"UNA FERITA ITALIANA": DAL 4 LUGLIO IN LIBRERIA IL LIBRO DELLA REGISTA SARDO-AUSTRALIANA LISA CAMILLO

"UNA FERITA ITALIANA": DAL 4 LUGLIO IN LIBRERIA IL LIBRO DELLA REGISTA SARDO-AUSTRALIANA LISA CAMILLO

ROMA\ aise\ - Uscirà in tutte le librerie italiane il 4 luglio il libro della regista sardo-australiana Lisa Camillo. “Una ferita italiana” (Ponte alle Grazie) non è ancora sugli scaffali ma sta già facendo molto discutere. La ferita cui si riferisce il titolo, infatti, è quella di una Sardegna con ampie zone martoriate da quella che è una vera e propria occupazione militare del territorio italiano.
Tornata dall’Australia, dove ha vissuto per quindici anni, per realizzare un documentario sulla Costa Smeralda, il luogo che l’ha vista bambina, Lisa Camillo – che alle spalle si lascia una società diversa, ma a suo modo semplice, dalle dinamiche chiare e lineari, dove chi merita viene premiato e dove chi sbaglia paga – non ritrova il paradiso che ricordava, ma una terra di conquista, sconvolta nell’aspetto e nell’anima. Interessi economici e servitù militari hanno letteralmente stravolto una delle regioni più belle d’Italia.
Poligoni sperimentali dove eserciti di tutto il mondo possono affittare spazi immensi per centinaia di migliaia di euro per sparare qualsiasi tipo di ordigno, senza alcun tipo di garanzia di controllo da parte dello Stato italiano; poligoni – come quello di Quirra – dove per decenni sono stati smaltiti residuati bellici da tutto il mondo e di ogni epoca senza alcun tipo di prevenzione per l’innalzamento di polveri cariche di nanoparticelle, prodotte dalla fusione del metallo ad altissime temperature e portate via dal vento, fino ai Paesi limitrofi, sui pascoli, nel mare.
Industrie chimiche profondamente radicate sul territorio e le sperimentazioni congiunte con l’esercito per testare la resistenza delle tubature sotto bombardamento o irrorate di elementi corrosivi per valutarne il deperimento, a scapito del terreno circostante e delle falde acquifere. Un tessuto economico distrutto.
Penisole interdette ai turisti ma anche ai locali, spiagge martoriate dalle bombe, missili adagiati sul fondo marino e conficcati nella sabbia, dove – anche nei luoghi aperti al pubblico – i cartelli indicano il divieto di raccogliere qualsiasi cosa da terra, con il rischio di vedersi saltare una mano.
Storie sussurrate di feti deformi, tumori, leucemie con decorsi veloci e devastanti per chi ne viene colpito e per chi non può fare altro che guardare. Agnelli nati con due teste, un occhio al centro della fronte, l’addome aperto e visceri esposti. Il dramma dei militari che non si sono mai mossi dai poligoni sardi, ma che si ammalano delle stesse patologie dei loro colleghi contaminati dall’uranio impoverito in Kosovo, Bosnia, Serbia, Afghanistan, Iraq.
I processi senza fine, i continui tentativi di archiviazione; l’omertà dei vertici militari e l’assenza dello Stato. Triangolazioni, porte girevoli e fiumi di denaro. E poi loro, quei sardi che non si arrendono e lottano per la propria terra: procuratori, giornalisti, attivisti e semplici cittadini, protagonisti di una storia di resistenza ignorata, ma che dura da decenni: l’autrice la racconta anche nel suo documentario Balentes: i coraggiosi, che, distribuito in molti paesi, trova fatica a imporsi in Italia, perché di certe cose è meglio non parlare. Meglio nascondere lo sporco sotto il tappeto, soprattutto se in gioco ci sono l’onore e i soldi.
Un libro che racconta la Sardegna più intima, una vicenda di orgoglio e paura, coraggio e bassezza, verità spaventose e bugie criminali.
Lisa Camillo è una regista, scrittrice, produttrice, antropologa e criminologa italo-australiana. Ha lavorato nelle comunità aborigene e ha ricevuto diversi premi per i suoi progetti con il Ministero della Salute australiano. Laureata alla Sydney Film School, Camillo ha diretto, prodotto e scritto film e documentari pluripremiati che hanno girato il mondo. Tra questi, Live Through This, che ha ottenuto vari riconoscimenti ed è stato selezionato fra i finalisti in dieci festival internazionali; e Balentes, scioccante documentario sullo sfruttamento della Sardegna da parte della NATO, anch’esso presentato in molti festival. Una ferita italiana approfondisce le inchieste affrontate nel documentario. (aise)


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