CONSULTAZIONI/ DI MAIO (M5S): UN CONTRATTO ALLA TEDESCA CON LEGA O PD PER UN “GOVERNO DEL CAMBIAMENTO”

CONSULTAZIONI/ DI MAIO (M5S): UN CONTRATTO ALLA TEDESCA CON LEGA O PD PER UN “GOVERNO DEL CAMBIAMENTO”

ROMA\ aise\ - “Abbiamo confermato al Presidente che sentiamo la responsabilità di essere la prima forza politica del Paese e che siamo disponibili a lavorare per assicurare prima possibile una maggioranza ad un governo del cambiamento, un governo che guardi al futuro e che porti in avanti le lancette dell’orologio”. Così Luigi Di Maio, candidato premier del Movimento 5 Stelle a margine del colloquio con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che proprio con la delegazione pentastellata ha concluso il primo giro di consultazioni per il nuovo Governo.
“Come ribadito in campagna elettorale”, ha detto Di Maio ai cronisti, “noi, forza politica che ha raccolto 11 milioni di voti, abbiamo una posizione precisa anche sulla politica estera del nostro paese: abbiamo sempre detto che con noi al governo l’Italia rimarrà alleata dell’Alleanza Atlantica, nella politica europea e in quella monetaria”, dunque sì alla Nato, all’Ue e all’euro, dice oggi Di Maio prima di aggiungere che “il percorso verso la maggioranza per noi è iniziato il 5 marzo, da allora abbiamo avuto interlocuzione con tutti”.
I capigruppo alla Camera e al Senato, Grillo e Toninelli, “hanno incontrato tutti i gruppi, e interloquito con tutti, non abbiamo posto veti a nessuno. Abbiamo discusso di temi e ci siamo fatti un’idea sugli interlocutori possibili per formare un Governo del cambiamento”.
Dal voto, ha aggiunto, “sono emersi tre messaggi: al Governo deve andarci chi è legittimato dal voto”, dunque “sono stati bocciati i governissimi o i governi tecnici o di scopo”; in secondo luogo “gli italiani vogliono un governo per cambiare e non per sopravvivere. Infine, occorre mettere al centro le soluzioni ai problemi degli italiani”.
Il Movimento, quindi, “propone non un’alleanza di governo ma un contratto di governo per il cambiamento dell’Italia. Un contratto – ha spiegato Di Maio – sul modello tedesco che noi proporremo perché vogliamo che le forze politiche si impegnino di fronte agli italiani sui punti da realizzare”. Il “vantaggio” del Movimento è “di non essere né di destra né di sinistra, quindi può interloquire con chi vuole fare le cose e migliorare la qualità della vita degli italiani”. Con questo contratto “non solo individuiamo i temi da affrontare ma anche tempi e procedure”. Ma chi sarebbero i firmatari? “Dopo le interlocuzioni avute – ha detto Di Maio – noi crediamo che un contratto per il governo il M5s può sottoscriverlo o con la Lega o con il Pd. Questi sono i nostri due interlocutori, ovviamente alternativi. Per questo chiederò subito un incontro con Salvini e Martina per cominciare a lavorare alla struttura di questi contratti. Poi dopo i primi dialoghi capiremo con chi c’è più convergenza sui temi e individueremo il contratto da scrivere con la forza politica che abbiamo scelto”.
“Non voglio lanciare temi”, ha quindi precisato il leader 5 Stelle. “Insieme creiamo il percorso per arrivare al cambiamento del paese”. Certo, ha aggiunto, “l’Italia aspetta da almeno 30 anni soluzioni a corruzione, povertà, tasse, burocrazia, gestione migranti e altre questioni come la disoccupazione di giovani e non solo. Il voto 4 marzo – ha ribadito – ci ha chiesto di metterci a lavoro su questi temi irrisolti”.
“Le mie aperture sono sincere” ha garantito Di Maio, “e voglio precisare che, rispetto a quello che leggo, non ho mai voluto spaccare il Pd, né chiesto una scissione interna: io mi rivolgo al partito nella sua interezza. Non immaginiamo né ci permetteremmo mai di interferire con le loro dinamiche interne, idem per il centrodestra”.
Il punto, in questo caso, è, ha detto Di Maio, “che io non riconosco una colazione di centrodestra, non solo perchè le tre forze politiche avevano tre candidati premier e programmi differenti, ma anche perché a queste consultazioni sono arrivati divisi. Li abbiamo ascoltati e su alcuni aspetti hanno idee totalmente opposte, a cominciare da quelle su di noi”, ha osservato Di Maio riferendosi alle aperture di Salvini e al “no” di Berlusconi. Per questo “noi ci rivogliamo a una di queste forze” cioè la Lega, “sinceramente, così come facciamo con il Pd”.
“Spero si riconosca la nostra responsabilità a trovare una soluzione, impiegheremo tutte le nostre energie e forze per una maggioranza intorno a dei temi precisi”, su cui interloquire “con tutte le forze politiche”.
“Chi ci chiede responsabilità – ha concluso – metta al centro della propria azione gli interessi degli italiani e non i propri”. (aise) 

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