UNITI NEL MONDO

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ROMA – focus/ aise - Tanti gli eventi e le attività organizzate dalle comunità italiane all’estero per questo autunno, sempre in continuo fermento e movimento, ne citiamo alcuni. Ad Auckland è tornato Il più grande festival italiano in Nuova Zelanda, espandendosi quest’anno per includere anche Teed St al layout esistente, che già comprende Osborne St, Kent St, Rialto Center e Lumsden Green, le zone più rinomate per lo shopping a Newmarket. Il Festival ha avuto inizio venerdì 6 settembre, con un film festival, un musical e diverse feste, e si concluderà con le celebrazioni della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo il 27 ottobre.
L’apice della stagione italiana sarà il grande evento di strada Festival Italiano a Newmarket, domenica 20 ottobre. Importante vetrina per tutto il made in Italy, dai vini ai formaggi e altri prodotti alimentari, dal design di accessori e borse a quello di vespe e automobili di lusso, il festival è ogni anno sempre più gettonato dai cittadini di Auckland e con un sempre crescente numero di partecipanti da altre città. L’evento include musica dal vivo e intrattenimento, attività artistiche per bambini, degustazioni, workshop e mostre, giochi a premi, e la possibilità di vincere un fantastico viaggio a Roma o Milano sponsorizzato dall’Ente Nazionale Italiano per il Turismo, per la prima volta presente al Festival con uno stand.
“Il Festival Italiano è stato incredibilmente popolare lo scorso anno ed i visitatori ci hanno chiesto di offrire più spazio per gli espositori e per il pubblico”, ha detto Sir John Kirwan, ex-All Blacks e presidente della Società Dante Alighieri di Auckland, l’ente organizzatore del Festival. “L’evento rimane gratuito, venite a trovarci!”, il suo invito.
Il Festival Italiano è organizzato in collaborazione con la Newmarket Business Association e il generoso supporto del Consiglio Comunale Waitemat, Auckland. Il principale sponsor e partner aziendale è Peroni Nastro Azzurro. Spostandoci in ambito scientifico, in un luogo che di scienza ne offer tanta, l priossimo 26 ottobre l’Università di Cambridge ospiterà la SPP Italy - “Science, policy and the public in Italy” - conferenza di una giornata che esplora il rapporto fra scienza e politica in Italia. L’iniziativa, organizzata dalla Cambridge University Italian Society in collaborazione con la Association of Italian Scientists in the UK, si terrà presso il Lecture Theatre della Old Divinity School.
Nel mondo globalizzato contemporaneo, non è mai stato più facile per i ricercatori spostarsi oltre confine. La scienza e l’innovazione tecnologica sono viste da molti come un’impresa internazionale. Tuttavia la maggior parte delle decisioni politiche sono ancora prese dai governi a livello nazionale e locale. È questo l’obiettivo di SPP Italy, che intende dunque offrire ai ricercatori che lavorano nel Regno Unito l’opportunità di confrontarsi con politici e comunicatori scientifici provenienti dall’Italia e di riflettere sul modo in cui la scienza può supportare le buone decisioni politiche.
La discussione si concentrerà su importanti questioni politiche di tre aree della scienza e della tecnologia: energia e ambiente (energie rinnovabili, tecnologie di trasporto verdi, città intelligenti, produzione sostenibile); sanità pubblica e biotecnologie (mutazione genetica, cellule staminali e medicina rigenerativa); e tecnologie digitali (deep learning e intelligenza artificiale, informatica pervasiva, media sociali e digitali).
La conferenza inviterà i ricercatori italiani, così come altri ricercatori interessati alle questioni italiane, a incontrare politici e comunicatori scientifici dall’Italia. I giovani ricercatori (livello di dottorato e postdoc) avranno così la possibilità di portare il loro contributo alla discussione, presentando prove di ricerca nel loro campo di competenza.
In qualità di relatori interverranno Massimiano Bucchi, dell’Università di Trento, Marco Cappato, dell’Associazione Luca Coscioni, Riccardo Luna, dell’Agenzia Giornalistica Italia, e Silvia Schiappa, di Deep Mind Google.
A Mar del Plata, per la prima volta nel mondo accademico, è stata inaugurata una cattedra “italica”, non italiana.
Ma andiamo con ordine. Presso l’Università di Mar del Plata, dal 9 al 12 settembre si svolgeranno le prime attività della cattedra aperta in “Comunità italica e glocalizzazione”. Lunedì 9 si è tenuta l’inaugurazione ufficiale della cattedra.
L’evento è legato a Fiesa (Feria internacional de Educazione Superiore Argentina) che si svolgerà nel marzo 2020. All’inaugurazione parteciperanno, oltre ai vertici dell’Università di Mar del Plata, anche l’Ambasciatore italiano in Argentina, Giuseppe Manzo; il console italiano di Mar del Plata, Dario Cortese, la Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires, Donatella Cannova, ed altre personalità legate alla città di Mar del Plata.
La cattedra è stata promossa da un gruppo di personalità provenienti da diversi mondi professionali: Alfredo D’Ambrosio, Bettina Favero, Riccardo Giumelli, Juan Pablo Morea, Fabio Porta, Domingo di Tullio, e altri; il tutto coordinato e promosso dal vice direttore della stessa università, Daniel Antenucci.
Nei giorni dal 10 al 12 settembre si terranno tre seminari sul tema “Glocalismo, italicità e Made in Italy”, tenuti da Riccardo Giumelli, docente presso l’Università di Verona e sociologo. Ogni seminario sarà dedicato ad uno dei temi indicati nel titolo.
Il tema principale di tutta la cattedra – sottolineano i promotori – è l’italicità, concetto diverso dall’italianità, perché ha a che vedere con il contesto globale, o meglio glocale, e con la presenza diffusa italiana nel mondo, che ha dato origine a forme ibride e diverse di identità. Non solo: in un mondo postmoderno, caratterizzato da forme di consumo che identificano, assume peso l’italofilia di chi ama la cultura italiana, consuma prodotti italiani, venendone influenzato negli atteggiamenti e comportamenti. In sintesi, se l’italianità sta in Italia, l’italicità sta nel mondo. È anche per questo che l’iniziativa nasce a Mar del Plata, in Argentina, dove la presenza di italici è altissima. Lì anche il grande Borges sosteneva di sentirsi straniero perché non aveva sangue italiano. (focus\aise) 

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