FEDI (PD): LIBERARE GLI IIC DAI GRAVAMI AMMINISTRATIVI/ GIRO RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE DEL DEPUTATO

FEDI (PD): LIBERARE GLI IIC DAI GRAVAMI AMMINISTRATIVI/ GIRO RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE DEL DEPUTATO

ROMA\ aise\ - “Gli Istituti di cultura dovrebbero essere, soprattutto ora che si punta ad una promozione integrata del Sistema Italia nel mondo, i terminali di un’articolata e incisiva proposta culturale del nostro Paese in ambito globale. Il crescente carico di attività amministrative di vario genere, invece, spesso li rende asfittici perché soffocati da una serie di incombenze di natura amministrativa, fiscale e interpretativa delle normative locali che ne limitano l’incisività e il dinamismo”. A sostenerlo è Marco Fedi, deputato Pd eletto all’estero, che a febbraio ha presentato una interrogazione al Ministro Alfano “per richiamare l’attenzione su questo insostenibile stato di cose”, facendo anche “specifiche proposte, come affidare ad un fiscalista italiano locale i compiti fiscali, eliminare il codice identificativo di gara (CIG), innalzare a 1.000 euro per gli IIC la soglia applicativa di “0” euro, fare per il personale corsi di formazione frontali e non a distanza, come ora, incrementare il numero delle assunzioni locali”.
All’interrogazione ha risposto il Vice Ministro Mario Giro sottolineando, in particolare, i vincoli che all’azione del MAECI derivano dalle normative in vigore.
“In relazione agli adempimenti fisclai e previdenziali cui gli IIC sono soggetti, alla luce della loro autonomia di bilancio, questi sono già dotati degli strumenti, qualora ricorrano i termini di legge, per rivolgersi a entità esterne sia locali che italiane”, scrive Giro nella risposta. “Non appare invece possibile un affidamento a licello centrale per due ragioni: innanzitutto, i possibili contrasti fra la normativa locale di alcuni paesi e quella italiana; insecondo luogo, l’assengza di uno specifico captolo di bilancio cui impurare la spesa, fra quelli gestitti dalla competente DGSP”.
“Il codice identificativo di gara (cig) è stato istituito dall’articolo 3 della legge 136/2010 per permettere la tracciabilità dei pagamenti della PA con fini di contrasto alla corruzione. Di conseguenza, - si annota – il suo superamneto può avvenire esclusivamente previa entrata in vigore di norma di pari rango oppure con apposita disciplina speciale. Quanto alle linee guida dell’Anac n.4, non è citata alcuna soglia “applicativa” di 0 euro in deroga per gli IIC alla cifra di mille euro. Va inoltre sottolineato che tali linee guida si applicano nelle more dell’emanzione di apposite direttive per i contratti da svolgersi all’estero, previste dall’articolo 1, comma 7, del D.Lgs 18 aprile 2016, n.50. nel quadro di tali direttive, in corso di finalizzazione insieme all’Anac, sono previste importanti seplificazioni degli adempimenti a carico degli Uffici all’estero, a beneficio quindi anche degli IIC. lo svolgimento di corsi di “formazione a distanza” appare al momento la formula che meglio contempera le esigenze formaticve con quelle di contenimento del bilancio pubblico. inoltre, la modalità Fad consente al personale degli IIC di formarsi restando presso le sedi di appartenenza, limitando le ripercussioni sull’attività d’ufficio. I corsi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, a differenza di quelli destinati al personale amministrativo-contabile delgi IIC, costituiscono tassativo obbligo di legge, in ragione della necessità di mantenere completo e aggiornato l’organigramma delle figure previste dal d.Lgs n 81/08”.
Quanto al contingente del personale amministrativo a contratto dell’intera rete diplomatico-consolare e degli IIC, Giro ricorda che “esso è fissato per legge, da ultimo il DL 24 aprile 2014, n 66, convertito con modificazioni dalla Legge 23 giugno 2014, n.89. Gli IIC nel corso degli ultimi due esercizi finanzari sono stati autorizzati ad assumere 68 unità per un totale ad oggi di 326 impiegati in servizio: di queste autorizzazioni, 35 sono state destinate al potenziamento dell’organico. Per quanto riguarda il personale di ruolo (Area per la Promozione Culutrale, APC), nel piano delle assunzioni 2017/2019 il Marci ha richiesto un apposito concorso per 44 unitàè di funzionari APC. Il concorso potrebbe essere bandito già nel corrente anno. Inoltre, a valere sul fondo assunzionale per le pubbliche amminsitrazioni istituito dalla Legge 232/2016, la Farnesina ha richiesto apposite risorse da destinare all’assunzione di ulteriori unità di funzionari APC del predetto concorso. Se il Maeci figurerà tra le amministrazioni pubbliche destinatarie di tale finanziamento, al più tardi entro la fine del 2018 le rpocedure saranno concluse e il ruolo dei funzionari dell’area APC risulterà notevolemtne potenziato”.
Commentando la risposta del vice ministro, Fedi sostiene che “il Governo e lo stesso Parlamento non dovrebbero trascurare l’impegno di rendere più elastiche per gli IIC alcune normative che, se applicate alla lettera, potrebbero diventare paralizzanti, come in molti casi già avviene. Vorrei cogliere, inoltre, il valore di alcuni spiragli, come quelli che potrebbero aprirsi per lo svolgimento dei corsi di formazione decentrati quanto meno nelle realtà dove i costi potrebbero essere più contenuti e per un’accresciuta dotazione di personale in un prossimo futuro, sia inviato dall’amministrazione centrale che assunto in loco”.
“Insomma, - conclude – il senso più vero di questa mia iniziativa parlamentare è quello di richiedere che non ci si limiti ad un’applicazione schematica e formalistica delle normative, ma si compia uno sforzo per rendere più agile e più incisiva l’azione di questi importanti organismi”. (aise) 

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