UNGARO (IV): INVESTIRE IN INNOVAZIONE E NUOVE PROFESSIONI SUPERANDO GLI STEREOTIPI CULTURALI E DI GENERE

UNGARO (IV): INVESTIRE IN INNOVAZIONE E NUOVE PROFESSIONI SUPERANDO GLI STEREOTIPI CULTURALI E DI GENERE

ROMA\ aise\ - ““Perché i giovani italiani non studiano l’informatica?” è il titolo di un rapporto presentato alla Camera dalla testata giornalistica online “Repubblica degli Stagisti” in collaborazione con l’Istituto Toniolo. Un tema e una provocazione che ci aiuta a leggere il Paese e a comprendere molto bene i dati presentati recentemente anche dal Sole24Ore e da Unioncamere”. Così Massimo Ungaro in una nota in cui riporta che “nel primo Trimestre 2020 saranno infatti in arrivo 1 milione di assunzioni, ma 350mila profili sono introvabili”.
Secondo i dati Unioncamere, aggiunge il parlamentare di Italia Viva, promotore della proposta di Legge “Istituzione e disciplina del tirocinio curricolare per l'orientamento e la formazione dei giovani”, “selezioni saranno difficili tra le nuove professioni per data scientist, data analyst, ingegneri 4.0. La mancata corrispondenza arriva al 65% tra i giovani per gli specialisti in scienze informatiche, fisica e chimica. Ogni anno in Italia si laurea in materie Stem l’1,4% dei ragazzi contro il 3,6% della Germania e il 3,8% del Regno Unito. Di queste, però, il 30,6% – circa 355mila posizioni – rischiano seriamente di rimanere “vuote” per mancanza di candidati”.
E ancora: “tra i giovani il “mismatch”, ovvero la mancata corrispondenza tra domanda e offerta di lavoro, è ancora più alto e raggiunge picchi del 65%, specie tra scienze informatiche, fisica e chimica e sono praticamente “introvabili” tecnici, diplomati; laureati nelle discipline “Stem”. C'è quindi da lavorare – annota Ungaro – per superare un distacco e un percorso formativo che viene dal passato e, pur con punte di eccellenza, mal si concilia con le esigenze attuali, specie nell'orientamento delle scelte nel proseguimento degli studi universitari”.
Secondo il deputato eletto all’estero, “in Italia si studia per troppo tempo e si ha quindi meno tempo per fare tirocini e stage formativi. Investire in innovazione, anche formativa, così come in competenze trasferibili quali matematica e informatica aiuta a rispondere meglio al mercato del lavoro, a trattenere i nostri cervelli e le nostre braccia in Italia, a combattere il divario di genere nell'accesso alla carriera e all'equità salariale. Insomma – conclude Ungaro – sin dalle elementari occorre insegnare principi di programmazione informatica sin dalla scuola primaria, mettere più risorse nell'orientamento professionale nei licei, aggiornare gli insegnanti e potenziare l’alternanza scuola lavoro”. (aise) 

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