UNIA TICINO E MOESA: RIAPRIRE I VALICHI PER RIDURRE LE CODE E TUTELARE LA SALUTE DEI LAVORATORI

UNIA TICINO E MOESA: RIAPRIRE I VALICHI PER RIDURRE LE CODE E TUTELARE LA SALUTE DEI LAVORATORI

LUGANO\ aise\ - "I valichi di confine tra la Svizzera e l'Italia vanno tutti riaperti per garantire alle lavoratrici e ai lavoratori frontalieri dei tempi di viaggio ragionevoli". È quanto dichiara il sindacato UNIA Ticino e Moesa, sottolineando che "già da alcune settimane si registrano code chilometriche sia in entrata sia in uscita e vi sono lavoratori che devono alzarsi alle 4.30 per essere in cantiere alle 7 e che rientrano a domicilio alle 9 di sera. Una situazione che minaccia la loro salute e inevitabilmente anche la sicurezza sul posto di lavoro".
Di qui la necessità di "riaprire urgentemente tutte le dogane al traffico dei frontalieri, anche in vista della prevista ripresa tra pochi giorni di molte attività economiche". Il sindacato Unia auspicava "tempi più lunghi e maggiore gradualità per l’uscita dal lockdown, ma visto che il Consiglio federale ha deciso altrimenti, ora", afferma, "bisogna essere conseguenti: se si impone ai lavoratori di lavorare, bisogna anche consentire loro di poter raggiungere il luogo di lavoro nel pieno rispetto della loro salute, della loro sicurezza e della loro dignità".
Per l'UNIA "è incomprensibile che l’autorità continui a mantenere chiuse delle dogane. Una riapertura totale potrebbe alleggerire i flussi di traffico attraverso gli altri confini e dunque i tempi di percorrenza casa-lavoro e viceversa per le decine di migliaia di frontalieri che da lunedì 11 maggio riprenderanno quasi a pieno regime le loro attività nei negozi, nei ristoranti, nelle fabbriche e nei cantieri ticinesi", conclude il sindacato. (aise)


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