SYDNEY: L'IMPEGNO CULTURALE DELL'IIC DURANTE LA PANDEMIA

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SYDNEY\ aise\ - Come noto, l’insorgere dell’emergenza COVID19 e le successive norme necessariamente implementate dalle autorità sanitarie australiane per contenere il contagio, hanno reso necessario chiudere al pubblico l’Istituto Italiano di Cultura di Sydney e riprogrammare on line i corsi di lingua italiana e la sua attività di promozione culturale prevista in sede e presso gli altri nostri partner culturali.
La scelta è stata dettata da una parte per dare continuità alle suddette collaborazioni e dall’altra per fare sentire, in questo momento particolarmente difficile, la propria vicinanza agli operatori culturali, anche locali, e agli artisti italiani coinvolti.
È il caso, ad esempio, del Festival Internazionale di Fotografia Head On, con cui l'IIC collabora da anni, che si è infatti chiuso da pochi giorni con la sua prima edizione sperimentale online: è stato un successo che ha registrato la presenza digitale di migliaia di visitatori da tutto il mondo che hanno apprezzato le mostre in esposizione, tra cui quelle degli italiani Fabio Burrelli e Annamaria Belloni. Coloro che desiderassero visitare le mostre dovranno semplicemente visitare il sito del Festival e dare un’occhiata al segmento Online Exhibitions Program.
Non si è trascurata l’offerta musicale, anche in questo caso grazie alla pluriennale collaborazione con CIDIM, ente italiano preposto alla valorizzazione di musicisti italiani nel mondo. Dall’11 maggio scorso e fino al 21 luglio, coloro che fossero interessati potranno ascoltare i “24 Capricci” di Pierre Rode, compositore romantico francese, eseguiti da 24 violinisti italiani di fama, molti dei quali docenti nei conservatori della Penisola. Per ascoltare le 24 esecuzioni è necessario visitare il sito dell’Istituto dove a margine della presentazione del progetto si trovano i link per l’ascolto. A breve verrà anche lanciato sul nostro sito il Progetto Sor, sempre in collaborazione con il CIDIM, che prende il nome dal compositore spagnolo Fernando Sor, vissuto a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo che ottenne la sua consacrazione a Parigi, che vede l’esecuzione dei suoi “20 Estudios” eseguiti da altrettanti chitarristi italiani di fama internazionale.
Un altro degli eventi con cui tutta le rete degli Istituti ha collaborato è stato il Salone del Libro di Torino EXTRA in forma digitale, il cui titolo Altre forme di vita è risultato profetico. L’evento è stato reso possibile grazie, va detto, alla disponibilità di eminenti firme italiane ed estere della letteratura, della scienza, della filosofia, dell’economia che si sono prestati per interviste, conversazioni, webinar nei propri campi di intervento. I loro contributi sono tuttora disponibili sul sito del Salone.
Per l’immediato futuro l’Istituto ha messo in cantiere ben tre eventi. Per la musica folk italiana si è riusciti a valorizzare un “contrattempo”: nell’ambito di un loro tour australiano, l’IIC di Sydney, in collaborazione con quello di Melbourne, aveva invitato il duo folk composto da Enza Pagliara e Dario Muci, salentini, portavoce eminenti del fenomeno della Taranta. L’improvviso insorgere della pandemia aveva costretto gli organizzatori a cancellare tutte le date del tour e i due musicisti, che nel frattempo erano giunti downunder, sono rimasti bloccati isolati in una località dell’entroterra australiano. Reagendo positivamente alla forzata situazione, Pagliara e Muci, su imput dell’IIC e di Salvatore Rossano, musicista e musicologo italiano trapiantato in Australia, hanno registrato quattro interventi musicali e un’intervista che saranno presto messi a disposizione del pubblico sul sito IIC e che sono una interessante testimonianza della loro peculiare avventura in Australia.
Non poteva mancare un segmento dedicato all’arte. Uno dei più accreditati critici d’arte italiani, Costantino D’Orazio, avrebbe dovuto tenere grazie alla collaborazione tra IIC e Art Gallery of NSW, due seminari in occasione del 500.mo anniversario della morte di Raffaello, che ricorre appunto nel 2020 e che i due enti sperano di poter riproporre dal vivo nella seconda metà dell’anno. Anche in questo caso, si è voluto ovviare alla chiusura delle frontiere con una serie di tre conferenze online - webinar - che saranno tenute dall’eminente studioso. Partendo da Caravaggio e attraverso le figure di Michelangelo e del Bernini, le conferenze approderanno a Giacomo Balla. Un originale excursus storico-artistico che partendo dal Rinascimento si concluderà con il Futurismo facendo scoprire ai partecipanti aspetti inediti di questi grandi artisti.
Quanto al cinema l'IIC ha voluto recuperare almeno in parte e in versione digitale, la serie di Cinema italiano che, per il sesto anno, avrebbe dovuto tenersi presso l'hub culturale del Municipio di Liverpool, il Casula Powerhouse Arts Centre. La serie denominata “Bittersweet...such is life - Vite in agrodolce” comprende ora tre titoli e include due capolavori della cinematografia italiana, La dolce vita (1960) e I vitelloni (1953). del grande Federico Fellini di cui quest’anno ricorre il 100.mo anniversario della nascita. Il terzo film in programma è quel Dieci inverni di Valerio Mieli (2009), una commedia tra alti e bassi, con un lieto fine, che ben riflette in titolo dato alla rassegna. Sempre nell’ambito delle celebrazioni felliniane, è previsto per la seconda metà dell’anno un concerto dal vivo con musiche di Nino Rota che l’Istituto e il Casula Powerhouse sperano di potere realizzare in collaborazione con il Sydney Film Festival.
Una nota a parte va spesa per quel che riguarda i corsi di lingua e cultura italiane. Il forzato stop alle classi presenziali ha messo in moto un meccanismo di offerta e fruizione delle classi online, grazie ai quali i docenti storici dell’Istituto possono continuare a interagire con i loro studenti. La risposta in termini di interesse e partecipazione è stata molto incoraggiante: questo trimestre è oramai in fase avanzata, ma per tutti coloro che fossero interessati ad informarsi e/o ad iscriversi l’invito è quello di dare un’occhiata alla sezione “Corsi di lingua” del sito www.iicsydney.esteri.it.
In conclusione, si segnala il progetto # WeAreItaly che si sviluppa con un’ampia offerta di “prodotti” culturali che sono fruibili visitando il sito del MAECI che insieme alla variegata attività offerta dalla rete degli 83 Istituti di Cultura nel mondo, dimostra la vivacità culturale, nonostante la pandemia, del nostro amato Paese. (aise)


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