ACHILLE PERILLI AL MUSEO HERMITAGE DI SAN PIETROBURGO

ACHILLE PERILLI AL MUSEO HERMITAGE DI SAN PIETROBURGO

SAN PIETROBURGO\ aise\ - Dal 18 dicembre 2018 al 1 febbraio 2019 si terrà al Museo Hermitage di San Pietroburgo una retrospettiva di Achille Perilli, realizzata con la collaborazione del Maestro stesso, a cura di Luca Barsi. La mostra vuole indagare le esperienze artistiche e culturali di Achille Perilli portando alla luce la grande mole di documenti che testimoniano i rapporti con le grandi personalità del XX secolo, fino a ora gelosamente custoditi nel suo archivio.
L’esposizione ripercorre i 70 anni di carriera di Perilli: in mostra 60 lavori a olio scelti in un’ampia rosa di opere realizzate in tutto l’arco temporale creativo del Maestro, dalle prime esperienze formaliste del 1947, anno della fondazione del Gruppo Forma Uno, fino ad arrivare alle opere del 2010. Presenti anche le grandi opere (3 metri per 2) che Perilli ha realizzato tra la seconda metà degli anni 60 e l’inizio degli anni 80.
Allievo di Lionello Venturi e Giuseppe Ungaretti, Achille Perilli, nel 1947, firma, insieme a Accardi, Attardi, Consagra, Dorazio, Guerrini, Sanfilippo e Turcato, il Manifesto di Forma Uno.
Nel 1948 Perilli soggiorna a Parigi per un breve periodo e ha la possibilità di conoscere direttamente il dadaismo e il surrealismo nelle persone di Tristan Tzara, Anna Hoch, Hans Arp e di partecipare al fianco di Venturi al I Congresso internazionale di critica d'arte.
In una costante ricerca, guidato da curiosità e ironia, Perilli guarda sempre a nuove possibili rotte da poter navigare. “L’esperienza moderna”, rivista fondata con Novelli nel 1957, ne è un esempio, un’occasione straordinaria nella quale, oltre alle presenze tutelari di Kandinskij, Klee, Schwitters, Picabia e Gorky, sono coinvolti, fra gli altri, Arp, Ernst, Man Ray, Fontana, Capogrossi, Alechinsky, Kline, Accardi, Soulages, Sonderborg, Twombly.
Nel 1959 espone alla V Biennale di San Paolo in Brasile. Nel 1962 e nel 1968 ha una Sala Personale alla XXXI e alla XXXIV Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. L’esperienza veneziana gli dà la possibilità di presentare due momenti cruciali del suo percorso artistico, nel 1962 la sala è completamente consacrata ai “fumetti”, mentre nel 1968 sono esposti i risultati delle sue ultime ricerche su “l’irrazionale geometrico” che, da quel momento, segnerà il suo futuro destino artistico. Fra le opere più interessanti esposte nel 1968 c’era “La source”, opera del 1967, recentemente acquisita dal Centre Pompidou.
Nel 1964 fonda, con Alfredo Giuliani, Giorgio Manganelli e Gastone Novelli, “Grammatica”, rivista della neoavanguardia artistica e letteraria, con interessi per l’editoria, la pittura, la critica e il teatro, settore, quest’ultimo, nel quale Perilli sperimenta molto coniugando la ricerca musicale più avanzata di compositori come Luigi Nono, Luciano Berio e Aldo Clementi con il teatro d’avanguardia, in spettacoli andati in scena al Teatro alla Scala di Milano (“Mutazioni”, 1965) e al Teatro dell’Opera di Roma (“Dies Irae”, 1978).
Nel 1988 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma lo celebra con una retrospettiva a cura di Pia Vivarelli.
La mostra è accompagnata da un catalogo Il Cigno GG Edizioni. (aise) 

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