IL PILASTRO EUROPEO DEI DIRITTI SOCIALI È REALTÀ

IL PILASTRO EUROPEO DEI DIRITTI SOCIALI È REALTÀ

BRUXELLES\ aise\ - Realizzare il pilastro europeo dei diritti sociali per i cittadini è una responsabilità condivisa. Sebbene la maggior parte degli strumenti per realizzare il pilastro siano nelle mani degli Stati membri, delle parti sociali e della società civile, le istituzioni dell'Unione europea, e in particolare la Commissione, possono dare il proprio contributo definendo il quadro e la direzione da seguire. Il pilastro stabilisce 20 principi e diritti fondamentali per sostenere il buon funzionamento e l'equità dei mercati del lavoro e dei sistemi di protezione sociale. Nelle intenzioni, esso è destinato a servire da bussola per un nuovo processo di convergenza verso migliori condizioni di vita e di lavoro in Europa. Il pilastro è concepito principalmente per la zona euro ma è applicabile a tutti gli Stati membri dell'UE che desiderino aderirvi.
Oltre al pilastro europeo dei diritti sociali, la Commissione presenta oggi anche una serie di iniziative legislative e non legislative concernenti l'equilibrio tra attività professionale e vita privata, l'informazione dei lavoratori, l'accesso alla protezione sociale e l'orario di lavoro.
Messe a punto sotto la guida del Vicepresidente Dombrovskis e del primo Vicepresidente Timmermans, esse comprendono anzitutto una proposta intesa a consentire ai genitori e ai prestatori di assistenza che lavorano di conciliare la vita familiare e l'attività professionale.
"In qualità di Presidente della Commissione ho cercato di conferire alle priorità sociali l'importanza che meritano in Europa”, il commento di Jean-Claude Juncker. “Con il pilastro europeo dei diritti sociali e la prima serie di iniziative che lo affiancano, manteniamo le nostre promesse e apriamo un nuovo capitolo. Vogliamo scrivere queste pagine insieme: gli Stati membri, le istituzioni dell'UE, le parti sociali e la società civile sono tutti chiamati a rivestire un ruolo. Auspico che il pilastro sia approvato al più alto livello politico entro la fine dell'anno".
Secondo il primo Vicepresidente Frans Timmermans oggi “il nostro atteggiamento nei confronti della vita e del lavoro, delle donne e degli uomini deve essere al passo con i tempi. Le nostre figlie e i nostri figli non dovrebbero essere tenuti ad aderire ai modelli dei nostri nonni. Non esiste un solo “giusto equilibrio”: si tratta di scelte. È ora che diamo a tutti la possibilità di scegliere davvero come desiderano plasmare la propria esistenza, crescendo i figli, dedicandosi alla carriera, occupandosi dei familiari anziani, vivendo la propria vita”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Marianne Thyssen, Commissaria per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, secondo cui "accrescere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro è non solo una questione di equità, ma anche una strategia tre volte vincente: è positiva per i genitori e i prestatori di assistenza che lavorano, che potranno conciliare più facilmente la vita privata e l'attività professionale, per le imprese, che saranno in grado di attirare e mantenere talenti, e per gli Stati membri, che attualmente perdono ogni anno 370 miliardi di euro a causa del divario di genere nei livelli di occupazione".
"Conciliare lavoro e vita familiare è una sfida quotidiana per donne e uomini di tutta Europa", ha affermato Vera Jourová, Commissaria UE per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere. "È nostra responsabilità definire un quadro che consenta ai cittadini di fare le proprie scelte. Questa nostra nuova proposta mira a rafforzare i diritti e migliorare le condizioni affinché i genitori e i prestatori di assistenza che lavorano possano conciliare il lavoro e le responsabilità familiari. Offrirà alle madri, ai padri e ai prestatori di assistenza più flessibilità e una migliore protezione, che desiderino prendere un congedo per occuparsi dei figli, beneficiare di forme di lavoro flessibili o tornare al lavoro".
Il pilastro è stato preparato dalla Commissione, sotto la guida del Vicepresidente Dombrovskis e della Commissaria Thyssen, in stretta consultazione con soggetti interessati a tutti i livelli. Esso ribadisce alcuni diritti già presenti nell'acquis dell'UE e nelle normative internazionali, integrandoli in modo da tener conto delle nuove realtà. I principi e diritti sanciti dal pilastro sono articolati in tre categorie: pari opportunità e accesso al mercato del lavoro, condizioni di lavoro eque e protezione e inclusione sociali.
Essi pongono l'accento sulle modalità per affrontare i nuovi sviluppi nel mondo del lavoro e nella società al fine di realizzare la promessa, contenuta nei trattati, di un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale.
La proposta relativa all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare stabilisce una serie di standard minimi nuovi o più elevati per il congedo di paternità, il congedo parentale e il congedo per i prestatori di assistenza.
Essa introduce il diritto per cui i padri possono prendere un periodo di congedo di durata non inferiore a 10 giorni lavorativi in occasione della nascita di un figlio. La proposta prevede inoltre che il diritto a quattro mesi di congedo parentale possa essere utilizzato fino ai 12 anni di età del figlio, rispetto all'attuale linea guida non vincolante degli 8 anni di età.
Il congedo parentale di quattro mesi diventa inoltre un diritto individuale delle madri e dei padri, e in quanto tale non è trasferibile all'altro genitore: un potente incentivo affinché anche gli uomini vi facciano ricorso.
Viene inoltre introdotto per la prima volta un congedo di cinque giorni l'anno per i prestatori di assistenza, in caso di malattia di un parente diretto. Tutte queste modalità di congedo familiare saranno retribuite almeno al livello del congedo di malattia. La proposta concederà inoltre ai genitori di bambini fino a 12 anni di età e ai prestatori di assistenza il diritto di chiedere modalità di lavoro flessibili, quali l'orario di lavoro flessibile o ridotto o la flessibilità per quanto concerne il luogo di lavoro. Essa tiene conto delle esigenze delle piccole e medie imprese e cerca di fare in modo che non ne risentano in maniera sproporzionata.
Le misure proposte intendono in particolare accrescere le opportunità per gli uomini di assumersi responsabilità genitoriali e di assistenza. Oltre a recare benefici per i bambini, esse contribuiranno ad aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, riducendo la disparità tra uomini e donne nell'occupazione, che nel 2015 ammontava ancora all'11,6 % e tocca addirittura quota 30 % nel caso delle famiglie con bambini di età inferiore a 6 anni. Si tratta di uno degli elementi alla base del divario retributivo di genere (16,3%) e del divario pensionistico di genere (40%). Gli Stati membri possono affidare alle parti sociali l'attuazione di questa direttiva purché siano garantiti i risultati che essa persegue.
La Commissione ha infine adottato oggi un chiarimento della direttiva sull'orario di lavoro, che fornisce orientamenti per l'interpretazione di vari aspetti della direttiva in linea con un corpus normativo sempre più ampio. In questo modo si aiuteranno gli Stati membri ad attuare correttamente l'acquis e ad evitare nuove infrazioni.
Prossime tappe
Il pilastro è presentato oggi in due forme giuridiche di identico contenuto: una raccomandazione della Commissione, che ha efficacia a partire da oggi, e una proposta di proclamazione congiunta del Parlamento, del Consiglio e della Commissione. Su tali basi la Commissione avvierà le discussioni con il Parlamento europeo e il Consiglio per assicurare al pilastro un ampio sostegno politico e l'approvazione ad alto livello. (aise) 

Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi