VERSO IL CONSIGLIO EUROPEO: CONTE IN PARLAMENTO

VERSO IL CONSIGLIO EUROPEO: CONTE IN PARLAMENTO

ROMA\ aise\ - La nuova Commissione Ue, la politica monetaria e la eventuale procedura di infrazione contro l’Italia, la Brexit e le sfide dell’Unione. Questi, in sintesi, i temi toccati dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenuto questa mattina alla Camera alla vigilia del Consiglio europeo di domani.
Nell’intervento, che oggi pomeriggio replicherà in Senato, Conte ha sostenuto che “quello delle nomine dei vertici istituzionali europei sarà il tema centrale che affronteremo al prossimo Consiglio europeo” e che “è di fondamentale importanza che emerga da parte delle istituzioni europee un segnale ai cittadini circa le capacità di tenere conto della domanda di cambiamento emersa dal voto del 26 maggio in tutto il continente, seppure espressa in forme differenti”.
L'Ue “deve riuscire a decidere non solo da chi ma anche in quale direzione essere guidata e queste decisioni devono essere equilibrate e devono essere efficaci”. Quanto all'aspettativa italiana, ha aggiunto, “ho avuto modo di affermare in varie sedi che l'Italia auspica per sé, in linea con il suo ruolo nella storia e nel futuro dell'Europa, un portafoglio economico di prima linea”.
All’ordine del giorno anche decisione sull'Agenda strategica, cioè il “documento che contiene, ad ogni avvio di legislatura europea, linee programmatiche in cui si riconoscono i 28 Stati membri” e che, secondo Conte, dovrebbe considerare “prioritari” cinque obiettivi: governance europea e multilivello della migrazione; completamento del pilastro dei diritti sociali; un budget dell'Eurozona dotato anche di funzioni di stabilizzazione; incentivi agli investimenti pubblici produttivi; politiche ambientali ed economia circolare.
Auspicato un “bilancio pluriennale all'altezza della situazione”, e citato il tema ambientale – “sull'ambiente occorre rispettare le regole europee ed il principio di responsabilità verso i cittadini e fra generazioni”, ha detto tra l’altro Conte – il Premier ha aggiunto che il Consiglio europeo “esprimerà inoltre, sulla scia delle conclusioni di quello di marzo, un invito ad accrescere la consapevolezza e a rafforzare la resilienza delle nostre democrazie rispetto alla disinformazione, incoraggiando la Commissione europea ad una valutazione sull'attuazione da parte delle piattaforme online degli impegni assunti al riguardo”. L’Italia, ha sostenuto in proposito, ritiene “essenziale uno sforzo europeo coordinato che tenga conto della natura complessa, plurale del problema. Condividiamo con i partner europei l'esigenza di intensificare il coordinamento europeo sugli attacchi cibernetici”.
Quanto all’allargamento, “processo di cui l'Italia è tradizionalmente sostenitrice perché crediamo che sia un importante motore per promuovere pace e stabilità, prosperità e sicurezza anche nel nostro vicinato, nell'interesse geostrategico dell'intero continente”, per Conte è “essenziale preservare la credibilità del processo di allargamento, sia sostenendo ulteriori progressi di Serbia e Montenegro nel negoziato di adesione, sia lavorando affinché entro ottobre di quest'anno - prospettiva temporale decisa proprio ieri dal Consiglio affari generali - possa esserci una decisione favorevole all'apertura dei negoziati di adesione con Albania e Repubblica di Macedonia del Nord. Un rapido avvio dei negoziati di adesione con Tirana e con Skopje darebbe un segnale di forte attenzione europea verso l'intera regione, ridando slancio alla prospettiva europea di quei due Paesi e contribuendo così ad evitare derive rispetto al percorso di progressiva integrazione e anche rispetto alla prospettiva di una maggiore stabilità regionale”.
