2017: UN ANNO DI IMPORTANTI APPUNTAMENTI – DI MARCO BASTI

2017: UN ANNO DI IMPORTANTI APPUNTAMENTI – di Marco Basti

BUENOS AIRES\ aise\ - “Sono già trascorsi i primi 18 giorni del nuovo anno, di questo 2017, che si annuncia ricco di eventi, avvenimenti e anniversari importanti, per il mondo, per l’Argentina, per l’Italia, per la nostra comunità. Di anniversari importanti per il mondo ricordiamo, solo per fare qualche esempio, due centenari di eventi che sconvolsero il mondo: la Rivoluzione russa, e le apparizioni della Madonna a Fatima, nel Portogallo, che sarà celebrata con la presenza di Papa Bergoglio. E come appuntamento sul quale in questi giorni sono pieni i media e i social di tutto il pianeta, l’insediamento alla Casa Bianca, del 45º presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, un outsider della politica che arriva alla poltrona che alcuni ancora considerano la più potente della terra, circondato da polemiche di tanti che annunciano un cambiamento epocale nella politica internazionale, a partire dal giuramento del miliardario”. Inizia così l’editoriale con cui Marco Basti apre il nuovo numero della “Tribuna italiana”, il primo del 2017, anno in cui la storica testata edita a Buenos Aires festeggerà il suo quarantennale.
“In Argentina ci saranno i due appuntamenti elettorali - le elezioni interne aperte per leggere i candidati che tre mesi dopo parteciperanno alle elezioni legislative di medio termine, che tutti considerano determinanti per il futuro del governo di Mauricio Macri. Infatti, anche se si sa in partenza che non potrà ottenere una sua maggioranza in nessuna delle due camere, dovrà, minimamente, conservare il suo bottino di legislatori perché il risultato della tornata elettorale non sia visto come una sconfitta. Particolarmente importante saranno le elezioni nella Provincia di Buenos Aires dove probabilmente si candiderà, per il Senato, Jorge Macri, cugino del Presidente e figlio di Tonino Macri, il compianto ex vicesegretario del CGIE per l’America Latina. E se vogliamo contare come comunità, non possiamo essere indifferenti alle elezioni in Argentina.
Anche in Italia, molto probabilmente ci saranno elezioni. Infatti, la netta sconfitta subita da Matteo Renzi nel referendum per la riforma costituzionale, ha scatenato le dinamiche proprie della politica italiana, avviandola verso le elezioni. Una dinamica ardua da controllare e ancor più difficile da fermare. Si parla di elezioni a giugno o a ottobre e a condizionarne la data è specialmente la incertezza sulla legge elettorale, problema che dovrebbe essere risolto dal Parlamento, anche se alcuni preferirebbero affidarsi ad una sentenza della Consulta. Anche in caso di elezioni, gli italiani residenti all’estero saremo chiamati ad eleggere i nostri rappresentanti, deputati e senatori, visto che la riforma costituzionale non è passata, che dovranno - dovrebbero - essere la nostra voce e portare le nostre istanze a Roma.
Ma intanto l’Italia sarà sede di due importanti appuntamenti internazionali: le celebrazioni del 60º anniversario del Trattato di Roma, dal quale nacque l’attuale Unione Europea e il summit del G7, che si terrà a Taormina. Nell’attuale situazione internazionale, caratterizzata da numerose incertezze sia dei paesi dell’Unione (stallo di alcune economie, risorgere del populismo, migrazioni incontrollate, minaccia terroristica), sia del ristretto club delle potenze economiche occidentali (alle prese con le sfide di nuovi giganti economici, a cominciare dalla Cina), a cui si aggiungono gli interrogativi posti dall’arrivo di Trump alla Casa Bianca, i due vertici potrebbero finire nel nulla oppure segnare una svolta e in questo sarà fondamentale il ruolo della diplomazia e della politica italiana.
Ma non mancheranno le difficoltà, perché, oltre alle limitazioni che ha il governo presieduto da Gentiloni, per la sua situazione di obiettiva debolezza, ci saranno gli appuntamenti elettorali in Olanda, Francia e Germania (ed eventualmente in Italia) a condizionare ed eventualmente limitare la disponibilità di presidenti e premier a impegni molto precisi o a lunga scadenza.
E poi ci sono impegni, eventi e appuntamenti specifici della nostra comunità, oltre a quelli elettorali cui abbiamo accennato.
