É INUTILE CHIUDERE LA STALLA QUANDO SONO FUGGITI I BUOI - DI MIMMO PORPIGLIA

É INUTILE CHIUDERE LA STALLA QUANDO SONO FUGGITI I BUOI - di Mimmo Porpiglia

MONTEVIDEO\ aise\ - “Signori, si vota ancora! Per poche ore, ma si vota ancora! Che bella cosa il voto degli italiani all'estero! Che bel diritto, quello acquisito dopo anni e anni di battaglie parlamentari.
Concedere a chi ancora si sente italiano, nonostante viva a migliaia di chilometri dalla terra dei padri, di esprimere la propria preferenza nel segreto dell'urna, è una conquista di civiltà degna di un paese tra i più belli al mondo. Peccato però che in tanti, soprattutto qui, in Uruguay, non se ne siano accorti”. È quanto scrive Mimmo Porpiglia dalle pagine di Gente d’Italia, giornale di cui è direttore.
“Perché sì, signori, alla fine il problema è sempre lo stesso: si vota, ma chi lo sa?
Gli italiani all'estero, in questi giorni, sono chiamati ai seggi.
In quanti, però, ci vanno realmente?
In quanti, tra quelli che, in queste ore, stanno ricevendo il plico con le schede elettorali, hanno capito come "utilizzarle"?
Ora, chiariamoci: non è un problema di scarsa volontà.
Non è un problema di volerlo o di non volerlo fare.
Chi è informato, infatti, fa di tutto per apporre il fatidico "sigillo" sulla scheda (ricordiamolo: in Italia si vota col Rosatellum, ma qui da noi vige la legge Tremaglia).
Il problema, semmai, è che non tutti sanno che si vota.
Figurarsi conoscere nome e volto dei candidati della circoscrizione Esteri!
Peggio che andar di notte”.
Prosegue il direttore: “Insomma avete capito bene: qui, in Uruguay, è tutto un fatto di cattiva "informazione".
Non siamo noi a scoprirlo, é bene chiarirlo.
Non siamo noi a volere mettere sotto accusa l’Ambasciatore italiano nel Paisito.
La denuncia, é bene ricordarlo, é stata formalizzata dal Comites di Montevideo. Da tutti i membri, e da tutti i rappresentati dei partiti politici.
E logicamente dai candidati a queste elezioni.
In Italia non si parla d'altro che del voto del 4 marzo, ma al di là dell'Oceano poco o nulla si dice di quel fatidico appuntamento.
D'accordo, capiamo anche che delle "politiche" del Belpaese possa interessare poco o nulla chi italiano non è.
Ma ai nostri connazionali che vivono all'estero e che ancora si appassionano alle italiche vicende, la scadenza del 4 marzo interessa eccome!
E allora perché non avvisarli che pure per loro la macchina elettorale si è messa in moto? Perché non dire anche a chi vive in Sud America che c'è un diritto da esercitare?
Pane al pane e vino al vino, cari amici: le autorità preposte all'organizzazione hanno fatto poco o nulla per incentivare la gente a recarsi alle urne.
Ricordiamo, con un pizzico di nostalgia, che in altre occasioni del passato si allestì — un mese prima della scadenza elettorale - almeno una conferenza stampa nei locali della Residenza dell'Ambasciatore con la presenza di tutti gli aspiranti inquilini di palazzo Madama e Montecitorio.
Questa volta, invece, neanche a parlarne.
Come se la Residenza non fosse adatta a questo genere di interventi. Del resto non é stata considerata "adatta" nemmeno per le ricorrenze del 2 giugno, come si é sempre fatto negli anni passati…
O meglio: una conferenza stampa è stata sì organizzata, ma solo alla vigilia del rompete le righe! E all’Istituto Italiano di Cultura…
Sissignori, mentre scrivevamo questo fondo, l'Ambasciatore d'Italia Gianni Piccato incontrava i media italiani e uruguaiani ( il nostro Forciniti e il fotografo de El Pais…sic!) per parlare del...voto che qui, in Uruguay, termina domani!”
Conclude Porpiglia: “Amici miei, cari lettori, si dice che é inutile chiudere la stalla quando sono fuggiti i buoi….espressione dal significato intuitivo: prendere provvedimenti quando ormai il danno è stato fatto; preoccuparsi quando ormai non c’è più niente da fare….
