WOMEN HERITAGE WALK 2020: CINQUE DONNE ITALIANE NEL DESERTO - DI ADRIANA RANALLI E GIACINTA ACERBI

WOMEN HERITAGE WALK 2020: CINQUE DONNE ITALIANE NEL DESERTO - di Adriana Ranalli e Giacinta Acerbi

DUBAI\ aise\ - "Si è da poco conclusa la Women Heritage Walk, quest’anno alla sua sesta edizione. Cinque giorni di cammino nel deserto alla scoperta delle più profonde tradizioni emiratine, insieme a donne da tutto il mondo. L’iniziativa è nata nel 2015, grazie a Jody Ballard, americana, e Asma Sedeeq Al Mutawa, emiratina". Adriana Ranalli e Giacinta Acerbi facevano parte delle "Sand Sisters" con un team che per la prima volta ha visto cinque donne di nazionalità italiana partecipare all’evento.
Adriana e Giacinta hanno condiviso con i lettori di Dubaitaly.com la loro esperienza in un articolo pubblicato oggi dal portale di informazione in lingua italiana.
"Un viaggio sulle orme degli antenati degli Emirati Arabi
La Women Heritage Walk è un trekking culturale annuale di cinque giorni, da Abu Dhabi ad Al Ain, negli Emirati Arabi Uniti. La camminata, di 125 km, ricrea il viaggio stagionale fatto dagli antenati: dalla costa all’oasi nell’entroterra, dove le famiglie si univano tradizionalmente alla raccolta dei datteri e godevano del clima più fresco di Al Ain, durante i mesi più caldi dell’anno. Istituita nel 2015, la Women’s Heritage Walk è un’esperienza di vita che accompagna le partecipanti in un viaggio attraverso la storia, le collega al patrimonio e alla cultura degli Emirati Arabi e le aiuta a stringere legami più profondi con sé stesse e con gli altri, attraverso lo sviluppo fisico, mentale ed emotivo.
Per la prima volta un gruppo italiano
Per la prima volta quest’anno, la Women Heritage Walk ha visto il coinvolgimento di cinque Sand Sisters di nazionalità italiana. Vivono all’estero e hanno scelto di ritrovarsi negli Emirati Arabi per condividere una "once in a lifetime experience". Adriana arriva da Baku (Azerbaijan), ma ha vissuto per alcuni anni a Dubai come Giacinta, ora rientrata a Milano. Cristiana ha raggiunto il gruppo da Dallas (Texas) mentre Milena da Phuket (Tailandia). Unica presenza ancora "locale" è Marta, che vive con la famiglia a Dubai. Ancora una volta gli Emirati Arabi si confermano un hub internazionale in cui è naturale darsi appuntamento per vivere esperienze uniche in contesti multiculturali, sempre pronti all’accoglienza.
Adriana Ranalli: "Ho partecipato alla recente edizione di Women Heritage Walk 2020 perché ho amato il deserto sin dal primo camping fatto con famiglia e amici, anni fa. Poter ripetere l’esperienza prolungata per cinque giorni, con una forte componente culturale, mi è sembrata un’occasione da non perdere. Con la cara amica Giacinta e altre tre italiane abbiamo arricchito il team delle sessanta Sand Sisters, di varie nazionalità: da emiratine a siriane, palestinesi, libanesi, svedesi, australiane, canadesi, svizzere, francesi, belga e molte altre ancora. 125 km in cinque giorni per raggiungere le oasi di Al Ain, partendo da Abu Dhabi. Circa 25/30km giornalieri di cammino tra le dune, percorrendo una traccia segnata dalle bandiere degli Emirati Arabi per conquistare, prima del tramonto, il campo preparato per la notte. La sfida è stata fisica e mentale, in una cornice magica di solidarietà femminile e di rievocazione delle tradizioni nomadi emiratine. Dal rituale del tè alla preparazione del caffè, all’ascolto delle testimonianze di meravigliose donne che oggi arricchiscono il panorama culturale e lavorativo degli Emirati Arabi. Poi l’osservazione delle stelle, guidata dagli astronomi del centro astronomico di Al Ain, e ancora la sensibilizzazione per il recupero e il salvataggio dei cani Saluki, razza autoctona del deserto. Ai tanti