CONFSAL UNSA: IL MAECI PUNTA ANCORA SUI CONSOLI ONORARI

CONFSAL UNSA: IL MAECI PUNTA ANCORA SUI CONSOLI ONORARI

ROMA\ aise\ - “Accendiamo tutti un cero, chiedendo la grazia affinché presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale si discerna il bene dal male nelle future decisioni sulla riorganizzazione e rafforzamento della Rete diplomatico-consolare”. Comincia in questo modo il comunicato della CONFSAL UNSA diffuso oggi. Al centro, ancora una volta la questione dell’impiego da parte del Maeci dei consoli onorari per sopperire alla mancanza di personale all’estero.
“Abbiamo tentato con tutti i mezzi di fare capire a chi guida il MAECI, che l’impiego di consoli onorari nei centri della vecchia e nuova emigrazione è insufficiente ed inadeguato per rispondere alle esigenze di servizi di una collettività italiana oltreconfine in continua crescita (un milione di unità in più negli ultimi cinque anni).
Le statistiche parlano di livelli di emigrazione pari a quelli degli anni cinquanta” prosegue il comunicato, entrando nel merito della questione.
Il problema principale che viene denunciato dalla CONFSAL UNSA è la parossistica lentezza dei servizi statali all’estero, dove manca, secondo quanto riportato dal comunicato, l’appoggio di una rete consolare composta da personale ben qualificato.
La polemica maggiore, poi, è espressa verso l’appello del Maeci che recita così: “Si rende noto che il Consolato Generale d’Italia a Londra intende procedere alla nomina del Console onorario a Manchester, nonché di un Agente Consolare Onorario ad Ashford, di un Agente Consolare a Bedford e di un Agente Consolare Onorario ad Hull”.
È a questo punto che i toni del comunicato si fanno roventi: “È come leggere un annuncio di questo tipo: intendo aprire una pizzeria nella City di Londra, cerco pizzaiolo volontario. Anche se non sai fare la pizza, poco importa. Sufficienti sono stima e prestigio!”.
“Vi pare”, prosegue il comunicato del sindacato, “che, alla disperata richiesta di servizi statali degli italiani all’estero, si possa rispondere con un bando che vuole affidare a dei volontari il compito di svolgere “primariamente funzioni di assistenza in favore dei cittadini italiani e tutela degli interessi italiani nel territorio di competenza?”
La preoccupazione maggiore espressa dal sindacato è rivolta soprattutto ai giovani migranti che potrebbero aver a che fare, per muovere i primi passi in un paese straniero, con personale inadeguato alle loro esigenze.
Assurdo, secondo la CONFSAL UNSAm che “una presenza consolare, con tanto d’impiegati al servizio dei connazionali, come esisteva a Manchester, a Bedford, a Norimberga, a Saarbrücken, a Mannheim, ad Amburgo (e la lista continua) possa essere sostituita da “persone preferibilmente di cittadinanza italiana”.
La domanda che il sindacato si pone è in che modo un personale di questo tipo possa far fronte alle richieste di servizi statali quotidiani, che vanno dal passaporto, alla carta d’identità, dai documenti per matrimonio, agli atti notarili, ecc.
Dura polemica anche verso l’attività dei Comites, giudicata del tutto inadeguata alla situazione. La conclusione ironica del comunicato recita: “gli appelli al Maeci non hanno più senso. passiamo quindi allo strumento della preghiera rivolta al cielo”, dove si invoca il compianto “Santo” Mirko Tremaglia, primo (e unico) Ministro per gli Italiani nel Mondo, affinché faccia il miracolo di illuminare chi gestisce la rete estera della Farnesina, benedicendo i consoli onorari “alle Bahamas e alle Bermuda, ma tienili lontani dai luoghi in cui l’emigrazione ha bisogno di consolati veri”. (aise) 

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