UNO SGUARDO SULLA PREVIDENZA ITALIANA ALL’ESTERO

UNO SGUARDO SULLA PREVIDENZA ITALIANA ALL’ESTERO

ROMA – focus\ aise\ - È iniziata il 15 ottobre scorso la seconda campagna di certificazione dell’esistenza in vita 2018 che coinvolgerà i pensionati italiani residenti in Europa e Africa. Citibank, l’istituto che dal 2012 si occupa del pagamento delle pensioni all’estero per conto dell’Inps, ha iniziato ad inviare i moduli agli anziani connazionali che dovranno rinviarli entro il termine prescritto per continuare a percepire la pensione. Nel dare annuncio della nuova campagna, Citi precisa anche che "a seconda delle circostanze, alcuni pensionati potrebbero in ogni caso venire esclusi dalla campagna di certificazione dell’esistenza in vita 2018, su indicazione di INPS". I pensionati residenti nei Paesi non coinvolti in questa fase verranno inclusi nella successiva campagna di esistenza in vita che inizierà nel primo trimestre del 2019.
In tema di previdenza però questa settimana è arrivata anche la denuncia del Coordinamento Esteri della Confsal Unsa, che ha portato all’attenzione della Farnesina la doppia imposizione fiscale che grava sui dipendenti del Ministero in Danimarca. "Di fronte alla totale disattenzione italiana, le autorità fiscali danesi hanno mano libera sull’interpretazione della Convenzione tra la Repubblica Italiana e il Regno di Danimarca, stipulata proprio per evitare la doppia imposizione fiscale. Naturalmente ci vorrebbe qualcuno che facesse rispettare i patti".
Al contrario l’Italia è riuscita a farsi valere in Svizzera, dove lo scorso 30 settembre è scaduto l’ultimo termine per la presentazione delle autodenunce fiscali da parte di coloro che, residenti nella Confederazione, avevano nascosto al fisco elvetico il possesso beni mobili (conti finanziari e assicurazioni vita) ed eventualmente proprietà immobiliari (case e terreni) di cui, incidentalmente, fosse venuta a conoscenza l’Amministrazione Federale delle Contribuzioni (AFC). La stessa AFC ha comunicato che, per la prima volta, a fine settembre è già avvenuto lo scambio di informazioni relative a circa due milioni di conti finanziari.
Se si parla di previdenza non si può non considerare il lavoro silenzioso che tanti patronati italiani svolgono all’estero. Come l’Enasc, l’Ente nazionale di assistenza sociale ai cittadini, il patronato promosso dall’Unsic che già conta su seicento sedi in Italia, tredici all’estero ed è pronto a sbarcare a Londra. L’annuncio viene da Domenico Mamone, 45 anni, calabrese, presidente dell’Unsic, che questo fine settimana si è recato nella capitale inglese per inaugurare il quattordicesimo ufficio estero dell’organizzazione con sede centrale a Roma. A Londra mamone ha incontrato la comunità italiana, che oggi conta oltre 700mila connazionali nel Regno Unito, di cui circa 315mila registrati all’Aire. Lo scorso anno si sono trasferiti oltremanica circa 51mila italiani, di cui poco meno di 25mila neoiscritti all’Aire. Tra le professionalità italiane più presenti nel Regno Unito, secondo i dati del Migrant Advisory Committee del governo, ci sono i dottori e gli infermieri: oltre un migliaio i primi, circa 2.900 i secondi.
Infine si registra un successo italiano in Europa. Agostino Siciliano, segretario nazionale della Uil Pensionati e già componente della direzione Ferpa, durante l’ottavo Congresso Ferpa che si è tenuto a Bruxelles è stato eletto all’unanimità segretario generale della Federazione europea dei pensionati e delle persone anziane. (focus\aise) 

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