L'AMBASCIATORE NOVELLO PARLA DEI RAPPORTI TRA ITALIA E NORVEGIA

L

OSLO\ aise\ - È stata pubblicata di recente un’intervista rilasciata dall'Ambasciatore d’Italia ad Oslo Giorgio Novello al giornalista Domenico Letizia. L’intervista pubblicata da Cronache di Caserta porta il titolo “Italia e Norvegia, sorelle nel segno delle sette cime di Roma e Bergen” ed è dedicata ai rapporti tra Italia e Norvegia.
Alla domanda su quale sia “la cifra dei rapporti culturali e storici tra Norvegia e Italia”, Novello ha risposto: “Parlando di cifre, La prendo davvero alla lettera e condivido con Lei alcune riflessioni appunto sul numero sette. Il sette è un numero carico di simboli in tutta la cultura occidentale, e quindi può essere richiamato anche parlando dei rapporti tra Italia e Norvegia. Penso in particolare al letterato norvegese Ludvig Holberg, che visitò Roma nei primi anni del Settecento, rimase affascinato dai suoi sette colli e, una volta tornato nella sua Bergen, volle identificarvi sette montagne che in qualche modo li ricordassero. L’idea attecchì. Ancora oggi, a tre secoli di distanza, si tiene ogni anno un “pellegrinaggio laico” attraverso le sette montagne di Bergen. Ma ce n’è anche una edizione meno impegnativa limitata a quattro”.
“Tra il Comune di Rosalina e quello di Loreo”, ricorda Novello, “possiamo vedere il “Villaggio di Norge” e la stele che lo ricorda costruiti, in seguito all’alluvione del 1953, dalla Croce Rossa Norvegese che aveva finanziato la realizzazione delle strutture abitative composte da cento alloggi che, nell’intenzione dei costruttori, dovevano essere “solide come quelle in cui abitano i norvegesi”, ma costruite con un’attenzione particolare al “gusto italiano”. Invece, a Tromsø possiamo ammirare la stele di Umberto Nobile, il navigatore avellinese entrato a far parte della storia della Norvegia”.
Per l’Ambasciatore è importante ricordare questi “pezzi di storia” perché “ci parlano ancora oggi, a decenni di distanza, di splendidi momenti di collaborazione. Nel 1953 la Norvegia non era ancora il ricco Paese che sarebbe diventata dopo la scoperta del petrolio e il sapiente utilizzo di quest’ultimo. Usciva anch’essa dalla guerra, da una lunga e dolorosa occupazione e da un impegnativo ritorno alla normalità. Eppure non esitò a venire in aiuto alla lontana Italia, in particolare attraverso la sua Croce Rossa. Analogamente, il monumento a Tromsø che lei ricorda parla di aiuto reciproco, fino al sacrificio. La stele fu offerta dal Generale Nobile alla città di Tromsø per ricordare tutti i caduti nell’operazione di salvataggio dell’equipaggio del Dirigibile Italia, precipitato sulla banchisa dopo aver vittoriosamente raggiunto il Polo Nord. Tra i caduti nelle operazioni di salvataggio vi furono diciassette persone, norvegesi (tra cui Amundsen), francesi e italiani. Da quando ho partecipato lo scorso maggio ad una cerimonia commemorativa di fronte alla stele assieme alla Rettore della locale Università, al Sindaco e al Direttore del prestigioso Istituto Polare norvegese, mi piace davvero pensare che questi due simboli della collaborazione internazionale dialoghino a distanza”.
L’intera intervista è disponibile sul sito dell’Ambasciata d’Italia. (aise) 

Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi