26° CONVENTION CCIE: A COLLOQUIO CON VINCENZO ILOTTE, PRESIDENTE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI TORINO

26° CONVENTION CCIE: A COLLOQUIO CON VINCENZO ILOTTE, PRESIDENTE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI TORINO

TORINO\ aise\ - A pochi giorni dall’inizio della XXVI Convention mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, abbiamo intervistato il Presidente della Camera di commercio di Torino, Vincenzo Ilotte.
D. Presidente Ilotte, sarà Torino quest’anno a ospitare la XXVI edizione della Convention mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero. Perché in questa città e cosa si aspetta da questo importante evento?
R. Ci siamo candidati ad ospitare questo evento forti dell’esperienza positiva del 2015, quando abbiamo organizzato qui il 9° Congresso Mondiale delle Camere di Commercio. Torino è la città ideale per l’accoglienza di eventi internazionali come questi: capacità organizzativa e logistica, sedi congressuali efficienti e all’avanguardia, come la nostra Azienda speciale Torino Incontra, in un contesto storico, culturale, artistico ed enogastronomico capace di stupire qualunque ospite, ancor più se straniero. Ci sembra poi particolarmente significativo che sia Torino la città in cui, dopo la riforma del sistema, si torni a parlare del futuro delle Camere di Commercio, iniziando a delineare nuove competenze e nuovi servizi. Questa città, che nella storia ha saputo continuamente rinnovarsi, capitale industriale italiana e oggi protagonista della nuova industria 4.0, è la sede ideale per delineare le linee guida di sviluppo delle nuove Camere di Commercio, realtà che mantengono le radici ben radicate sul territorio che rappresentano, ma con una visione sempre più globale e internazionale.
D. In occasione della Convention la Camera di Torino presenterà il servizio di “business intelligence”, utile alle imprese per la “due diligence” nei processi di internazionalizzazione. Di che cosa si tratta?
R. Approfitteremo della ribalta fornita dalla XXVI Convention Mondiale delle 78 Camere di Commercio Italiane all’Estero per raccontare come, alla luce della riforma nazionale, la Camera di commercio di Torino ha intenzione di interpretare i nuovi ruoli che le sono stati proposti, nell’ottica proattiva e propositiva che da sempre ci ha contraddistinto nel panorama camerale italiano. L’internazionalizzazione, in particolare, è sempre stato un nostro cavallo di battaglia e negli anni abbiamo ottenuto ragguardevoli successi. Oggi le nostre aziende continuano ad avere bisogno del nostro aiuto: se non saremo noi ad accompagnarle all’estero, ci candidiamo a realizzare tutta quella serie di servizi preparatori, formativi e informativi, indispensabili perché l’approdo sui mercati esteri sia un successo e non un azzardo. Da qui nascono i nostri nuovi servizi, oggi più strutturati ed efficienti: le analisi di mercato preventive, la ricerca di agenti di commercio, l’individuazione di partner commerciali, l’assistenza specifica su alcuni mercati strategici, il “mentoring” offerto gratuitamente da manager piemontesi di successo all’estero. Grazie ai nostri servizi le aziende potranno verificare competenze, organizzazione, strategie per accedere con successo alla sfida, sempre più complessa, dell’internazionalizzazione.
D. Verranno anche presentati da parte delle CCIE alcuni progetti innovativi di promozione dell’internazionalizzazione. Le PMI potranno partecipare ai due migliori progetti con un sostegno economico da parte della Camera di Torino. Perché è importante fare questo tipo di investimenti?
R. La novità di questa edizione torinese della Convention è l’approccio business estremamente operativo che abbiamo voluto impostare per massimizzare i ritorni soprattutto per le nostre aziende. Da un lato abbiamo chiesto a tutte le Camere all’Estero di invitare buyer di vari settori, per costruire con loro agende personalizzate di incontri e stimolare occasioni di business: ad oggi prevediamo oltre 600 appuntamenti. Dall’altro abbiamo lanciato, per la prima volta, una gara tra i progetti innovativi delle diverse Camere nel mondo, per uno scambio di “best practice”: in un momento di riforma del sistema camerale vogliamo conoscere, infatti, quanto di meglio si fa altrove e metterlo a disposizione del territorio. Questi investimenti sono estremamente importanti: la partecipazione a progetti selezionati ed efficienti può rappresentare un vero e proprio momento di svolta per le aziende, con benefici duraturi. Ce lo conferma la nostra esperienza e la soddisfazione di tutti gli imprenditori che sono cresciuti insieme e grazie a noi.
D. Il tessuto imprenditoriale ed economico piemontese è tra i più dinamici d’Italia. Quali sono le sfide per i prossimi 5 anni?
R. Torino è una città dalle molte anime, che ha sofferto la crisi economica e che sta cercando di superare le difficoltà percorrendo molte strade diverse ma complementari. In linea con quanto proposto dal sistema camerale italiano, come Camera di commercio di Torino abbiamo fatto nostre le tre linee di intervento che per il nostro territorio sono particolarmente strategiche e urgenti: la digitalizzazione delle imprese, soprattutto micro imprese e PMI, in un’ottica di diffusione delle nuove tecnologie necessarie per l’industria 4.0; l’alternanza scuola-lavoro, per promuovere una formazione più legata alle necessità delle aziende e contribuire a diminuire il preoccupante tasso di disoccupazione giovanile; infine il turismo, nuova vocazione per il territorio, che può ancora crescere generando sviluppo, investimenti e posti di lavoro stabili. (angela tessarolo\aise) 

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