“TUTTO TORNERÀ COME PRIMA, DOBBIAMO ESSERE PAZIENTI”: A COLLOQUIO CON EZIO CAROSIELLI – DI GIULIA VERTICCHIO

“Tutto tornerà come prima, dobbiamo essere pazienti”: a colloquio con Ezio Carosielli – di Giulia Verticchio

MONTREAL\ aise\ - Imprenditore teatrale in Quebec, Ezio Carosielli riflette sulle conseguenze della pandemia sull’industria dello spettacolo in questa intervista a Giulia Verticchio per “Il cittadino canadese”, settimanale diretto a Montreal da Basilio Giordano.
“Nato a Faeto (Foggia), arrivato in Canada con la famiglia a 9 anni. Ormai avvocato e imprenditore, nel 2010 Ezio Carosielli scopre che il teatro Rialto, gioiello architettonico neobarocco del 1924, era abbandonato, in vendita, e rischiava la demolizione. Si presenta senza annunciarsi, si innamora di quella bella façade inspirata all’Opéra de Paris e degli interni, e acquista questo immobile classificato patrimonio eccezionale dalla Ville de Montréal (1988) e dal governo del Québec (1990) e Luogo Storico Nazionale del Canada (1993).
Ottiene una piccola sovvenzione per i lavori alla facciata, ma il restauro degli interni e la manutenzione continua della struttura sono autofinanziati, possibili grazie ad un uso strategico dei locali e della loro bellezza. La qualità estetica degli edifici storici rappresenta in questo caso un vantaggio differenziale sul mercato e può funzionare come modello d’affari.
Nel 2012, Ezio acquista infatti anche l’ex sede storica del 1909 della banca CIBC, sulla rue St-Jacques, e la trasforma in quella che oggi è una tra le più prestigiose e mozzafiato venues per eventi di Montréal, il Théâtre St-James.
Nel 2018, Ezio e sua moglie Luisa Sassano acquistano anche la chiesa Saint-Vincentde-Paul del 1928 su Sainte Catherine Est, per restaurarla a regola d’arte e trasformarla nel Théâtre Cartier. I lavori di restauro e ristrutturazione dell’ex chiesa si sono interrotti a marzo 2020, e hanno poi ripreso a settembre, ma a ritmi molto lenti.
Le porte del Cartier non si sono ancora mai aperte al pubblico.
Ben 3 giganti per spettacoli, concerti, eventi privati e corporativi, matrimoni…Un business molto mortificato di questi tempi…
“Rialto e St-James sono chiusi da marzo, in media avevamo 10-15 eventi al mese. L’80% è stato posticipato dal 2020 al 2021 e poi dal 2021 al 2022, forse settembre 2021. Circa un 20% degli eventi è stato annullato. Quantificare la perdita è meglio non farlo… parliamo comunque di milioni”.
E il Cartier?
“Sta venendo su bellissimo… su appuntamento si può visitare. Pensiamo di aprire nel 2022, siamo già pieni di prenotazioni, soprattutto matrimoni”.
E le spese fisse nel frattempo? Chi lavorava per voi? Come si sopravvive? “Le tasse municipali riportate da luglio a settembre non hanno fatto tanta differenza. La manutenzione ordinaria di queste architetture storiche comporta comunque delle spese costanti, ridotte al minimo per ora. Lo staff si è ridotto dell’80%, chi è stato licenziato ha avuto le prestazioni federali. Il personale di base rimasto in funzione lo paghiamo con il Canada Emergency Wage Subsidy, che copre il 50-60% dei salari. Il Programme d’action concertée temporaire pour les entreprises e il Programme d’Aide d’urgence pour les petites et moyennes entreprises aiutano dove il federale non arriva. Da Ottawa e da Québec c’è dunque un sostegno per le tasse municipali e scolastiche, gli interessi sull’ipoteca, elettricità e gas, assicurazioni e telecomunicazioni. Le domande per i programmi federali sono molto semplici, mentre quelle provinciali sono complesse e burocratiche, a volte prendono molto tempo per un piccolo montante”.
Paure per il futuro?
“Sono fiducioso che tornerà tutto come prima. Non stiamo senza fare niente, abbiamo anche 8 "garderie" con un centinaio di impiegati e un’ottantina di bambini e molti protocolli sanitari da seguire… I governi fanno quello che possono, noi dobbiamo avere pazienza. La vita è bella””. (aise) 

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