Uno è la visita, prevista per la prima metà di quest’anno, del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La seconda sarà il Congresso della Società Dante Alighieri, che si terrà nel mese di ottobre a Buenos Aires. La visita del Capo dello Stato italiano dev’essere ancora confermata: troppe volte in passato le visite presidenziali sono state annunciate e poi rinviate o sospese. Senza andare troppo indietro nel tempo, l’anno scorso Mattarella doveva arrivare in Argentina per le celebrazioni del Bicentenario dell’Indipendenza, arrivando dal Messico, prima tappa del suo viaggio nell’America latina. Ma a causa dell’attentato in Bangladesh, dove furono uccisi nove italiani, la visita venne sospesa. Il suo predecessore, Giorgio Napolitano, almeno due volte ha avuto il viaggio a Buenos Aires nella sua agenda, ma poi, motivi di salute o di clima politico, portarono all’annullamento della visita. Carlo Azeglio Ciampi fu l’ultimo presidente italiano a visitare l’Argentina nell’ormai lontano marzo del fatidico (per l’Argentina) anno 2001. Ma il nuovo clima politico tra Buenos Aires e Roma, sottolineato dalla visita di Matteo Renzi e confermato da successive missioni ufficiali durante l’anno scorso, dovrebbero portare alla realizzazione della visita di stato di Mattarella in Argentina, se la situazione politica italiana lo consentirà.
Tutt’altre considerazioni sul Congresso Internazionale della Società Dante Alighieri, che si terrà a Buenos Aires nel mese di ottobre. Si tratta di un evento straordinario, trattandosi del primo congresso che terrà fuori d’Italia la Società fondata da Giosuè Carducci e da altri intellettuali italiani nel 1889 con l’obiettivo di “tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana”. Fin dai suoi inizi quindi, il rapporto della Dante con gli italiani all’estero e i loro discendenti è stato al centro della sua attenzione. C’è da ricordare che già allora, gli emigrati italiani avevano fondato scuole italiane in Argentina, per tramandare ai loro discendenti la lingua e la cultura della terra d’origine. Una visione pienamente coincidente con l’obiettivo che si poneva nel 1889 la Dante a Roma. Lungo oltre un secolo l’insegnamento dell’italiano ha coinvolto sia le scuole e associazioni della collettività, sia i Comitati della Dante fondati in Argentina, che oggi sono oltre cento, a cominciare da quelli di Buenos Aires, nato nel 1896 e nell’interno quelli di Rosario, Santa Fe, Cordoba, La Plata e altre città. Un contributo determinante alla diffusione della cultura italiana in questo Paese nel quale, forse proprio per quello, è tanto diffusa l’“Italsimpatia”.
Un termine nel quale Andrea Riccardi, presidente della Dante di Roma, coinvolge l’universo di milioni di persone in qualche modo positivamente legate all’Italia e alla sua cultura nel mondo. Argomento ripreso anche recentemente sia da Riccardi che dal Presidente Mattarella, durante la riunione dei direttori degli Istituti Italiani di Cultura che si è tenuta a Roma prima di Natale, di cui parliamo in questa edizione.
I rapporti con l’universo dell’Italsimpatia e il suo sviluppo come strumento dell’Italia nel mondo sono una delle direttrici della politica della Dante di Roma e certamente sarà uno degli argomenti centrali - al di là di quelli specifici sulla lingua italiana e il suo insegnamento - del Congresso di Buenos Aires.
Naturalmente l’assise riguarderà prima di tutto i Comitati della Dante e gli addetti ai lavori della diffusione della lingua italiana. Ma per il “sistema Italia” in Argentina e per la nostra comunità è un’occasione eccezionale - anche per approfondire quel solco già aperto l’anno scorso a partire dalla visita di Renzi - per ridare attualità alla cultura italiana, per far riscoprire il valore della presenza italiana in Argentina e la specificità che il contributo degli italiani ha donato a questo Paese. Un’occasione da non sprecare, per ridare linfa all’Italsimpatia presente nella società argentina. Potrebbe - dovrebbe - essere infine un’opportunità per la comunità di origine italiana per ricominciare, per ricostruirci, per ripensarci.
Il 2017 è anche l’anno in cui TRIBUNA ITALIANA compie 40 anni. Sono tanti. Anche per noi si tratta di un’occasione per ripensarci, ricostruirci e ricominciare. È cominciato il 2017. Rinnoviamo gli auguri di ogni bene, di pace e prosperità. E mettiamoci al lavoro. In bocca al lupo...”. (aise) 

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