Infine, il dossier Brexit: “da parte italiana - lo sapete bene - il 20 maggio scorso è stato convertito in legge, anche da voi quindi, il decreto-legge cosiddetto “Brexit”, che prevede, in particolare in caso di no deal, misure di messa in sicurezza nei settori dei diritti dei cittadini, dei servizi finanziari e del trasporto aereo. La settimana scorsa abbiamo riunito la cosiddetta “task-force Brexit” a Palazzo Chigi per fare un tagliando alle misure di preparazione al no deal. L'Italia resta impegnata per una Brexit ordinata attraverso un accordo di recesso e per costruire una relazione futura profonda e ambiziosa con il Regno Unito dopo l'uscita dall'Unione europea. Non di meno, alla luce degli ultimi sviluppi occorsi a Londra, è importante che cittadini, imprese e tutti i soggetti interessati alla Brexit utilizzino i mesi di proroga, che, lo ricordo, è al 31 ottobre 2019, per prepararsi a qualsiasi scenario, incluso quello davvero poco auspicabile di un'uscita senza accordo”.
Conte ha quindi richiamato il “principio di responsabilità” riferendosi al “rapporto con l'Europa in ambito economico e finanziario. Mi riferisco, in particolare, alla raccomandazione e al rapporto della Commissione che potrebbero condurre a una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia ma anche al completamento dell'Unione economica e monetaria. Quest'ultimo tema sarà al centro di un Euro summit venerdì 21 giugno che, riteniamo, debba assumere decisioni non divisive e con un'adeguata base politica e tecnica che spetta all'Eurogruppo e al consiglio Ecofin assicurare. Non riteniamo che vi siano ancora i giusti presupposti in merito, non riteniamo appropriato che i Capi di Stato e di Governo decidano senza un'adeguata base tecnica e un approccio consensuale su misure incisive e di media e lunga durata come la riforma del Trattato del meccanismo europeo di stabilità, lo schema europeo di garanzia sui depositi, cosiddetto “EDIS”, e il budget dell'Eurozona”.
“L'Accordo di dicembre 2018 – ha ricordato Conte – prevedeva che fossero predisposte entro giugno 2019 le conseguenti revisioni al Trattato sul MES. L'Eurogruppo del 13 giugno ha raggiunto un ampio consenso sulla bozza di testo del Trattato rivisto sulla base del quale verrà definita nella seconda parte dell'anno, auspicabilmente, la documentazione di secondo livello prevista dal Trattato stesso. Secondo l'Accordo raggiunto, su richiesta, in particolare, di Italia e Germania, le procedure per le ratifiche nazionali saranno avviate solo quando tutta la documentazione sarà stata concordata e finalizzata e questo - la previsione - nel prossimo mese di dicembre”.
Le questioni di maggior rilievo, ha riassunto il Premier, riguardano la revisione delle linee di credito precauzionali, rapporti e divisione dei ruoli tra Commissione e MES; questioni legate al debito, il cosiddetto common backstop.
Quanto al tema della procedura di infrazione “ho avuto modo di affermare, anche pubblicamente, che siamo tutti determinati a evitarla, ma anche che siamo ben convinti della nostra politica economica. Su queste basi – ha sottolineato – intendiamo mantenere un dialogo costruttivo con l'Unione europea e queste nostre determinazioni e disponibilità le sto rappresentando con chiarezza anche ai vertici istituzionali dell'Unione, ai miei omologhi”.
L'Italia, ha assicurato il Premier, “intende rispettare le regole europee senza che ciò impedisca che, come Paese fondatore e terza economia del continente, ci facciamo anche portatori di una riflessione incisiva su come adeguare le regole stesse affinché l'Unione sia attrezzata ad affrontare crisi finanziarie sistemiche e globali e assicuri un effettivo equilibrio tra stabilità e crescita, tra riduzione e condivisione dei rischi. Binomi, questi, che sono complementari, non possono essere assunti in contrasto tra loro, come continuano a sostenere i fautori di un approccio procedurale che ha costretto l'Europa a criticare ex post proprie decisioni e misure che sono, poi, i cittadini europei ad aver pagato e a rischiare di pagare anche in prospettiva. Il che comporta un prezzo molto elevato, non solo per la coesione sociale ed economica di interi Stati membri, ma - se mi permettete di riassumere infine - per la credibilità stessa del progetto europeo; una credibilità – ha concluso – che pure i fautori dell'austerity a oltranza dichiarano, almeno a parole, di avere a cuore”. (aise) 

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