A che pro, ci chiediamo infatti, indire una conferenza stampa a 24 ore dalla chiusura delle urne?
Quale vantaggio può comportare un evento così tardivo?
Non ce ne vogliano i puristi e gli amanti del bello scrivere, ma questa ci sembra proprio una di quelle classiche menate per i fondelli!!
Ora, non lo diciamo per vantarcene, sia chiaro - in fondo, almeno finora, l'unica tavola rotonda con i candidati è stata quella organizzata, nei giorni scorsi, nella Casa degli Italiani di Montevideo proprio dal nostro giornale - ma allo stato, l'informazione, in particolar modo quella locale, è rimasta praticamente assente, per non dire latitante, sull'argomento "elezioni".
Semplicemente: non se ne parla e non se ne è parlato. Punto.
Così come non si voleva che si scrivesse e tantomeno se ne parlasse quando il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in visita in Uruguay e Argentina, venne a premiare il nostro giornale per l'impegno profuso nell'opera d'informazione dei nostri connazionali.
Come se certe cose non meritassero di essere "pubblicizzate".
Scelte "ambasciatorali", per carità. Che uno può condividere oppure no. Ma come si fa a rimanere inerti quando chi pure avrebbe avuto il diritto di sapere e di essere "informato", è stato lasciato colpevolmente all'oscuro di tutto, come accade oggi con il voto degli italiani all'estero?
E oggi? C’é stato un ripensamento dopo le lamentele e le denunce del Comites e dell’onorevole Porta? Un ripensamento tardivo ma ci permettiamo di dire "inutile" e “dannoso”….
O si é dato ascolto a qualcuno che certamente non vuole bene all’Italia…perché al di lá di tutto é il nostro Paese che non ci fa una bella figura….
Un giornalista, il nostro, e un fotografo….ecco i presenti alla conferenza stampa indetta dall’ambasciatore d’Italia in Uruguay, il numero Uno della grandissima colonia di italiani che vive in questo Paese.
Ma era logico che sarebbe stato difficile riempire la sala di cronisti.
Non si convocano conferenze stampa “ad horas" salvo che per casi estremamente gravi ( annuncio di dichiarazioni di guerra, morti eccellenti, atti di terrorismo….)
Perché anche gli sprovveduti in materia di media sanno che a poche ore dalla chiusura del voto non basta una conferenza stampa a fare accorrere centinaia di italiani a consegnare le schede in Consolato, domani, entro le ore 16….
E solo perché sarebbe apparso un trafiletto sul giornale……
Da parte nostra, lo ribadiamo, non ci siamo mai rassegnati al silenzio e, sul cartaceo ma anche sul web, abbiamo continuato sempre a pigiare sul tasto della comunicazione, perché è bene che gli italiani all'estero vengano informati.
Perchè è bene che chi può farlo si rechi alle urne.
Una battaglia ardua, la nostra. Sicuramente difficile da vincere, ma che non ci ha spaventato in passato e non ci spaventa adesso.
Tuttavia faremo bene a non meravigliarci se dopo il 4 marzo, a spogli ultimati, saremo qui a fare i conti con l'assenteismo di quest'altra parte del mondo!
La colpa, lo si è capito, non è degli italiani all'estero che snobbano il voto, ma di chi snobba il loro diritto a poterlo fare, omettendo di spiegare loro che, sì, anche loro possono farlo. Anche qui in Uruguay.
Da parte nostra, al di là del legittimo rammarico che ci sentiamo di esprimere, non possiamo che concludere con un ulteriore appello indirizzato a chi, nonostante tutto e tutti, a votare ci andrà.
Votate, ma per favore, scegliete solo chi parla italiano.
Votate candidati e partiti che davvero potranno contare qualcosa in Italia, altrimenti, come da anni, anzi da sempre in questo Paese , avrete sprecato una grande occasione.
Insomma, VOTATE!!!!!” (aise) 

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