VIVA LA 500! L’ICONICA AUTOMOBILE FA LA STORIA AL MOMA – DI FRANCESCA BEZZONE

VIVA LA 500! L’ICONICA AUTOMOBILE FA LA STORIA AL MoMa – di Francesca Bezzone

LOS ANGELES\ aise\ - "L'iconica FIAT 500, simbolo del rinascimento economico post-bellico italiano, è entrata a far parte della collezione permanente del MoMA lo scorso anno, ma il 2019 porta ancora più lustro alla piccola quattroruote italiana, in quanto sarà uno dei pezzi centrali della mostra The Value of Good Design. L’esibizione si terrà dal 10 febbraio al 27 maggio e", come riporta Francesca Bezzone in un articolo pubblicato sulla versione on line de L’Italo Americano di Los Angeles, "racconterà la straordinaria storia del design industriale, una storia fatta di bellezza, storia ed eccezionale versatilità.
Un grande risultato per la nostra amata 500, un'auto la cui immagine parla ancora degli anni del boom economico italiano, dei momenti di spensierata felicità dopo decenni di povertà, guerra e angoscia.
Martino Stierli, Philip Johnson Chief Curator of Architecture and Design del MoMA, ha dichiarato a Repubblica che "la Fiat 500 è un’icona della storia dell’automobile che ha cambiato per sempre il modo di disegnare e di produrre auto in Italia. Per questo", ha continuato Stierli, "abbiamo aggiunto questo capolavoro quotidiano alla nostra collezione: ci consente di ampliare il racconto del MoMA sulla storia del design automotive". Il MoMA si è espresso anche con la scelta della 500 da esporre, selezionando un modello di serie F, uno dei più comuni, che rappresenta bene la bellezza e l'innovazione straordinaria che l’auto incarnava quando apparve per la prima volta.
Ma in questi primi giorni del 2019, la FIAT 500 fa titolo, come detto, soprattutto per la sua presenza nella mostra The Value of Good Design, dove salgono sul palcoscenico le creazioni più influenti che hanno cambiato la vita degli ultimi 80 anni, dagli elettrodomestici alle auto, dal vetro alla ceramica, alle attrezzature sportive e ai giocattoli. Traendo ispirazione dalle mostre del MoMA dagli anni '30 agli anni '50, l'idea dei curatori è di mostrare come il buon design sia andato di pari passo con l'innovazione tecnologica per creare prodotti che fossero finalmente alla portata di tutti: una celebrazione della bellezza, quindi, ma anche del fenomeno tipicamente moderno della democratizzazione del mercato. Mettendo un accento sui valori centrali della società del XX secolo, The Value of Good Design vuole stimolare una riflessione e coinvolgere il pubblico con considerazioni su ciò che oggi consideriamo "buon design".
La FIAT 500 è un vero simbolo del sorprendente valore del design in un contesto sociale. Dal punto di vista del prezzo, è stata la prima vettura accessibile a tutti, grazie a una saggia scelta dei materiali, economici ma di qualità, utilizzati per creare un prodotto affidabile. La produzione iniziò nel 1957, con oltre 4 milioni di modelli venduti in tutto il mondo tra quella data e il 1975. Le scelte di design furono essenziali per renderla così popolare, perché la FIAT 500 non era solo più economica di altre auto, ma anche estremamente attraente da un punto di vista estetico: era divertente e colorata, proprio ciò di cui il mondo aveva bisogno dopo l'oscurità e il dolore degli anni della guerra e delle difficoltà economiche.
La mente dietro di essa fu quella di Dante Giacosa, che iniziò a lavorare per la FIAT nel 1927 e che aveva già ideato l'originale FIAT Topolino, il precursore della 500; nella sua mente, la 500 doveva essere la perfetta city car, piccola e facile da guidare e parcheggiare, ma con un sacco di spazio per soddisfare i bisogni e le necessità di una società in forte espansione e improvvisamente più ricca. Nonostante le sue piccole dimensioni, la 500 offriva un sacco di spazio interno, sufficiente per ospitare 4 passeggeri. Il design leggero e compatto del suo corpo ne fece un modello anche dal punto di vista estetico: non era solo funzionale, ma era bella e la gente la comprava anche per quello. La FIAT fu all’altezza delle aspettative con la sua piccola auto nuova, creando una varietà di modelli, tra cui una versione cabriolet, una vera bellezza da guardare e da guidare.
