VITA DA AMBASCIATORE

VITA DA AMBASCIATORE

ROMA – focus/ aise - L’ambasciatore d'Italia a Washington DC, Armando Varricchio, ha aperto ieri, 14 ottobre, i lavori del webinar sulla transizione energetica dopo il Covid (The energy transition scenario after Covid).
La discussione, grazie agli interventi di personalità del mondo scientifico e imprenditoriale, ha permesso di focalizzare l’attenzione dei partecipanti sulle sfide poste dalle cosiddette 3D: decarbonizzazione, decentralizzazione e digitalizzazione della produzione, distribuzione e consumo di energia nel mondo post-Covid.
La drastica riduzione delle emissioni e dei consumi causata dalla pandemia deve aprire la strada ad un rinnovato impulso per assicurare la sicurezza delle forniture energetiche, creare nuovi posti di lavoro e raggiungere il traguardo della climate neutrality nel 2050.
Tutti obiettivi per i quali, ha ricordato l’ambasciatore Varricchio, “l’Italia lavorerà nel 2021 sia nel quadro della Presidenza del G20 che nell’esercizio della co-presidenza della COP26”. L’ambasciatore ha poi proseguito sottolineando come “anche in questo campo Italia e USA possano fornire un contributo determinante grazie agli investimenti effettuati dal settore privato nello sviluppo di tecnologie pulite e all’operato di numerosi centri di ricerca, università e istituzioni sui due lati dell’Oceano”.
I panelist di alto livello - Sally Benson, direttrice dello Stanford Precourt Institute for Energy; Robert Armstrong, direttore della MIT Energy Initiative; Mike Howard, direttore dell'Electric Power Research Institute; Marco Margheri, senior vice presidente di ENI per le Relazioni Internazionali; ed Enrico Viale, direttore Enel North America - moderati da Rachel Frazin, giornalista di The Hill, hanno arricchito la discussione con la prospettiva dei propri istituti e aziende, sottolineando l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato e come il futuro del pianeta dipenda dalle scelte che compiremo oggi a tutti i livelli (anche a quello dei singoli consumatori) in tema di produzione e consumo di energia.
Il webinar si è svolto su Zoom e in diretta sul canale Facebook dell’Ambasciata, al quale si sono collegate più di 600 persone e dove è ancora possibile rivedere il video, nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile, organizzato da ASVIS.
L’Ambasciatore d’Italia in Svizzera, Silvio Mignano, ha accolto e ha preso in temporanea consegna 27 beni culturali di inestimabile valore storico ed artistico, che tornano dunque all'Italia dalla Svizzera.
Si tratta di un busto di marmo che rappresenta una figura maschile nuda parzialmente coperta da una clamide, verosimilmente databile tra il I secolo a.C. e il primo secolo d.C., restituito dall’Ufficio Federale di Cultura a seguito di confisca, e di 26 reperti di epoca etrusca raccolti tra il 1965 ed il 1968 nell’arcipelago toscano da un cittadino svizzero nel frattempo deceduto.
L’Ambasciatore Mignano ha colto l’occasione per sottolineare ancora una volta l’eccellente collaborazione tra le autorità italiane e quelle elvetiche anche nel campo della salvaguardia del patrimonio culturale. L’Ambasciatore ha inoltre espresso i suoi ringraziamenti al Vice Comandante del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), Col. Danilo Ottaviani, che ha presenziato alla restituzione dei beni, elogiando l’operato del Comando TPC nelle attività finalizzate alla tutela ed al recupero del patrimonio artistico italiano. Il Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale è stato istituito nel 1969 e da allora opera, in stretto raccordo con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, per la sicurezza e la salvaguardia del patrimonio culturale nazionale attraverso la prevenzione e la repressione delle violazioni alla legislazione di tutela dei beni culturali e paesaggistici.
Ambasciatore italiano a Kiev, Davide La Cecilia il 10 ottobre scorso ha vistato il Centro Nazionale di Restauro di Kiev - con cui l’Italia collabora – per vedere i progressi nel restauro della Cattura di Cristo attribuibile al Caravaggio o alla sua Scuola, dipinto, che sarà esposto per il 450° anniversario della nascita del pittore il 29 settembre 2021.
“È un lavoro estremamente delicato e prezioso quello che viene condotto qui grazie all’impegno della Direttrice Strelnikova e degli esperti restauratori”, ha commentato La Cecilia. “Da tempo seguiamo questo dipinto” ha proseguito l’Ambasciatore, osservando da vicino i lavori di restauro in corso sulla tela trafugata dal Museo di Arte Occidentale e Orientale di Odessa nel 2008 e ritrovata, fortemente danneggiata, due anni dopo.
“Il quadro è tuttora sotto sequestro in quanto elemento probatorio nell'ambito dell'indagine penale relativa al furto, ma ci auguriamo che presto il pubblico possa tornare ad ammirarlo”, ha affermato l’Ambasciatore, ribadendo la “disponibilità da parte italiana a fornire supporto sia alle operazioni di ripristino della tela, sia a quelle di ricerca e di analisi per giungere all’eventuale conferma dell’attribuzione al Caravaggio o alla Scuola dei Caravaggeschi”.
“Si tratta di una vicenda affascinante e di estremo interesse, alla quale anche da parte ucraina, ai più alti livelli, si guarda con attenzione. Una più attiva collaborazione tra i due Paesi per ridare vita a questo dipinto, con l’esito auspicato di una identificazione di tale prestigio, rappresenterebbe un successo per tutti”, ha concluso l’Ambasciatore. (focus\ aise) 

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