cammelli e gazzelle che incontravamo nel nostro cammino. La componente culturale ha giocato un ruolo molto forte a mio parere, perché oltre a distrarci dalla fatica, ci ha permesso di conoscere e approfondire aspetti legati alla vita del deserto che per tanti turisti o residenti nei Paesi del Golfo sono poco conosciuti. E poi lo spirito di squadra, la voglia di raggiungere la meta insieme alle tue Sand Sister, o anche la discussione preliminare su quale strategia adoperare per affrontare meglio questa o quella duna, per alleggerire il cammino o semplicemente per alleviare il dolore ai piedi. Momenti di goliardia misti a tanta tenacia. La condivisione dei gesti quotidiani con donne di molteplici culture e religioni ha rappresentato per me un altissimo valore aggiunto di questa marcia. La consiglio vivamente a chi avesse la possibilità di staccare la spina per qualche giorno e volesse entrare in simbiosi con il deserto, tanto inospitale all’apparenza ma così ricco di storie e di vita".
La parola alle fondatrici della Women Heritage Walk
"Sono arrivata ad Abu Dhabi nel 2010 – ci ha spiegato Jody Ballard – e mi sono resa conto che sapevo molto poco di questa regione, della sua cultura e del suo patrimonio. Ho iniziato a leggere tutto ciò che ho potuto sulla storia e ho scoperto questo "spostamento" stagionale ad Al Ain, che veniva fatto dalla popolazione locale durante il periodo più caldo dell’anno. L’ho trovato intrigante. Poi, nell’ottobre 2011, ho letto un articolo sulla prima pagina del The National che parlava di un avventuriero, Adrian Hayes, il quale aveva appena seguito le orme di Wilfred Thesiger. Ho studiato questo articolo e ho pensato: dov’erano le donne? Come era per loro percorrere questa distanza in stato di gravidanza o con bambini e anziani? Io mi occupo di programmi per il benessere delle donne sin dai primi anni Novanta e sapevo che sperimentare la difficoltà di camminare nel deserto avrebbe giovato le donne, permettendo di conoscere molte usanze e abitudini beduine e di creare un legame, una piccola comunità femminile. I primi anni siamo state io e Brenda O’Regan a imparare questa lezione di perseveranza. Ci siamo poi avvicinate alla Salama Bint Hamdan Al Nahyan Foundation, alla DCA e siamo state premiate con il loro sostegno, che continua ancora oggi".
Asma Sedeeq Al Mutawa ci tiene a ricordare, prima di tutto, le parole dello Sceicco Zayed Bin Sultan Al Nahyan, fondatore degli Emirati Arabi Uniti: "Chi non conosce il proprio passato – diceva lo Sceicco – non può trarre il meglio dal presente e dal futuro, perché è dal passato che impariamo".
"Io credo che vivere la propria verità significhi viverla in ogni luce – ci spiega invece Asma Sedeeq Al Mutawa -. Leggere della propria storia o sentirne parlare è molto diverso dallo sperimentarla fisicamente sulle stesse orme di coloro che erano qui prima di noi. Coloro che ci hanno dato gli strumenti per arrivare dove siamo oggi. Camminare nei deserti degli Emirati Arabi, da Abu Dhabi ad Al Ain, mi ha insegnato la pazienza con me stessa e con le mie sorelle di cammino, al mio fianco, la perseveranza mentale e fisica, un profondo apprezzamento e gratitudine per la mia cultura e la mia identità che si basano sull’ospitalità e che permettono a tutti di sentirsi i benvenuti, come in una famiglia. Quando si percorre una stessa strada con un obiettivo collettivo, lo si fa armoniosamente, proteggendosi e aiutandosi a vicenda, liberandosi dei propri averi, perché tutto appartiene a tutti. Alla fine, si raggiunge la meta con un solo cuore e le mani unite. Che risultato! La Women Heritage Walk è più che una camminata, è il senso più profondo della vera appartenenza"". (aise)


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