Oggi, il design originale della 500 è un pezzo da collezione, con milioni di estimatori in tutto il mondo; in Italia, non è raro imbattersi in fan club della 500 e in raduni, dove gli appassionati proprietari guidano e mostrano i loro modelli restaurati e perfettamente mantenuti a una comunità di estimatori.
Tutto ciò testimonia il vero successo del lavoro di Giacosa e dell'idea che ne è alla base: un'attenta scelta dei materiali, associata a un design innovativo ma pratico, porta a prodotti che non solo sono destinati ad avere successo, ma anche a durare nel tempo. Dopo anni in cui lo stile della 500 è cambiato completamente e la macchina non assomigliava più all'originale, i modelli di oggi non sono altro che una moderna rivisitazione della vettura meravigliosamente equilibrata che Giacosa aveva concepito tanti anni fa, con lo stesso fascino e, potrei dire, con la stessa capacità di regalare un sorriso sul volto di chi la guardava e la guidava.
Perché, non dimentichiamolo, uno dei punti vincenti della FIAT 500 originale era proprio questo: portava un sorriso. È stata la prima vettura ad abbandonare il design elegante ma severo dei modelli degli anni '30 e '40 come la Balilla, la Ford 7W o la Citroën 7, per abbracciare un approccio più bizzarro nell'estetica automobilistica, un approccio fatto di linee morbide, colori e comfort finalmente a disposizione del mercato di massa.
Il mondo degli anni '50 veniva da 20 anni di lotte e guerre, durante i quali si era persa la fiducia nel futuro e la paura era diventata la norma. Poi la guerra finì e iniziò la ricostruzione economica e sociale: improvvisamente c'era la speranza di una vita migliore. Con essa arrivò un approccio completamente nuovo alla vita di tutti i giorni e una sete di miglioramento, di novità, di progresso: c'era un vero bisogno di vivere la vita fino in fondo, finalmente senza paura per il futuro. È in questa incredibile atmosfera che è stata concepita la FIAT 500 e il suo design la rispecchia: era robusta e costruita per durare, ma con un prezzo basso, in modo che tutti potessero godere dei vantaggi pratici di possedere un'auto. Era di piccole dimensioni e di facile manutenzione, ma offriva molto spazio in modo che un'intera famiglia di quattro persone potesse viaggiare, per fare brevi gite in campagna, o persino al mare, più facile da raggiungere. Con il suo aspetto compatto e arrotondato, la FIAT 500 aveva un aspetto amichevole e alla mano che ha attratto e affascinato i consumatori e ha ben incarnato i bisogni e i gusti di una società che cercava un po' di spensierato divertimento dopo l'oscurità della guerra.
Le ragioni della presenza della FIAT 500 nella collezione permanente del MoMA e nella mostra The Value of Good Design sono molte, ma forse è proprio in questo aspetto socialmente innovativo e in qualche modo liberatorio del suo design che dovremmo cercare il suo valore più profondo. Nel 1957, Giacosa dimostrò che il buon design poteva essere per tutti e che la bellezza, l’utilità e la qualità potevano essere accessibili a tutte le tasche. Oserei dire che c'è qualcosa di molto antico - e in qualche modo molto italiano - in questo atteggiamento, qualcosa che ci riporta ai nostri antenati e al modo in cui ottenevano il meglio dalle cose più umili e creavano la bellezza con l'unica ricchezza della loro creatività e del loro senso pratico.
Ecco perché la FIAT 500 non è solo un simbolo dell'eccellenza del design italiano, ma anche dell'atteggiamento tipicamente postbellico di cercare e trovare il lato positivo e solare della vita: guidarne una, in quegli anni, era come sorridere al futuro.
Vedere una vecchia FIAT 500 riporta un po' di quel senso di ammirazione e fiducia in ciò che verrà, caratteristico degli anni '50 e '60: qualcosa di cui, senza dubbio, oggi abbiamo molto bisogno.
The Value of Good Design (Il valore del buon design) fa parte del calendario primaverile del MoMA. Si aprirà il 10 febbraio 2019 e durerà fino al 27 maggio. Per maggiori informazioni e biglietti visitate www.moma.org". (aise)


Newsletter
Archivi