiche dell'UE. Vogliamo far sì che le donne non debbano superare ostacoli supplementari per raggiungere ciò che è scontato per gli uomini e siano invece in grado di esprimere appieno il loro potenziale".
AZIONI CONCRETE PER L'UGUAGLIANZA 2020-2025
Finora nessuno Stato membro dell'UE ha realizzato la parità tra donne e uomini. I progressi sono lenti e i divari di genere persistono nel mondo del lavoro e a livello di retribuzioni, assistenza e pensioni. Per colmare questi divari e per consentire all'Europa di sviluppare il suo pieno potenziale nelle imprese, nella politica e nella società, la strategia delinea una serie di azioni fondamentali, tra cui: porre fine alla violenza e agli stereotipi di genere; garantire una parità di partecipazione e di opportunità nel mercato del lavoro, compresa la parità retributiva; e conseguire un equilibrio di genere a livello decisionale e politico.
1. Nell'UE il 33% delle donne ha subito violenze fisiche e/o sessuali e il 55% ha subito molestie sessuali. Le donne in Europa devono essere libere dalla violenza e dagli stereotipi dannosi. A questo scopo la strategia invoca misure giuridiche per qualificare come reato la violenza contro le donne. La Commissione intende in particolare estendere le sfere di criminalità in cui è possibile introdurre un'armonizzazione in tutt'Europa a forme specifiche di violenza contro le donne, tra cui le molestie sessuali, gli abusi a danno delle donne e le mutilazioni genitali femminili. Proporrà inoltre una legge sui servizi digitali per chiarire quali misure si attendono dalle piattaforme per contrastare le attività illegali online, compresa la violenza online nei confronti delle donne.
2. Le donne nell'UE guadagnano in media il 16% in meno rispetto agli uomini e continuano a incontrare ostacoli all'accesso e alla permanenza nel mercato del lavoro. La parità di genere è una condizione essenziale per un'economia europea innovativa, competitiva e prospera. Date le sfide demografiche e le transizioni verde e digitale, aiutare le donne a trovare lavoro in settori caratterizzati da carenze di competenze, in particolare il settore tecnologico e quello dell'intelligenza artificiale, avrà un'incidenza positiva sull'economia europea. Per contrastare la disparità sul piano salariale la Commissione avvia oggi una consultazione pubblica sulla trasparenza retributiva e intende proporre misure vincolanti entro la fine del 2020. Per consentire alle donne di realizzarsi pienamente nel mercato del lavoro, la Commissione intende inoltre raddoppiare il suo impegno per mettere in atto le norme dell'UE sull'equilibrio tra vita professionale e vita privata, in modo che donne e uomini abbiano un'autentica ed uguale libertà di scelta per quanto riguarda il loro sviluppo sia sul piano personale che su quello lavorativo. La parità di genere nel mercato del lavoro, e in materia di inclusione sociale e di istruzione, continuerà a essere monitorata nell'ambito del semestre europeo.
3. Le donne continuano a essere sottorappresentate nelle posizioni dirigenziali, fra l'altro nelle principali imprese dell'UE, in cui rappresentano solo l'8% degli amministratori delegati. Affinché le donne possano svolgere ruoli guida anche nelle imprese, la Commissione insisterà per l'adozione della proposta del 2012 sull'equilibrio di genere nei consigli di amministrazione. Promuoverà inoltre la partecipazione delle donne all'attività politica, in particolare alle elezioni del Parlamento europeo del 2024, anche tramite finanziamenti e la condivisione delle migliori pratiche. Per dare l'esempio, la Commissione cercherà di raggiungere, nell'ambito del suo personale, un equilibrio di genere del 50 % a tutti i livelli dirigenziali entro la fine del 2024.
INTEGRARE LA PROSPETTIVA DI GENERE IN TUTTE LE POLITICHE DELL'UE
Dietro la guida della Commissaria per l'Uguaglianza Helena Dalli, e con il sostegno della recente task force per l'uguaglianza, la Commissione integrerà inoltre la prospettiva di genere in tutte le politiche e in tutte le principali iniziative dell'UE. Le sfide principali cui oggi l'UE deve far fronte – tra cui i cambiamenti climatici e la trasformazione digitale – hanno tutte una dimensione di genere. Anche le iniziative dell'UE a livello globale terranno conto degli obiettivi della strategia per la parità di genere, promuovendo l'emancipazione femminile e combattendo la violenza di genere. (aise) 

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