FMI SI PREPARA AL “SALVATAGGIO” DEL VENEZUELA

FMI SI PREPARA AL “SALVATAGGIO” DEL VENEZUELA

CARACAS\ aise\ - “Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) sta lavorando dietro le quinte. L’obiettivo é il possibile salvataggio del Venezuela. È questa un’operazione da oltre 30 miliardi di dollari l’anno. E, come se fosse poco, si accompagna a una delle piú complesse ristrutturazioni di bond al mondo. Per il Fondo si tratta di un test assai importante. L’istituto di Washington, per il momento, non ha rapporti con il Venezuela. I ponti tra Caracas e Washington furono tagliati nel 2007 e, in 13 anni, nessuna missione del Fmi si é mai recata a Caracas Ma neanche delegazioni del governo hanno avuto rapporti con esponenti dell’Organismo a Washington”. È quanto si legge su “La voce d’Italia”, quotidiano online diretto a Caracas da Mauro Bafile.
“Per gli analisti quello del Venezuela potrebbe essere un salvataggio piú costoso e politicamente piú complesso di quello della Grecia.
Nessuna conferma del Fondo. Secondo le indiscrezioni del Financial Times si limita a dirsi “preoccupato per la drammatica situazione economica e per le condizioni umanitarie nel paese. Nell’ambito del nostro mandato di sorveglianza, raccogliamo informazioni e seguiamo la situazione da vicino, monitorando anche come la crisi ha effetto sui paesi vicini”.
Venezuela, contrazione e inflazione
Le proiezioni del Fondo Monetario Internazionale ci presentano un Paese immerso in una profonda crisi economica che il governo non pare capace di risolvere. O che non ha il coraggio di assumersi la responsabilitá di provvedimenti severi e impopolari.
La crisi economica del Venezuela si riflette nella contrazione del Pil. Stando al Fondo Monetario Internazionale questo sarà del 12 per cento. Negli ultimi quattro anni, stando alle cifre di analisti ed esperti in materia, la contrazione del Pil si calcola attorno al 30 e al 40 per cento.
Come se non bastasse una contrazione del Prodotto del 12 per cento, l’inflazione quest’anno si stima attorno al 1400 per cento. L’iperinflazione, quindi, bussa alla porta. E gli analisti la considerano un fenomeno inevitabile. Infatti, stime conservatrici ritengono che l’inflazione nel 2018 sará del 2mila per cento. Eppure si pensava che, alla luce delle esperienze vissute da altri Paesi del continente, fosse impossibile che lo spettro dell’iperinflazione potesse diventare di nuovo realtá”. (aise) 

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