QUADRAGESIMUS ANNUS DELLA TRIBUNA ITALIANA – DI MARCO BASTI

QUADRAGESIMUS ANNUS DELLA TRIBUNA ITALIANA – di Marco Basti

BUENOS AIRES\ aise\ - “Quadragesimus annus. È il titolo della famosa enciclica di Pio XI, in occasione dei 40 anni della Rerum Novarum, di Leone XIII, che viene considerata la prima della dottrina moderna della Chiesa Cattolica sulla questione sociale. Mentre Rerum Novarum condannava lo sfruttamento dei lavoratori, frutto delle logiche del liberalismo, la enciclica Papa Ratti ribadiva e rivedeva le condizioni sociali alla luce della grande crisi del 1929. Sessant’anni più tardi, Papa Wojtyla, celebrando il centenario dell’Insegnamento sociale della Chiesa, avvertiva sui nuovi pericoli per l’uomo e per il pianeta, derivati dall’evoluzione del liberalismo, col consumismo sfrenato, l’edonismo e quello che allora si prospettava come “la fine della storia”. Si sa come andò a finire dopo, col S11, le guerre in Irak e Afghanistan, la lotta al terrorismo, la grande crisi del 2008 e le sue conseguenze di disoccupazione in Occidente, il rinascere del populismo, le migrazioni incontrollate e così via. Un panorama che nel suo tempo Pio XI vide arrivare e che si scatenò pochi mesi dopo la sua morte. Un panorama per certi versi molto simile a quel che stiamo vivendo oggi”. Così scrive Marco Basti che nel nuovo numero della “Tribuna italiana” annuncia un anno di celebrazioni per i 40esimo anno della testata fondata dal padre Mario.
“I nostri lettori più anziani, nacquero durante il papato di Pio XI, vissero l’ultima guerra, ascoltarono dai loro avi il dramma che fu la Grande Guerra, affrontarono la dolorosa esperienza dell’emigrazione, conobbero successi e delusioni. In Argentina formarono le loro famiglie o le videro crescere, guardarono con entusiasmo e un certo rammarico il “miracolo italiano” (non solo quello degli anni ‘60, ma anche quelli di anni e decenni successivi) e subirono con gli argentini gli alti e bassi di questo paese accogliente e incomprensibile che si ostina a sbagliare.
Quasi quarant’anni fa, un italiano come loro, Mario Basti, fondò questo giornale, questa Tribuna italiana. Figlio di Mario Basti, ricordo che lavoravo allora al Corriere degli Italiani, che Mario Basti dirigeva da 16 anni, da poco più di un anno e, rientrato dalle vacanze ebbi la sgradevole missione di comunicargli che al suo posto c’era un altro. Infatti, cambiata la proprietà, a sua insaputa era stato messo fuori e al suo posto nominato un altro.
Mario Basti non si perse d’animo e, spronato e sostenuto dai principali dirigenti della collettività e dall’affetto dei suoi lettori, con l’accompagnamento di pochi, cari collaboratori, a cominciare da Baldo Toscano e Domenico Gatto, iniziò l’avventura della Tribuna italiana. Nelle prime settimane del ‘77, cominciarono i preparativi per dar vita al nuovo giornale, il cui primo numero uscì il 18 maggio 1977.
Inizia quindi il Quadragesimo anno della nostra testata (e chissà perché ci piace utilizzare parole di origine latina per rendere più solenne certe iniziative). Lungo quest’anno proporremo cambiamenti, iniziative, eventi, per celebrare e rilanciare Tribuna italiana. Abbiamo qualche idea in serbatoio, di manifestazioni ed eventi esterni al lavoro redazionale, ma preferiamo annunciarle una volta che saremo certi di realizzarli.
Tribuna Italiana continuerà ad occuparsi dei temi che ci riguardano come comunità: cultura italiana in Argentina, servizi consolari, pagamento delle pensioni INPS, cittadinanza, rappresentanza della comunità, monumento a Cristoforo Colombo, presenza italiana nel Paese, nuove generazioni, associazionismo. Cercheremo di farlo con nuovo slancio. Le nostre pagine e i nostri recapiti sono aperte a tutti quanti hanno idee, proposte, suggerimenti, critiche, sia per le celebrazioni dei 40 anni, sia per questo prodotto che elaboriamo con passione, impegno e riconoscenza da quarant’anni. E, manco a dirlo, anche a chi vuole sostenere economicamente questa iniziativa perché, come scriveva spesso Mario Basti in riferimento alla vita della Tribuna italiana, “non si fanno le nozze con i fichi secchi””. (aise) 

Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi