VITA DA EMIGRANTE

VITA DA EMIGRANTE

ROMA – focus/ aise - “L’America e la Mia Gente”, novità letteraria fresca di stampa edita da MnM print edizioni, è la prima traduzione italiana dell’opera di Mario B. Mignone “The Story of My People - From Rural Southern Italy to Mainstream America” (Bordighera Press 2015). Un’autobiografia e insieme un racconto dell’esperienza di emigrazione vissuta in prima persona negli Stati Uniti del secondo Novecento.
Tutto ha inizio da una fotografia che ritrae il gruppo familiare dell’autore davanti alla Basilica di San Pietro nello stesso giorno della partenza per l’America (1960). Non più gli interminabili viaggi transoceanici per mare, ma un volo aereo che letteralmente scaraventa il protagonista e la sua famiglia nelle braccia del sogno americano durante gli anni del suo fulgore, ma anche delle lotte civili e di quella rivoluzione culturale che di lì a poco avrebbe contagiato l’intero Occidente. Operaio, studente lavoratore, giovane universitario italoamericano in marcia nella New York degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. L’esperienza fondamentale del City College di Harlem, l’approdo all’università, coronamento di un sogno per lui e i suoi fratelli, e orgoglio dei genitori che hanno avuto il coraggio di abbandonare il proprio podere sopra una collina nei dintorni di Benevento per ricongiungersi con l’altra metà della famiglia già negli Stati Uniti da decenni. Un racconto che sa di epopea, ma che alla fine invita anche a riflettere su cosa vuol essere oggi la società italoamericana.
Mario B. Mignone, nato a San Leucio del Sannio e cresciuto in contrada Gran Potenza, alle porte di Benevento, è professore emerito alla State University of New York (SUNY) di Stony Brook, Long Island.
Fondatore e direttore del Centro Studi Italiani presso la stessa università, membro di varie istituzioni accademiche operanti tra Stati Uniti e Italia. Direttore della rivista “Forum Italicum” e della collana di libri Filibrary. A proposito di vite di emigranti, dopo il Belgio, la Germania, la Francia, la Spagna, l'inchiesta sui nuovi italiani all’estero promossa da FILEF Nuova Emigrazione Belgio e EPN asbl sbarca nel Granducato di Lussemburgo.
In partenariato con Espatriando Lussemburgo, Libreria italiana del Lussemburgo, e PassaParola Magazine, Filef e Epn hanno prodotto un questionario (anonimo) rivolto alla nuova emigrazione italiana, cioè a quegli italiani arrivati in Lussemburgo dal 2014 in poi.
Come per le precedenti, anche l’obiettivo di questa nuova indagine è quello di conoscere meglio le problematiche delle italiane e degli italiani che hanno deciso di trasferirsi all'estero. Infine una brutta storia che vede protagonista un giovane italiano in Austria, ma che coinvolge tutta la comunità: al centro dello scandalo c’è McDonald’s. Questa volta l'incidente è accaduto a Vienna, il 9 luglio scorso.
"Ciao mafioso, prova ora il nostro nuovo panino Bacon della casa, Bella Italia", questo il messaggio che un ragazzo siciliano di 30 anni, che abita a Vienna per motivi di lavoro, ha ricevuto da McDonald’s. Il giovane non credeva ai propri occhi quando, dall’applicazione della più famosa catena di fast food al mondo, ha letto la parola “mafioso”. L’intenzione di McDonald’s era certamente quella di invogliare gli utenti a provare, in Austria, un nuovo panino ispirato alla cucina tipica mediterranea. E lo ha fatto accostando la parola Italia a mafia. Così il giovane siciliano ha scritto una lettera indirizzata al colosso dei panini: "Da assiduo cliente del vostro fast food, vi prometto che non mi vedrete più nei vostri ristoranti, né me, né i miei amici, né la mia famiglia. La notifica che mi avete inviato stamattina è la più offensiva e discriminatoria pubblicità che io abbia mai visto in vita mia". Nella missiva l'uomo fa riferimento anche a tutte le vittime di mafia che hanno sofferto o hanno sacrificato la propria vita per combattere Cosa nostra. Con questa pubblicità “gli avete mancato di rispetto” scrive.
“Come osate associare tutti gli italiani a un branco di criminali? Sapete che molti giovani italiani hanno lasciato le loro case, le loro famiglie e i loro amici per trovare un lavoro onesto e una vita migliore? Pensate che chiamare a caso un ragazzo italiano “mafioso” vi faccia vendere più panini?”. In realtà, fa sapere McDonald’s Austria attraverso una nota, si è trattato di un errore: "In occasione del lancio di un nuovo panino al Bacon, McDonald’s Austria ha utilizzato una creatività basata sulla parola tedesca “mamfen” che significa “goloso”. Per errore, nella traduzione inglese di questo gioco di parole, è stata usata la parola “mafioso”. McDonald’s Austria si dichiara sinceramente dispiaciuta e si scusa per aver veicolato un messaggio che è risultato "offensivo". (focus\ aise) 

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