DESAPARECIDOS/ PROCESSO “CONDOR”: SENTENZA IL 17 GENNAIO

DESAPARECIDOS/ PROCESSO “CONDOR”: SENTENZA IL 17 GENNAIO

ROMA\ aise\ - Il prossimo 17 gennaio nell'aula bunker di Rebibbia a Roma sarà emessa la sentenza del “Processo Condor” per il sequestro e l'omicidio di 42 giovani, tra cui 20 italiani, avvenuti in Cile, Argentina, Bolivia, Brasile e Uruguay tra il 1973 e il 1978. Gran parte di loro sono ancora oggi desaparecidos, i corpi non sono mai stati ritrovati.
“Dopo quasi due anni di dibattimento, 60 udienze e con l'audizione di decine di testimoni, esperti, familiari e compagni di prigionia delle vittime, si conclude dunque il procedimento che ha portato alla sbarra 34 imputati appartenenti alle più alte gerarchie dei regimi militari che, tra gli anni 70 e gli anni 80, hanno infaustamente governato i paesi dell'America Latina”, ricorda Jorge Ithurburu dell’associazione 24marzo. “Il sistema “Condor”, ordito per eliminare qualunque forma di opposizione e dissidenza di natura politica presente all'interno dei singoli stati, o tra gli esuli negli stati vicini, ha causato la scomparsa e l'uccisione di decine di migliaia di persone, molte delle quali erano di origine o cittadinanza italiana”.
“L’udienza inizierà alle 9:30; Presidente della III sezione della Corte d'Assise di Roma è Evelina Canale”, spiega Ithurburu. “I giudici si ritireranno in “camera di consiglio” per decidere la sentenza, attesa presumibilmente per le 16.30”.
Il dibattimento è iniziato il 12 febbraio 2015 in seguito al rinvio a giudizio chiesto e ottenuto dal PM Giancarlo Capaldo nei confronti di 34 imputati tra capi di Stato, ufficiali, agenti di polizia e dei servizi segreti cileni, uruguaiani, boliviani e peruviani. Tra questi spiccavano i nomi dei generali cileni Manuel Contreras, capo della polizia segreta del dittatore Pinochet, e di Sergio Arellano Stark, comandante della famigerata Carovana della morte, entrambi deceduti durante le udienze.
Tra gli imputati c'è molto interesse sulla sorte che toccherà un cittadino italo-uruguaiano, Jorge Troccoli, accusato del sequestro e omicidio di 25 uruguaiani sequestrati in Argentina tra il 1977 ed il 1978. Troccoli è arrivato in Italia per sfuggire alla Giustizia uruguaiana.
Il 14 ottobre 2016 la PM Tiziana Cugini, che ha condotto la maggior parte dell’udienze, al termine della sua requisitoria ha chiesto 27 condanne all'ergastolo e un’assoluzione (5 imputati nel frattempo sono deceduti).
In occasione della sentenza, l'associazione 24marzo Onlus, promotrice di questo processo e dei precedenti processi sui desaparecidos conclusi nel 2000, 2007 e 2010 e che hanno riguardato la sola Argentina, ha organizzato sempre per il 17 gennaio un incontro a Roma presso la Fondazione Basso (via della Dogana Vecchia 5, ore 18:00) per commentare l'esito del processo insieme ai familiari delle vittime (alcuni giunti a Roma apposta dall’America Latina) e agli avvocati di parte civile.
In caso di slittamento dell'orario della sentenza al pomeriggio inoltrato, l'incontro si terrà all'Hotel Lancelot (via Capo d'Africa 47, ore 19:30). (aise) 

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