TRA ACCORDI E COOPERAZIONE

TRA ACCORDI E COOPERAZIONE

ROMA – focus/ aise - "Tra il 19 e il 22 febbraio ho effettuato una missione in Messico con l'obiettivo di preparare per i prossimi mesi di maggio-giugno una Missione di Sistema guidata dal ministro Di Maio e la VI riunione della Commissione Binazionale. È stata l'occasione per una fitta serie di incontri sia con esponenti politici del Governo, sia con rappresentanti della società civile organizzata italiana e messicana, sia con i funzionari italiani che operano presso le organizzazioni delle Nazioni Unite presenti a Città del Messico". Il vice ministro degli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale Marina Sereni, rientrata dal Centro America, traccia un bilancio della sua missione.
"Negli incontri della prima giornata abbiamo potuto registrare un forte interesse per il nostro Paese. Italia e Messico hanno storicamente buone relazioni sia sul piano politico diplomatico che sotto quello economico.
Il presidente Lopez Obrador, che gode di un'ampia popolarità e di una solida maggioranza nei due rami del Parlamento deve fronteggiare tre sfide: una fase di serio rallentamento economico, la necessità di gestire un fenomeno migratorio importante dal Sud sia verso gli Stati Uniti che verso il Messico, la lotta alla criminalità organizzata e alla violenza che affligge ampie porzioni del territorio nazionale.
Coerentemente con l'ispirazione ideale della campagna elettorale che lo ha portato alla vittoria elettorale, il suo Governo dimostra grande impegno per la lotta alle diseguaglianze e lo sviluppo sostenibile ma, al tempo stesso, tende a mandare un messaggio di grande apertura e interesse per gli investimenti esteri e per il commercio internazionale. Agenda 2030 e G20, attenzione ai più deboli ma anche crescita più sostenuta per poter contrastare l'esclusione sociale e la criminalità.
Molti dunque i punti di contatto su cui Italia e Messico possono e debbono cooperare sul piano bilaterale e multilaterale, come è emerso anche nella seconda giornata di incontri.
Sulla sicurezza, il contrasto alla violenza e al crimine organizzato l'esperienza dell'Italia viene tenuta in grande considerazione anche grazie al lavoro europeo che con il progetto El Pacto, gestito per l'Italia dall'IILA, interviene sul tema corruzione, grazie alla presenza di UNODC in Messico che ha promosso la Cattedra di educazione alla legalità diretta da Nando dalla Chiesa e il lavoro di Francesco Forgione, già presidente della Commissione Parlamentare antimafia, di cui è in fase di pubblicazione un volume sulle "buone pratiche" che l'Italia può mettere a disposizione del Messico e dell'insieme dell'America Latina".
L’intervento di Sereni si conclude con uno sguardo alla situazione in Italia. "Al ritorno dalla missione in Messico abbiamo trovato un'Italia diversa da come l'avevamo lasciata", scrive. "Due focolai di coronavirus si sono manifestati in altrettante aree del Nord Italia e ora siamo tutti impegnati per contenere la diffusione della malattia e reagire, con razionalità e rigore scientifico, per evitare conseguenze nefaste sulla salute ma anche sull'economia del nostro Paese. Mai come in questo momento è chiaro che siamo tutti dipendenti gli uni dagli altri, che dobbiamo essere uniti e solidali se vogliamo sconfiggere un pericolo che per sua natura non conosce confini né muri".
L'Italia “accoglie con favore la firma della Dichiarazione congiunta Afghanistan-USA per la pace tra Stati Uniti e Taliban, in linea con la nostra convinzione che non ci può essere una soluzione militare al conflitto afgano”. Così la Farnesina in una nota a commento della storica firma, il 29 febbraio a Doha, di un primo accordo tra Usa e Talebani, rappresentati rispettivamente dall'inviato della Casa Bianca Zalmay Khalilzad e dal mullah Baradar - a oltre 18 anni dall'intervento americano dopo gli attentati dell'11 settembre.
“La nostra speranza – sottolinea la Farnesina – è che presto i negoziati infra-Afghanistan inizieranno a spianare la strada a una pace e una sicurezza durature nel paese, una pace che può essere sostenibile solo se voluta e accettata da tutti gli afghani e ancorata nelle comunità di tutto il paese”.
Con l’accordo, gli Stati Uniti si impegnano a ritirare le proprie truppe dall’Afghanistan entro 14 mesi, se i ribelli afgani rispetteranno l'intesa, fermando gli attacchi e impedendo al Al Qaeda di operare nelle zone sotto il loro controllo. I negoziati tra governo di Kabul e i talebani inizieranno domani. (focus\ aise) 

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